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15.3265 · Interpellanza · 2015-03-19

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

1. Secondo il Consiglio federale a quanto ammonterebbe il patrimonio greco depositato su conti bancari svizzeri? Di questo patrimonio quanto ritiene sia stato trasferito in Svizzera a partire dal 2008? E quanto di questo patrimonio ritiene non sia stato dichiarato al fisco?

2. Sapendo che attualmente è in corso il processo legislativo per l'introduzione dello scambio automatico delle informazioni, è comunque lecito chiedersi se non sia opportuno anticipare provvisoriamente e il più rapidamente possibile a livello di ordinanza uno scambio automatico delle informazioni con la Grecia. Il Consiglio federale la ritiene una possibilità?

3. Il governo greco non ha reagito a una proposta della Svizzera presentata nel febbraio 2014 per disciplinare le situazioni del passato dal profilo fiscale. Il Consiglio federale è disposto a sottoporre nuovamente questa proposta (o una proposta adattata) al nuovo governo? Se sì: come si configura questa proposta? Ci sono stati contatti a tale proposito con il nuovo governo di Atene?

4. Il Consiglio federale è disposto a prestare assistenza amministrativa alla Grecia per quanto riguarda la vicenda della banca HSBC?

5. Quale contributo fornisce inoltre la Svizzera per aiutare la Grecia a superare la crisi socio-economica?

Begründung

Un terzo della popolazione greca vive in condizioni di povertà, la disoccupazione supera il 25 per cento e le assicurazioni sociali sono fortemente indebitate. Paralle-lamente numerosi facoltosi cittadini greci depositano i loro soldi non dichiarati su conti svizzeri privando il fisco greco delle necessarie e urgenti entrate. Dallo scoppio della crisi sono stati prelevati dalle banche circa 80 miliardi di euro, una parte dei quali è stata trasferita all'estero, non da ultimo in Svizzera. Nel caso della vicenda della filiale ginevrina della banca HSBC, ad esempio, sono stati scoperti 2000 conti greci non dichiarati, a conferma del sospetto che la piazza finanziaria svizzera sia stata e sia ancora utilizzata come destinazione per la fuga di capitali greci. Il nuovo governo greco ha inserito la lotta all'evasione fiscale in vetta alle priorità. Il governo ha pertanto annunciato di voler verificare attentamente i trasferimenti di capitale verso la Svizzera. La Grecia e l'OCSE hanno inoltre annunciato un rafforzamento della collaborazione nella lotta all'evasione fiscale e alla corruzione. I media greci hanno recentemente ipotizzato che la fuga di capitali non dichiarati verso la Svizzera privano lo Stato greco di entrate fiscali per circa 800 milioni di euro.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale non dispone di dati attendibili su patrimoni greci in Svizzera.

2. Per l'attuazione dello standard internazionale sullo scambio automatico delle informazioni in materia fiscale devono essere create le basi giuridiche per obbligare gli istituti finanziari a raccogliere e trasmettere i dati all'amministrazione federale delle contribuzioni e consentire lo scambio con gli altri Stati. Con lo scambio automatico di informazioni si interviene inoltre nella sfera finanziaria privata delle persone coinvolte. Lo statuire questi obblighi e interventi esige una base legale formale o garantita da convenzioni internazionali. Il Consiglio federale non ha la competenza per attuare anticipatamente o in via transitoria lo scambio automatico di informazioni a livello di ordinanza.

Nei confronti della Grecia lo standard dello scambio automatico di informazioni deve essere attuato sulla base di un accordo con l'UE. Il 19 marzo 2015 la Svizzera e la Commissione UE hanno parafato un accordo in materia che sarà firmato nelle prossime settimane. Con riserva della conclusione della procedura di approvazione in Svizzera e nell'UE si auspica che l'accordo entri in vigore nel 2017.

3. In passato i colloqui tra la Svizzera e la Grecia si sono basati sul modello della convenzione sull'imposizione alla fonte stipulata con Gran Bretagna e Austria. Questo approccio è ormai superato in considerazione dell'imminente introduzione dello standard internazionale dello scambio automatico di informazioni nei confronti dell'UE e, quindi, anche della Grecia. Prima dell'entrata in vigore dello scambio automatico di informazioni sarebbe opportuno se venisse consentito ai contribuenti di regolarizzare eventuali capitali non dichiarati del passato nei confronti delle autorità, come è stato fatto da diversi Paesi dell'UE. La Svizzera è pronta a cooperare con la Grecia affinché si possa trovare rapidamente una soluzione percorribile, intesa a garantire l'imposizione e a impedire fughe di capitali verso piazze finanziarie non cooperanti. In proposito la Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI) è in contatto con le autorità greche.

4. In virtù della convenzione tra la Svizzera e la Grecia per evitare le doppie imposizioni, la Grecia può presentare domanda di assistenza amministrativa alla Svizzera. La disposizione che disciplina l'assistenza amministrativa di questa convenzione corrisponde allo standard dell'OCSE. La competente autorità elvetica tratta le domande in tal senso in sintonia con la pertinente legislazione sull'assistenza amministrativa fiscale. In merito al "Caso HSBC" menzionato nell'interpellanza va constatato che, ai sensi dell'articolo 7 lettera c della legge federale sull'assistenza amministrativa internazionale in materia fiscale (LAAF; RS 672.5), non si entra nel merito della domanda se viola il principio della buona fede, in particolare se si fonda su informazioni ottenute mediante reati secondo il diritto svizzero. Ciò non significa tuttavia che le persone figuranti su un elenco di dati rubati godano dell'immunità. Le domande di assistenza amministrativa concernenti questa categoria di persone sono valutate in base alla loro fondatezza, a condizione che si basino su elementi indipendenti dall'elenco.

5. Con la sua adesione al Fondo monetario internazionale (FMI) la Svizzera sostiene il programma di riforme politico-economiche della Grecia. La Banca nazionale svizzera versa il contributo del Paese alle risorse generali del FMI senza garanzia della Confederazione. È tuttavia impossibile suddividere questo contributo in base ai programmi. Complessivamente la Svizzera contribuisce al 2 per cento circa dei fondi disponibili per l'erogazione di crediti da parte del FMI.

Risposta del Consiglio federale.