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Maggiore protezione federale nelle fideiussioni per le PMI dopo gli effetti della politica del franco forte della BNS

15.3281 · Mozione · 2015-03-19

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di creare le basi legali necessarie per vietare agli istituti di credito attivi in Svizzera di aumentare i tassi di interesse alle PMI che beneficiano di fideiussioni dello Stato. Il Consiglio federale è inoltre invitato a presentare un rapporto sulla sua politica di protezione dell'economia svizzera contro le pratiche finanziarie scorrette che portano a rialzi dei tassi di interesse sui crediti concessi alle imprese svizzere.

Begründung

Nel 2007, la politica federale di fideiussioni per le PMI avviata nel 1949, è stata oggetto di importanti cambiamenti. Da allora, questo importante strumento che permetteva alle microimprese e alle PMI di una certa dimensione di accedere ai crediti bancari, ha dato prova della sua utilità (Rapporto del Consiglio federale sul sistema di fideiussioni per le PMI, 20/11/2011). Secondo gli ultimi dati pubblicati, circa 1700 PMI hanno potuto beneficiare di questa garanzia statale, creando più di 22 000 posti di lavoro e formando circa 2000 apprendisti.

Nel confronto internazionale, in quest'ambito la Svizzera persegue una politica estremamente prudente. Se la Germania investe lo 0,23 per cento del suo PIL per la fideiussione dei crediti a favore delle PMI, la Svizzera ne impiega invece solo lo 0,04 per cento, ovvero sei volte di meno.

La nostra economia ha bisogno di questo sostegno da parte dello Stato. I maggiori beneficiari delle fideiussioni dello Stato sono in particolare i cantoni con un forte radicamento nelle aree rurali o confinanti con regioni fortemente industrializzate: il 25 per cento dei dossier in corso riguarda il canton Vaud, il dieci per cento sia il canton Vallese che il cantone di Ginevra e più del 5 per cento il canton Berna e il canton San Gallo. I settori principalmente coinvolti sono il settore del commercio e gli intermediari (p. es. settore dell'incisione e del pane) e l'industria manifatturiera (p. es. metallurgia).

Dopo la decisione della BNS del 15 gennaio 2015 di abbandonare la soglia minima con l'euro, aumenta il rischio che alcune banche mettano sotto pressione le PMI in difficoltà incrementando i tassi di interesse. È perciò indispensabile fornire una maggiore protezione alle imprese interessate con gli strumenti statali esistenti, di cui fa parte la fideiussione.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Rispetto ad altri Paesi, in Svizzera il mercato creditizio per le PMI funziona straordinariamente bene. Alcuni studi dell'OSCE hanno mostrato che la Svizzera per diversi motivi ha superato meglio di altri Paesi la crisi finanziaria ed economica. La Svizzera ha potuto registrare anche durante la crisi tassi di crescita positivi nella concessione di crediti alle PMI. Il Consiglio federale non ritiene perciò necessario modificare la politica in materia di fideiussioni per PMI, come è stato fatto in altri Paesi.

Anche il gruppo di lavoro della Confederazione "Mercato del credito per le PMI" finora non ha rilevato indizi sospetti nel mercato creditizio. Guidato dalla Segreteria di Stato dell'economia (SECO) e costituito dai rappresentanti della Banca nazionale svizzera (BNS), della Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI), di Economiesuisse, dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), dell'Associazione svizzera dei banchieri e di Swissmem, il gruppo di lavoro si occupa dal 2008 di osservare attentamente gli sviluppi dell'accesso al credito.

Allo stesso modo non è stato riscontrato alcun malfunzionamento nel sistema di finanziamento delle PMI. Il fatto che le banche valutino la solvibilità di un'impresa per decidere in merito alla concessione di un prestito o all'applicazione di tassi di interesse elevati, rappresenta un meccanismo di mercato ordinario. In alcuni di questi casi si può collaborare fino a un determinato punto nella fideiussione per le PMI e facilitare l'accesso al finanziamento.

L'introduzione di prescrizioni federali destinate alle banche e di interessi vantaggiosi, significherebbe interferire massicciamente e in modo ingiustificato nell'autonomia degli istituti finanziari, mettendo a rischio il buon funzionamento del sistema creditizio per le PMI e ostacolare l'adeguamento strutturale permanente, necessario sotto il profilo economico.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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