14.4016 · Mozione · 2014-11-24
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di fissare a 66 miliardi di franchi (pressappoco l'ammontare del preventivo 2014) le uscite nel piano finanziario di legislatura 2017-2019.
Begründung
Le uscite della Confederazione degli ultimi 24 anni sono più che raddoppiate, dato che sono passate dai 31,6 miliardi del 1990 ai quasi 64 miliardi di franchi dell'anno scorso. Se le nostre uscite statali dovessero crescere di questo passo, tra dieci anni il budget della Confederazione supererebbe i 100 miliardi di franchi. Secondo la proposta del governo anche l'anno prossimo le uscite cresceranno di altri 879 milioni. A breve termine si profila però già la necessità di finanziare grossi progetti di politica finanziaria, come la riforma dell'imposizione delle imprese III e l'iniziativa volta a eliminare gli svantaggi per le coppie sposate. Alla luce di questi progetti l'UDC esige un contenimento delle uscite totali della Confederazione, ovvero la fissazione del loro totale a 66 miliardi di franchi. Con questa misura verranno costituite considerevoli eccedenze strutturali che potranno successivamente essere impiegate per finanziare tali progetti. In tal modo i prossimi progetti potranno essere realizzati in maniera fiscalmente neutra, vale a dire senza aumenti di imposte.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Tra il 1990 e il 2014 le uscite della Confederazione sono praticamente raddoppiate. Nello stesso periodo anche la prestazione dell'economia nazionale è però cresciuta di 1,8 volte. La quota delle uscite, ovvero le uscite della Confederazione in percento del prodotto interno lordo (PIL), è quindi aumentata lievemente dall'8,8 per cento (1990) al 9,9 per cento (2014; PIL secondo la previsione del 18 dicembre 2014). Questa progressione è riconducibile in particolare al forte aumento delle uscite e alla debole crescita economica degli anni Novanta. Nel 2002 la quota delle uscite aveva raggiunto il suo valore massimo (10,7 per cento). Dall'introduzione del freno all'indebitamento nel 2003 è stato possibile stabilizzare la crescita annua delle uscite, mentre la crescita economica annua è aumentata a partire dal nuovo millennio. In seguito la quota delle uscite è calata leggermente. Grazie al freno all'indebitamento la crescita delle uscite è sotto controllo. Sul lungo periodo le uscite non possono crescere in misura maggiore delle entrate.
Secondo l'avamprogetto posto in consultazione, la riforma dell'imposizione delle imprese III causerebbe un aggravio delle finanze federali pari a 1,7 miliardi di franchi. Di questi, un miliardo dovrebbe essere controbilanciato da eccedenze strutturali costituite precedentemente. Questo modo di procedere garantisce che al momento dell'attuazione della riforma non siano necessarie riduzioni incisive delle uscite. Nel contempo chiede però che fino a quel momento la loro crescita sia inferiore a quella delle entrate (rettificate in funzione della congiuntura). Il Consiglio federale ha già cominciato a indirizzare la pianificazione finanziaria in tal senso. Negli ultimi mesi le prospettive finanziarie si sono tuttavia offuscate. Verosimilmente saranno necessarie misure di risparmio, affinché il Consiglio federale possa raggiungere i suoi obiettivi di politica finanziaria.
Una fissazione nominale del livello delle uscite a 66 miliardi di franchi sarebbe eccessiva. Comporterebbe una rapida crescita delle eccedenze strutturali che andrebbe ben oltre l'obiettivo di un controfinanziamento dei progetti di riforma prioritari. Inoltre, la misura necessaria per il consolidamento del bilancio sarebbe considerevole. Infatti, in considerazione dell'attuale piano finanziario, nel 2017 sarebbe necessario ridurre le uscite di quasi 7 miliardi di franchi, ovvero di circa il 9 per cento delle uscite. Rispetto alle uscite non vincolate per legge o per contratto, questa percentuale risulterebbe doppia. In considerazione dell'ingente volume del programma di risparmio richiesto sarebbe necessario rinunciare a determinati compiti incisivi e ridurre notevolmente le prestazioni.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.