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15.1094 · Interrogazione · 2015-12-17

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

L'associazione mantello degli insegnanti della Svizzera tedesca ha recentemente espresso la propria preoccupazione in merito alla qualità dell'aria nelle aule scolastiche. Da misurazioni svolte è effettivamente emerso che in una classe con un numero medio di 24 allievi, il tasso di anidride carbonica (CO2) raggiunge livelli che impediscono la concentrazione della maggioranza dei ragazzi. L'associazione ha promesso di avviare uno studio su più larga scala su questo argomento. Si sa in particolare che una buona ventilazione dei locali permette già di ridurre la concentrazione di CO2 e di far confluire aria pulita ai polmoni e al cervello.

Studi realizzati all'estero confermano che l'aria nelle aule scolastiche è spesso talmente viziata da risultare nociva e incidere negativamente sulle prestazioni degli allievi, sulla loro salute in generale e sulla salute degli insegnanti (http://www.innenraumanalytik.at/pdfs/luki_I.pdf).

Alcuni cantoni hanno avviato sporadicamente campagne di sensibilizzazione su questo argomento, come ad esempio Ginevra (progetto Exp'Air destinato ai giovani d'età compresa tra i 13 e 18 anni: www.ge.ch/air/expair).

Sulla base di quanto precede, rivolgo al Consiglio federale le seguenti domande:

1. È a conoscenza degli studi menzionati?

2. Sono previste analisi mirate da parte della Confederazione?

3. Quali misure si possono prevedere per migliorare la situazione? Il Consiglio federale intende assicurare il coordinamento delle misure previste in questo settore dai singoli cantoni? La Confederazione sosterrà i cantoni che attueranno misure di prevenzione per garantire una buona qualità dell'aria nelle aule scolastiche e quindi proteggere la salute degli allievi?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Gli edifici in cui si trovano molte persone, come le scuole, devono essere regolarmente e sufficientemente arieggiati. Se l'aerazione è insufficiente, si accumulano soprattutto anidride carbonica e altre sostanze provenienti dal metabolismo degli alunni e degli insegnanti, il che si ripercuote negativamente sulla capacità di apprendimento e sul benessere. Il Consiglio federale è consapevole del problema e l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) è a conoscenza sia delle pertinenti pubblicazioni scientifiche che delle misurazioni puntuali effettuate in Svizzera.

2. L'UFSP, in collaborazione con alcuni cantoni e comuni appositamente selezionati, sta già conducendo un progetto pilota sull'aerazione nelle scuole, in cui si studiano misure per migliorare il ricambio d'aria nelle aule scolastiche a breve e lungo termine. A partire da misurazioni concrete della qualità dell'aria, si stanno elaborando e validando raccomandazioni adeguate. Questa attività è svolta dall'UFSP con il sostegno di un gruppo di esperti interdisciplinare del quale fanno parte, tra l'altro, specialisti comunali e cantonali, la Lega polmonare svizzera e l'associazione mantello degli insegnanti svizzeri LCH. Le raccomandazioni saranno sottoposte alla Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione presumibilmente nell'autunno del 2017 e saranno in seguito messe a disposizione di tutti i comuni e soprattutto delle autorità scolastiche di tutta la Svizzera.

3. A seconda del tipo di sistema di aerazione, esistono diverse misure per migliorare il ricambio d'aria: nei locali in cui la ventilazione avviene aprendo le finestre, è opportuno che l'aerazione sia frequente e di durata sufficiente. Questa misura, adatta per rimediare a breve termine a un'aerazione insufficiente, è oggetto del progetto pilota. Se invece i locali sono ventilati mediante un sistema meccanico insufficiente, bisogna modificarne le impostazioni o eventualmente intensificare manualmente la ventilazione aprendo le finestre.

Per garantire un'aerazione sufficiente (norma SIA 382/1) possono essere adottate anche misure architettoniche più dispendiose, idonee tuttavia ad essere piuttosto integrate in progetti a lungo termine, come la pianificazione generale del risanamento di edifici scolastici o i progetti per nuove costruzioni.

L'UFSP suggerisce ai cantoni di coordinare la comunicazione e l'attuazione delle raccomandazioni elaborate nel progetto pilota. La Confederazione non vede per altro alcuna ragione di sussidiare il risanamento degli edifici scolastici, essendo la realizzazione di misure architettoniche di competenza dei comuni e dei cantoni.

Risposta del Consiglio federale.