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14.450 · Iniziativa parlamentare · 2014-09-26

Liquidato

Ausgangslage

Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, presento la seguente iniziativa:

L'articolo 48 della legge sulla cittadinanza è completato come segue:

Art. 48 (testo attuale)

Cpv. 1

L'Ufficio federale può, con il consenso dell'autorità del cantone d'origine, revocare la cittadinanza svizzera, la cittadinanza cantonale e l'attinenza comunale a una persona che possiede anche un'altra cittadinanza, se la sua condotta è di grave pregiudizio agli interessi o alla buona reputazione della Svizzera.

Cpv. 2 (nuovo)

In caso di partecipazione ad attività terroristiche o azioni belliche in Svizzera o all'estero la revoca è imperativa.

Wortlaut

Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, presento la seguente iniziativa:

L'articolo 48 della legge sulla cittadinanza è completato come segue:

Art. 48 (testo attuale)

Cpv. 1

L'Ufficio federale può, con il consenso dell'autorità del cantone d'origine, revocare la cittadinanza svizzera, la cittadinanza cantonale e l'attinenza comunale a una persona che possiede anche un'altra cittadinanza, se la sua condotta è di grave pregiudizio agli interessi o alla buona reputazione della Svizzera.

Cpv. 2 (nuovo)

In caso di partecipazione ad attività terroristiche o azioni belliche in Svizzera o all'estero la revoca è imperativa.

Begründung

Alcuni cittadini svizzeri, in particolare coloro che sono in possesso della doppia cittadinanza, partecipano viepiù alla pianificazione, preparazione ed esecuzione di attività terroristiche o azioni belliche. Attualmente questi bellicosi si recano in Siria, Iraq e altri Paesi allo scopo di partecipare ad attività terroristiche o azioni belliche al fianco di organizzazioni come il "Fronte al-Nusra" o lo "Stato islamico" (precedentemente "Stato islamico in Iraq e Siria", ISIS). Al loro rientro in Svizzera, questi mercenari rappresentano un enorme potenziale di pericolo per lo Stato e la sua popolazione. Una revoca della cittadinanza svizzera in questi casi s'impone.

Verhandlungen

Dibattito al Consiglio nazionale, 07.12.2015

CN: terrorismo, revoca cittadinanza per doppi nazionali

(ats) Revocare automaticamente la naturalizzazione a quegli Svizzeri con doppio passaporto che partecipano ad attività terroristiche all'estero. È quanto prevede un'iniziativa parlamentare del Consigliere nazionale Toni Brunner (UDC/SG) approvata oggi dal Consiglio nazionale per 102 voti a 85. Il dossier va agli Stati.

La commissione preparatoria aveva raccomandato di respingere la proposta, sostenendo che le norme attuali riguardanti la cittadinanza e l'eventuale revoca sono sufficienti.

La legge sulla cittadinanza prevede che la Segreteria di Stato della migrazione possa, d'accordo con il Cantone d'origine, revocare la cittadinanza a una persona la cui condotta è contraria agli interessi o alla buona reputazione del Paese, ha ricordato Kurt Fluri (PLR/SO).

Attualmente, ha aggiunto a nome della maggioranza della commissione Fluri, vi è un solo caso di procedimento di revoca in corso per terrorismo sulla base della legislazione attuale. Ciò dimostra che è già possibile intervenire oggi nel rispetto della separazione dei poteri quando le persone coinvolte sono sospettate di reati gravi come il genocidio, crimini di guerra o crimini contro lo Stato e la difesa nazionale.

A suo avviso, il provvedimento auspicato dall'iniziativa è meramente simbolico e non distoglierebbe i jihadisti dai loro intenti criminali. La revoca della cittadinanza potrebbe inoltre rendere impossibile l'estradizione in Svizzera delle persone colpevoli di reati all'estero o nel nostro Paese. Attualmente, ha aggiunto Fluri, vi è un solo caso di procedimento di revoca in corso per terrorismo sulla base della legislazione attuale.

Toni Brunner, sostenuto dal Ticinese Marco Romano (PPD) espressosi per la minoranza della commissione, ha invece sottolineato il carattere preventivo di una simile norma nei confronti degli islamisti radicali intenzionati a recarsi in Siria o Iraq per combattere a fianco dello Stato islamico.

Un loro eventuale ritorno in Svizzera esporrebbe il paese e la popolazione a un grave pericolo, hanno argomentato facendo riferimento ai recenti attacchi terroristici di Parigi e a provvedimenti simili a quelli auspicati dall'iniziativa applicati, o in corso di concretizzazione, in altri Paesi.

Dibattito al Consiglio degli Stati, 13.06.2016

CSt: jihadisti svizzeri, "no" revoca automatica nazionalità

(ats) I jihadisti svizzeri con doppia nazionalità che partecipano, in Svizzera o all'estero, ad attività terroristiche o atti bellici non devono essere imperativamente privati del passaporto svizzero.

Lo ha deciso oggi il Consiglio degli Stati per 27 voti a 12, bocciando così un'iniziativa parlamentare del consigliere nazionale Toni Brunner (UDC/SG). Il dossier è archiviato.

Pur riconoscendo la minaccia jihadista e la necessità di adottare misure di difesa, la maggioranza crede che il provvedimento auspicato dall'iniziativa sia meramente simbolico e non distolga i jihadisti dai loro intenti criminali.

Oltre a non migliorare la sicurezza, la revoca della cittadinanza potrebbe invece rendere impossibile l'estradizione in Svizzera delle persone colpevoli di reati all'estero o nel nostro Paese.

Oltre a ciò, la legge sulla cittadinanza prevede che la Segreteria di Stato della migrazione possa, d'accordo con il Cantone d'origine, revocare la cittadinanza a una persona la cui condotta è contraria agli interessi o alla buona reputazione del Paese. "È quanto appena accaduto a un combattente islamico partito dalla Svizzera", ha fatto notare il "senatore" Andrea Caroni (PLR/AR) a nome della commissione.

In novembre, in risposta ad una mozione di Marco Romano (PPD/TI) simile all'atto parlamentare di Brunner, il Consiglio federale scriveva che la revoca generalizzata della cittadinanza sarebbe sproporzionata.

Inoltre, si specificava, le norme attuali prevedono già la possibilità di revocare il passaporto a chi ha commesso atrocità all'estero in veste di membri di gruppi estremisti.