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14.4294 · Postulato · 2014-12-12

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

L'indice web (http://thewebindex.org/) della Fondazione World Wide Web è la prima classifica mondiale che non valuta soltanto la libertà di utilizzo e l'apertura della rete, ma anche il suo contributo ai progressi sociali, economici e politici nei rispettivi Paesi. Nel suo rapporto 2014, la fondazione ha esaminato complessivamente 86 Paesi.

La Svizzera si trova soltanto al diciottesimo posto e presenta un potenziale di miglioramento in tutte le sotto-categorie analizzate. Il Consiglio federale è incaricato di illustrare in un rapporto le misure, previste o nuove, che possono permettere alla Svizzera di colmare le sue lacune in modo quanto più possibile rapido ed efficace.

Begründung

Internet offre ancora un immenso potenziale per favorire le pari opportunità, aprire nuove prospettive per le imprese innovative e contribuire al rafforzamento della democrazia e della partecipazione sociale di ognuno. Tuttavia, ciò non va da sé, ma, anzi, avviene il contrario, come lo rileva giustamente la fondazione Word Wide Web. Non possiamo dare per scontato il potenziale di eliminazione delle disuguaglianze offerto da Internet. Secondo la fondazione, le attuali tendenze danno adito a pensare che ci troviamo all'incrocio tra due vie: da un lato, l'"Internet per tutti", che rafforza la democrazia e offre le stesse opportunità a tutti e, dall'altro, l'"Internet d'élite" che funziona secondo la logica del vincitore che arraffa tutto e che concentra il potere economico e politico nelle mani di pochi. La Svizzera deve pertanto continuare a impegnarsi per mettere a disposizione di tutti un Internet libero, aperto e non censurato. Il rapporto del Consiglio federale dovrà permettere di determinare le basi decisionali in grado di contribuire al raggiungimento di questo obiettivo.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Web Index 2014 conta 86 Paesi ripartiti su tutti i continenti e si basa sia su dati quantitativi provenienti da organizzazioni internazionali importanti, quali l'ONU, l'UIT e la Banca mondiale, sia su interviste "ad hoc" e rapporti d'esperti. A differenza delle statistiche stilate da organismi nazionali e internazionali, questi ultimi contengono conclusioni che non sono state validate dai Paesi.

La classifica 2014 colloca la Svizzera al 18° posto. Allo scopo di comprendere questo risultato, conviene analizzare le componenti e i sotto indici che lo costituiscono. Vale la pena rilevare i buoni risultati ottenuti dalla Svizzera per la componente "Empowerment" (9°) e per i sotto-indici "Economic Impact" (6°), "Political Impact" (10°) e "Communications infrastructure" (8°). Malgrado ciò, alcune componenti peggiorano il risultato finale della Svizzera, si tratta di "Relevant Content & Use" (20° posto) e "Education & Awareness" (41° posto). Anche le questioni concernenti la neutralità della rete, ripartite su diversi sotto-indici, tendono a peggiorare il risultato finale.

Uno sguardo più approfondito ai settori che influenzano negativamente la posizione in classifica della Svizzera mostra che:

Contenuto adeguato e partecipazione

Uno degli elementi che costituisce "Relevant Content & Use" si basa sull'indicatore "Government Online Service", proveniente dall'E-Government Survey 2014 dell'ONU. È un risultato da prendere con le pinze, soprattutto per la natura relativa dell'indicatore e della struttura federale della Svizzera.

A livello federale, l'offerta di servizi on line nel settore e-government può sembrare modesta, visto che sono i cantoni ad assumere la parte del leone. Ognuno di essi mette però in linea i servizi che crede più utili, non vi è uniformità.

Anche il sotto-indice "e-participation", che attualmente si colloca al 63° rango su 86 dell'E-Government Survey 2014, quando i progetti di consultazione elettronica e di voto elettronico saranno conclusi e attuati.

Bisogna menzionare, in questa sede, le statistiche Eurostat, che dal 2014 comprendono anche la Svizzera. L'indicatore sull'utilizzo di Internet da parte dei privati nelle interazioni con le autorità pubbliche, situa la Svizzera al 5° posto su 28.

Educazione

La formazione è in gran parte competenza dei cantoni, il margine di manovra della Confederazione è limitato. Tuttavia, l'introduzione nel 2006 dell'articolo 61a nella Costituzione federale ha rafforzato il ruolo della Confederazione nel campo della formazione, anche grazie alla creazione della nuova legge sulla formazione continua la cui entrata in vigore è prevista per il 2017.

Attraverso il suo "programma federale per le pari opportunità per donne e uomini nelle scuole universitarie professionali 2013-2016" la Confederazione mira attualmente a rimediare alla mancanza di personale qualificato in ambito tecnico, soprattutto vuole incoraggiare le donne a formarsi nei settori MINT (scienze matematiche, informatiche, naturali e tecniche).

Anche la strategia del Consiglio federale per una società dell'informazione in Svizzera contiene un settore d'intervento "Formazione, ricerca e innovazione" la cui messa in atto presuppone anche la partecipazione della Svizzera al programma Ambient Assisted Living (AAL). Quest'ultimo mira a promuovere i progetti di ricerca incentrati sul miglioramento della qualità di vita e dell'autonomia degli anziani per mezzo di soluzioni TIC innovative.

Neutralità della rete

Nel Web Index, le questioni che trattano la neutralità della rete sono spesso legate all'esistenza di una legge o di una regolamentazione. La Svizzera non dispone di basi legali in senso stretto, motivo per cui il suo punteggio è basso.

Nel suo rapporto sull'evoluzione del mercato svizzero delle telecomunicazioni del 19 novembre 2014, il Consiglio federale propone di includere nella legge sulle telecomunicazioni una disposizione che obblighi i fornitori di servizi di telecomunicazione a rendere trasparente la differenziazione dei loro servizi di trasmissione dati.

Indicatori statistici

Occorre finalmente sottolineare l'assenza in Svizzera di dati statistici in grado di completare l'indice web. Se mancano i dati, gli indici sono creati sulla base di rapporti peritali e interviste. Allo scopo di migliorare la comparabilità dei dati svizzeri con quelli di altri Paesi, bisognerà creare un catalogo statistico che copre gli ambiti dell'indice web.

Ricordiamo tuttavia i nuovi indicatori sulla società dell'informazione pubblicati nel dicembre 2014 dall'Ufficio federale di statistica, i cui risultati sono piuttosto soddisfacenti.

Alla luce degli argomenti sviluppati in questa risposta e dei progetti attualmente in corso in seno all'amministrazione federale, il Consiglio federale ritiene che per il momento non sia necessario stilare un rapporto sulla questione.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.