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15.3197 · Mozione · 2015-03-18

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di modificare l'articolo 323b del Codice delle obbligazioni in modo che il salario sia imperativamente pagato in moneta legale, ossia in franchi svizzeri in modo da renderlo inderogabile ed evitare il versamento di salari in euro o ancorati al tasso di cambio fittizio.

Begründung

Con l'abbandono della soglia minima del franco ci sono imprese che intendono versare i salari in euro o ancorarli a tassi di cambio fittizi, diminuendo di fatto i salari reali e ribaltando il rischio aziendale sui lavoratori nonostante che l'articolo 324 del Codice delle obbligazioni lo vieti. Secondo l'aricolo 323b del CO, il salario deve essere pagato in moneta avente corso legale, quindi in franchi svizzeri. Le parti possono derogarvi mediante accordo: datore di lavoro e lavoratore possono convenire il pagamento del salario in euro. In particolare nelle regioni di frontiera il versamento di salari in euro, oltre a creare una discriminazione tra lavoratori, accentua la pressione sui salari e quindi il dumping salariale. I datoridi lavoro possono dunque avere un interesse ad assumere lavoratori frontalieri, pagati in euro, e quindi con salari inferiori rispetto ai salari pagati ai lavoratori svizzeri o residenti in franchi. Gli accordi sulla libera circolazione impediscono il dumping e la discriminazione salariale tra lavoratori residenti e provenienti dagli stati dell'UE, proteggendo di fatto anche i salari ed i lavoratori residenti che in caso contrario si vedrebbero sostituiti da lavoratori dell'UE.

Il 20 settembre 2012 il Consiglio nazionale ha respinto la mia iniziativa parlamentare 11.447 con 118 voti contro 62 che chiedeva già una modifica del CO all'articolo 323b in modo che il salario sia imperativamente pagato in moneta legale. Tra le motivazioni allora addotte per respingere l'iniziativa, si citava il numero ridotto di casi che si risolverebbero spontaneamente nel tempo e la necessità di garantire una flessibilità e possibilità di deroga al CO. Considerato il ripetersi e l'accrescersi di questi episodi e tenuto conto che il rischio aziendale non può essere ribaltato sul personale è necessario che ci si occupi nuovamente della questione. Una modifica dell'articolo 323b del Codice delle obbligazioni è dunque necessaria affinché il salario sia imperativamente pagato in moneta legale, ossia in franchi svizzeri in modo da renderlo inderogabile.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale si è già espresso in merito al divieto di versare salari in euro nel parere relativo alle mozioni Pardini 11.3534, "Vietare i salari in valuta estera" e Robbiani 11.3608, "Salari in moneta estera", rinviando a varie regole che limitano già il versamento di salari in euro.

Anzitutto, nel diritto svizzero la disdetta causata da un modifica del contratto sottostà a determinate condizioni; il rischio economico dell'impresa non può essere addossato al lavoratore e un peggioramento delle condizioni salariali soltanto per i frontalieri è discriminatorio secondo l'accordo sulla libera circolazione delle persone. Il tribunale del cantone di Basilea-Campagna, che ha nel frattempo avuto l'occasione di applicare tali regole, ha confermato che i frontalieri che rifiutano una diminuzione del salario legata alla diminuzione del tasso di cambio con l'euro fanno semplicemente valere i loro diritti. I licenziamenti disposti per questo motivo sono stati pertanto qualificati come licenziamenti di ritorsione, illegali nel diritto svizzero.

Inoltre, i salari minimi fissati nei contratti collettivi di lavoro devono essere rispettati a prescindere dalla valuta in cui sono versati e dal tasso di cambio. Laddove non esistono contratti collettivi che fissano salari minimi, le commissioni tripartite possono intervenire in caso di dumping salariale ripetuto e abusivo per far emanare contratti normali di lavoro con salari minimi vincolanti. Vari contratti di questo tipo sono già in vigore a livello federale e cantonale.

Infine, in determinate situazioni il versamento del salario in euro può rivelarsi utile. Un divieto sarebbe pertanto eccessivo. Non permetterebbe nemmeno di risolvere il problema, in quanto, nonostante il provvedimento proposto, anche il salario versato in franchi svizzeri potrebbe essere ridotto adducendo il motivo della diminuzione del tasso di cambio con l'euro.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.