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15.3077 · Interpellanza · 2015-03-10

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Secondo diversi esperti, sembrerebbe che lo "Stato islamico" (Daish) si sia impossessato di 24 banche dislocate tra l'Iraq e la Siria, che svolgono transazioni internazionali senza essere oggetto di alcuna inchiesta.

Del resto, lo "Stato islamico" possiede numerosi pozzi di petrolio che gli fruttano diversi milioni di franchi al giorno. La maggior parte di questo petrolio viene consumata sul posto, ma una piccola parte circola sfiorando i circuiti internazionali.

La Svizzera vanta sul proprio territorio un settore bancario molto sviluppato. Sapendo che il denaro è il nervo della guerra e che l'accesso alle banche è fondamentale, in particolare per la vendita dei prodotti petroliferi, sarebbe opportuno accertarsi che la Svizzera non contribuisca indirettamente a finanziare questi criminali.

Pertanto, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Il Consiglio federale può accertarsi che il denaro delle banche appartenenti all'IS non transiti attraverso la rete bancaria svizzera?

2. Se necessario, il Consiglio federale può fare pressione sulla comunità internazionale affinché le banche appartenenti all'IS non possano più operare?

3. Il Consiglio federale si è accertato che gli operatori petroliferi presenti in Svizzera non contribuiscano alla diffusione del petrolio dell'IS?

4. Quali sanzioni prevede il Consiglio federale se dovesse venire a conoscenza di collaborazioni con questo "Stato" canaglia?

Stellungnahme des Bundesrates

Il terrorismo rappresenta una minaccia per la sicurezza nazionale e internazionale. Il Consiglio federale concorda con l'autrice dell'interpellanza sul fatto che è necessario impedire il finanziamento dello "Stato islamico" (IS).

4. In applicazione della legge sugli embarghi (RS 946.231) e dell'ordinanza che istituisce provvedimenti nei confronti delle persone e delle organizzazioni legate a Osama bin Laden, al gruppo "Al-Qaïda" o ai taliban (RS 946.203) le sanzioni dell'ONU nei confronti dell'IS vengono applicate anche in Svizzera. Tali sanzioni vietano qualsiasi transazione commerciale con l'IS, compreso il commercio di petrolio. Eventuali violazioni vengono punite con una pena detentiva fino a un anno o con una multa fino a 500 000 franchi. Dal 1° gennaio 2015 è in vigore anche un divieto per i gruppi "Al-Qaïda" e "Stato islamico" nonché per le organizzazioni associate (RS 122). Chiunque sul territorio svizzero mette a disposizione dell'IS risorse umane o materiali o promuove in altro modo le sue attività è punito con una pena detentiva fino a cinque anni o con una pena pecuniaria.

1.-3. Secondo un rapporto del comitato dell'ONU per le sanzioni del 14 novembre 2014 (S/2014/815) per le sue transazioni l'IS utilizza essenzialmente sistemi di pagamento informali (per es. Hawala). Tuttavia, avendo conquistato diverse città, l'IS ha assunto il controllo anche delle filiali di alcune banche irachene e siriane. Nonostante l'opera di contrasto da parte del governo iracheno (cfr. rapporto FATF-GAFI Financing of the Terrorist Organisation Islamic State in Iraq and the Levant ISIL, febbraio 2015) vi è dunque il rischio che l'IS possa accedere al sistema finanziario internazionale. Questo problema è stato riconosciuto a livello internazionale e discusso all'interno di conferenze specializzate alle quali il nostro Paese partecipa attivamente.

Essendo la Svizzera un'importante piazza finanziaria, era importante che prevedesse in tempi rapidi delle sanzioni per qualsiasi sostegno materiale all'IS. Inoltre, le banche svizzere che notoriamente intrattengono rapporti di corrispondenza con le banche irachene sono state particolarmente sensibilizzate sui rischi.

Anche gli uffici competenti dell'amministrazione hanno contattato alcune società petrolifere con sede in Svizzera. Per chiari motivi, le società petrolifere internazionali non hanno alcun interesse a essere collegate all'IS. Dal loro punto di vista è improbabile che il petrolio dell'IS possa raggiungere in grandi quantità il mercato internazionale. Questa risorsa verrebbe dunque impiegata dall'IS soprattutto a livello locale. Le comuni piattaforme del commercio petrolifero non accettano le transazioni in contanti come quelle effettuate dall'IS. Vi sono inoltre ostacoli logistici e tecnici all'immissione di grandi quantità di greggio da parte dell'IS nel commercio di petrolio controllato a livello internazionale.

Se si venisse a conoscenza che aziende o persone domiciliate in Svizzera sono implicate in transazioni finanziarie o petrolifere illegali con l'IS, tali reali verrebbero perseguiti e puniti.

Risposta del Consiglio federale.