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14.4140 · Interpellanza · 2014-12-10

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Un rapporto d'inchiesta del Senato americano rivela che, nel quadro della lotta al terrorismo condotta dal governo del presidente Georges Bush, sono stati utilizzati metodi di tortura crudeli. Ciò fa sorgere alcune domande anche per quanto riguarda la Svizzera, che si è sempre opposta ai crimini contro l'umanità e alle violazioni dei diritti dell'uomo, e alle quali invito il Consiglio federale a rispondere:

1. Il Consiglio federale è pronto a condannare pubblicamente tali atti di tortura in nome del popolo svizzero?

2. Ha intenzione di intervenire, insieme ad altri Stati, presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite per prendere posizione contro gli Stati Uniti, anch'essi membri dell'ONU?

3. Sosterrà eventuali iniziative volte a far comparire i responsabili dinnanzi al Tribunale dell'ONU per i crimini di guerra?

Begründung

Il rispetto dei diritti dell'uomo e l'osservanza della Convenzione di Ginevra relativa al trattamento dei prigionieri di guerra del 1949 non vanno intesi a senso unico. Le autorità svizzere difendono a giusto titolo tali conquiste degne di una società civile. I responsabili di eventuali violazioni devono essere giudicati da un tribunale anche se si tratta di Stati amici. Se esigessimo da altre culture, regioni o governi il rispetto dei diritti dell'uomo lasciandoli però pesantemente calpestare tra le nostre file, perderemmo ogni credibilità. Come possiamo, ad esempio, condannare secondo coscienza le atrocità perpetrate dall'ISIS, se atti identici sono commessi "in tutta legalità" da Stati occidentali? Va da sé che ogni Paese ha il diritto di difendersi per proteggere la propria popolazione e che il terrorismo deve essere sradicato. Tali misure sono legittime in quanto mirano a tutelare la dignità umana in generale. Se però si tollerano questi stessi delitti nel proprio campo, ogni legittimazione va perduta. Dato che gli stessi Stati Uniti hanno qualificato come "guerra" la lotta contro il terrorismo, gli atti commessi in tale contesto dal governo americano ricadono sotto la Convenzione di Ginevra relativa al trattamento dei prigionieri di guerra e, nel caso siano stati perpetrati crimini contro l'umanità, gli istigatori dovrebbero essere giudicati dal Tribunale dell'ONU per i crimini di guerra dell'Aia. Qualora un tribunale internazionale dovesse effettivamente riconoscere gli Stati Uniti colpevoli di un simile delitto, il Paese dovrebbe rispondere dei propri atti e riparare i torti arrecati.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Nella lotta contro il terrorismo è indispensabile garantire il rispetto del diritto internazionale. Il Consiglio federale condanna fermamente ogni forma di tortura e la lotta contro la tortura è una delle priorità della politica svizzera nel campo della tutela dei diritti dell'uomo. La Svizzera si impegna inoltre, nei confronti di tutti i suoi interlocutori, Stati Uniti compresi, a favore del rafforzamento delle norme internazionali pertinenti e del miglior adempimento degli impegni internazionali assunti dagli Stati in relazione al divieto della tortura e di altre pene o di trattamenti crudeli, inumani o degradanti.

2. La Svizzera utilizza abitualmente i canali multilaterali, in particolare nel quadro dell'ONU, e sostiene tutti gli sforzi fatti in questo contesto nella lotta contro la tortura. Finora ha rinunciato ad associarsi a un'iniziativa mirata contro gli USA. Dopo la pubblicazione del rapporto dell'Intelligence Committee del Senato degli Stati Uniti sui metodi di tortura utilizzati dalla CIA ha però deciso di affrontare questo tema nel quadro dei colloqui bilaterali con gli USA.

3. Il Consiglio federale ricorda che l'indagine su persone ritenute responsabili di torture o di altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti e l'incriminazione di queste ultime sono in linea di principio di competenza delle autorità nazionali statunitensi. Finora il Consiglio federale non ha sostenuto iniziative di terzi che mirassero a deferire i responsabili di questi crimini a un Tribunale dell'ONU e continua a puntare sul dialogo con gli USA a livello bilaterale e multilaterale. Non è escluso che la Corte penale internazionale dell'Aia, nei limiti delle proprie competenze e del procedimento penale nazionale relativo ai suddetti crimini, non assuma in futuro un ruolo che integri quanto fatto a livello nazionale.

Risposta del Consiglio federale.

Metodi di tortura utilizzati dagli Stati Uniti. Intervento del Consiglio federale presso l'ONU | Lexipedia | Lexipedia