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Parità di trattamento per le aziende tradizionali di servizi e gli offerenti privati di servizi mediante le piattaforme online

14.4269 · Mozione · 2014-12-12

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di creare i presupposti legali e di fornire agli organi cantonali di esecuzione i mezzi per garantire parità di trattamento tra i fornitori tradizionali di servizi e i privati che offrono un servizio mediante piattaforme professionali di intermediazione (ad. es. Airbnb.com, Uber, ecc.).

Begründung

Dalla risposta al postulato Sommaruga Carlo 14.3658 emerge che il Consiglio federale non prende abbastanza sul serio la disparità di trattamento tra i fornitori tradizionali di servizi e i fornitori privati non convenzionali, i cui servizi sono prenotabili mediante piattaforme di intermediazione online. Il Consiglio federale propone che i settori interessati comunichino alle autorità competenti eventuali infrazioni. In tal modo il diritto pubblico verrebbe applicato, anziché d'ufficio, solo a seguito di una denuncia. Questa proposta non è in linea con i principi vigenti dell'applicazione del diritto e non è adeguata alle circostanze. Il Consiglio federale è pertanto tenuto a creare pari - dunque eque - condizioni per tutti i concorrenti. Oggi, nel contesto della "sharing economy", chiunque può, con un semplice clic su una piattaforma professionale, presentare la propria offerta di servizi a un vasto numero di potenziali clienti e conseguire un reddito. Una volta che sono offerti su una piattaforma commerciale, i servizi sono indubbiamente comparabili con quelli degli offerenti tradizionali, per questo motivo occorre garantire parità di trattamento nell'applicazione del diritto. Tali modelli commerciali risultano estremamente interessanti e facili da usare. Crescono rapidamente e gli offerenti diventano operatori in grado di muoversi sul mercato. Le aziende tradizionali si devono iscrivere, richiedere l'autorizzazione e sottoporsi poi ai controlli di diverse autorità, ecc. Gli offerenti online invece si sottraggono alle autorità di esecuzione per via del loro anonimato; in tal modo non vengono riscosse né tasse né altri tributi (tasse di concessione, di soggiorno, canoni radiotelevisivi). Questa disparità di trattamento deve essere eliminata. La soluzione più adeguata è rilevare i dati direttamente dai gestori delle piattaforme e creare una base legale a tal fine. Come dimostra la prassi, gli appelli contenuti nelle condizioni di utilizzo non bastano.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale è consapevole che il fenomeno della "sharing economy" si sta diffondendo con estrema rapidità in Svizzera e nel mondo. Nei più disparati rami economici compaiono costantemente nuove offerte. Le questioni giuridiche correlate sono complesse e diverse a seconda del tipo di offerta. Ad esempio, le piattaforme menzionate nella mozione quali Airbnb (offerta di camera e colazione in abitazioni private) e Uber (servizi di trasporto) sottostanno in primo luogo alle regolamentazioni cantonali e comunali (tasse di soggiorno, normative sui taxi; cfr. la risposta del Consiglio federale al postulato Sommaruga Carlo 14.3658) ma possono riguardare anche il diritto federale (diritto di locazione e del lavoro). Si pongono inoltre questioni relative all'imposizione, sia per quanto riguarda il reddito, sia l'imposta sul valore aggiunto e altri tributi. Non si possono tralasciare nemmeno gli aspetti di diritto assicurativo. Dal momento che i gestori di queste piattaforme in genere non hanno sede in Svizzera, ci si trova di fronte al problema dell'attuazione transnazionale del diritto svizzero, come nei casi di contenuti illeciti pubblicati sui siti web gestiti da persone residenti all'estero. Anche la possibilità di coinvolgere i gestori delle piattaforme con sede all'estero nella raccolta dei dati (ad es. per la riscossione delle imposte o delle tasse di soggiorno) richiede chiarimenti preliminari. Pertanto prima di introdurre una regolamentazione, come richiesto nella mozione, è necessaria un'analisi dettagliata per ogni tipo di offerta per capire se, ed eventualmente in quali ambiti, si ravvisa la necessità di un intervento e in che modo si possa attuare un'eventuale regolamentazione che coinvolga i gestori di piattaforme residenti all'estero.

Per i motivi summenzionati il Consiglio federale propone di respingere la mozione. Tale decisione va vista in relazione alla risposta al postulato Derder 14.4296, "Promuovere l'economia partecipativa, inquadrarla e anticipare le sfide future", che il Consiglio federale propone invece di accettare. Il rapporto richiesto dal postulato Derder consente di analizzare innanzitutto, a livello giuridico ed economico, la situazione attuale delle piattaforme Internet della "sharing economy".

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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