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14.4054 · Interpellanza · 2014-12-03

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Nel 1999 la NATO ha bombardato per tre mesi la Repubblica di Serbia, in particolare la capitale, Belgrado. Secondo le stime, i bombardamenti sono costati la vita a 3500 civili, tra cui anche bambini. Lo scopo della NATO era "liberare con le bombe" e separare la provincia autonoma del Kosovo dalla Repubblica di Serbia. La Svizzera è uno dei primi Paesi ad aver riconosciuto come Stato indipendente il territorio del Kosovo liberato attraverso le operazioni militari NATO.

La Crimea ha fatto parte della Russia fin dalla caduta dell'impero ottomano. Diventato capo del partito comunista dell'Unione sovietica, l'ucraino Nikita Krusciov decise di donare la Crimea, la cui popolazione è in maggioranza di etnia russa, alla Repubblica sovietica di Ucraina senza consultare il popolo.

Il 20 marzo 2014 il Parlamento russo, la Duma, ha votato sull'integrazione della Repubblica di Crimea nella Federazione russa dopo che una schiacciante maggioranza della popolazione della penisola si era pronunciata a favore di questa integrazione.

Il Consiglio federale ritiene che uno dei miei omologhi russi, il vicepresidente della commissione di politica estera, abbia votato in maniera "sbagliata", ragion per cui il 12 novembre 2014 il suo nome è stato inserito in un elenco di sanzioni, conformemente a un'ordinanza del Consiglio federale (RS 946.231.176.72), insieme a numerosi altri parlamentari che hanno a loro volta, evidentemente, votato in maniera sbagliata.

Chiedo al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:

1. Sono mai state inflitte sanzioni a membri della NATO per il bombardamento della Repubblica di Serbia?

2. Sono mai state inflitte sanzioni a deputati o membri di autorità svizzere o estere per aver votato a favore della separazione del Kosovo dalla Serbia?

3. Quale importanza attribuisce il Consiglio federale all'articolo 16 della Costituzione federale sulla libertà d'opinione e d'informazione?

4. Il Consiglio federale ritiene che in futuro si debba controllare il voto di tutti i parlamenti del mondo e applicare sanzioni nei confronti dei parlamentari che non votano correttamente o questo ragionamento vale solo per la Russia?

5. Come si concilia con la neutralità della Svizzera un simile atteggiamento del Consiglio federale nei confronti della Russia?

Stellungnahme des Bundesrates

1./2. La Svizzera aveva un grande interesse a contribuire agli sforzi compiuti dalla comunità internazionale per giungere a una soluzione rapida e il più possibile pacifica del conflitto in Kosovo e porre così fine alla grave crisi umanitaria in corso. Il 1° luglio 1998 il Consiglio federale decise pertanto di aderire alle sanzioni economiche inflitte dall'UE alla Repubblica federale di Jugoslavia e alla Serbia, comprendenti anche sanzioni di tipo finanziario nei confronti dei governi della Repubblica federale di Jugoslavia e della Serbia nonché di persone fisiche e giuridiche di questi due Stati. Dopo l'inizio degli attacchi aerei della NATO alla Repubblica federale di Jugoslavia, la Svizzera non recepì, per ragioni di neutralità, l'embargo dell'UE sul petrolio; decise inoltre di autorizzare solo in misura moderata le forniture di materiale bellico destinato agli Stati NATO coinvolti nel conflitto.

Il referendum del 16 marzo 2014 sull'indipendenza della Crimea si è svolto in violazione della Costituzione ucraina ed era quindi illegale. L'annessione della Crimea da parte della Russia viola inoltre il diritto internazionale, in particolare il principio dell'integrità territoriale degli Stati. In merito al Kosovo la Svizzera ha affermato davanti alla Corte internazionale di giustizia che in casi eccezionali e solo a determinate e rare condizioni il diritto internazionale può riconoscere il diritto alla secessione sulla base del diritto all'autodeterminazione dei popoli. Queste condizioni erano adempiute nel caso del Kosovo, ma non nel caso della Crimea.

3./4. La libertà d'opinione e d'informazione sancita dalla Costituzione federale è un diritto fondamentale e il Consiglio federale vi attribuisce naturalmente la massima importanza. Si ricorda però che le sanzioni sono uno strumento per garantire l'applicazione del diritto internazionale: la pressione economica mira a modificare il comportamento politico, ovvero a far sì che non sia più violato il diritto internazionale. Le sanzioni vengono inflitte (anche dal Consiglio di sicurezza dell'ONU) regolarmente non solo a Stati ma anche a membri del governo, rappresentanti dell'esercito e delle forze di sicurezza e ad altre persone fisiche e giuridiche che hanno violato il diritto internazionale.

5. Il Consiglio federale ha deciso di non recepire le sanzioni dell'UE, specificando nel contempo che la Svizzera non deve essere utilizzata per aggirare le sanzioni inflitte da una parte della comunità internazionale e ha emanato l'ordinanza che istituisce provvedimenti per impedire l'aggiramento delle sanzioni internazionali in relazione alla situazione in Ucraina. Per evitare eventuali operazioni volte ad aggirare le sanzioni, i provvedimenti della Svizzera devono essere in linea con le sanzioni dell'UE e riguardare ad esempio anche le stesse persone fisiche e giuridiche. Dato che l'Ucraina è coinvolta in un conflitto armato internazionale, si applica il principio della neutralità che stabilisce che in un conflitto armato internazionale nessuna delle parti coinvolte può essere sostenuta a scapito dell'altra per scopi militari. La fornitura alle due parti in conflitto di materiale bellico e di altri beni utilizzabili a scopo militare è vietata.

Risposta del Consiglio federale.