15.3215 · Postulato · 2015-03-19
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di redigere, in collaborazione con i cantoni, un breve complemento al rapporto sul traffico di migranti a scopo di lucro per rispondere alle domande seguenti:
1. Quali misure hanno previsto la Confederazione e i cantoni per formare, in seno alle autorità inquirenti, specialisti nella lotta al traffico organizzato di migranti? L'Istituto svizzero di polizia è disposto a offrire una formazione in tal senso?
2. La Confederazione e i cantoni sono disposti a sostenere l'estensione della competenza federale facoltativa nel settore del traffico di migranti?
3. Quali sono, in base alle esperienze acquisite nei cantoni, le migliori prassi (best practice), nell'ambito della sorveglianza delle frontiere, per la cooperazione e la ripartizione dei compiti tra le autorità di protezione dei confini e le autorità cantonali competenti? Quali misure di miglioramento e armonizzazione possono essere integrate nei diversi accordi di cooperazione tra i corpi di polizia cantonali e il corpo delle guardie di confine?
Begründung
Nel rapporto dell'Ufficio federale di giustizia e di Fedpol del 16 dicembre 2014 sul traffico di migranti a scopo di lucro e le sue implicazioni per la Svizzera sono state illustrate varie lacune in diversi settori (cap. 8) e discusse diverse misure (cap. 8.3). Sono tuttavia presentate soltanto pochissime misure concrete e manca il parere dei cantoni. Allo scopo di potenziare la lotta al traffico di migranti il Consiglio federale è invitato a rispondere alle suddette domande.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il rapporto sul traffico di migranti a scopo di lucro e sue implicazioni per la Svizzera costituisce un'analisi della situazione di minaccia, integrata da raccomandazioni volte a incrementare l'efficacia dei mezzi di lotta contro tale fenomeno. Esso va considerato nel quadro della strategia di gestione integrata delle frontiere (Integrated Border Management, IBM) e della sua attuazione. Un gruppo di lavoro interdipartimentale della Confederazione ha redatto, sotto la direzione della Segreteria di Stato della migrazione (SEM) e in collaborazione con i cantoni, una strategia globale contro la migrazione illegale, il traffico di migranti esercitato a scopo di lucro e la criminalità transfrontaliera (rapporto finale del gruppo strategico sulla gestione integrata delle frontiere, gennaio 2012) e allestito il piano d'azione sulla gestione integrata delle frontiere 2014-2017 (piano d'azione IBM). Le raccomandazioni del rapporto sul traffico di migranti a scopo di lucro e sue implicazioni per la Svizzera, elaborato parallelamente, sono state integrate e trasposte in dettaglio nel piano d'azione IBM sotto forma di misure concrete. L'accordo quadro, concluso il 13 novembre 2014 tra la Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia e il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), sancisce dunque la volontà della Confederazione e dei cantoni di attuare congiuntamente il piano d'azione IBM.
La misura 4.3-5-1 del piano d'azione IBM prevede l'organizzazione presso l'Istituto svizzero di polizia (ISP) di moduli di formazione concernenti la lotta al traffico di migranti qualificato. L'ISP ha assunto tale incarico e organizza lo svolgimento di tali moduli in collaborazione con la Conferenza dei comandanti delle polizie cantonali della Svizzera e Fedpol.
Secondo la misura 0.3-2-4 del piano d'azione IBM, spetta all'Ufficio federale di giustizia, in collaborazione con i servizi della Confederazione e dei cantoni, verificare la competenza federale facoltativa nell'azione penale contro il traffico di migranti qualificato. Occorre inoltre tenere in debita considerazione anche gli interventi parlamentari presentati in tale ambito, nella fattispecie l'iniziativa parlamentare della Commissione della gestione del Consiglio degli Stati 14.401, "Prevedere disposizioni penali efficaci per perseguire la criminalità organizzata (revisione dell'art. 260ter CP)" nonché la mozione della Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati 15.3008, "Articolo 260ter del Codice penale. Modifica". Altrettanto significativi sono i due accordi sottoscritti nel novembre 2013 tra la Confederazione e i cantoni tesi a migliorare la cooperazione nella lotta contro le forme complesse di criminalità. Alla luce di quanto precede, appare quindi prematuro effettuare una valutazione definitiva della questione riguardante l'estensione della competenza federale facoltativa.
La misura 0.3-2-5 riguarda l'ottimizzazione della cooperazione tra il corpo delle guardie di confine (Cgcf) e i cantoni nell'ambito del traffico di migranti qualificato. Nel canton Ticino, interessato in maniera particolare dal fenomeno del traffico di migranti, l'azione attuata congiuntamente da polizia cantonale, Cgcf e Ministero pubblico nell'ambito di una cosiddetta task force ha dimostrato tutta la sua efficacia: ciascuna autorità partecipa, in virtù delle proprie competenze e responsabilità legali, alle indagini, ai fermi e al perseguimento penale nei confronti degli accusati. La responsabilità di tale azione congiunta è del Ministero pubblico del canton Ticino. Non è stato necessario adeguare l'accordo tra il Cgcf e il canton Ticino in materia di delega dei poteri.
Il Consiglio federale ritiene essenziale garantire attraverso un monitoraggio costante l'attuazione delle misure previste dal piano d'azione IBM, tra cui anche quelle relative alla lotta del traffico di migranti a scopo di lucro. Per tale motivo, il Consiglio federale ha incaricato il DFGP (SEM) di elaborare un rapporto annuale sullo stato di attuazione delle misure previste dal piano d'azione. Alla luce di tali considerazioni, il Consiglio federale non ritiene né necessario né opportuno aggiungere un complemento al rapporto sul traffico di migranti a scopo di lucro e sue implicazioni per la Svizzera.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.