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15.3343 · Postulato · 2015-03-20

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

L'abbandono del cambio fisso con l'euro rende difficile l'esportazione di prodotti lattieri svizzeri. La richiesta di maggiori fondi della Confederazione non può risolvere i problemi del mercato lattiero in maniera duratura. Il crollo dei prezzi è in parte endogeno. Mai come nel 2014 un numero così basso di aziende lattiere intensive ha commercializzato così tanto latte. Negli ultimi anni gli sforzi profusi dall'Interprofessione del latte (IP Latte) per limitare i quantitativi e stabilizzare il mercato si sono immancabilmente rivelati vani. Basta una lieve sovrapproduzione per generare una massiccia pressione sui prezzi e innescare la spirale dell'intensivazione con effetti disastrosi sul prezzo alla produzione, sul foraggiamento conforme alle esigenze dei bovini, sull'allevamento e sul benessere degli animali.

Il Consiglio federale è incaricato di valutare le seguenti misure:

1. Aumento dei contributi per la produzione di latte e carne basata sulla superficie inerbita PLCSI e inasprimento dei criteri. I contributi PLCSI sono un incentivo a produrre latte e carne sulla propria base di foraggio grezzo. L'attuale contributo di base di 200 franchi per ettaro va integrato con un contributo supplementare decisamente più consistente (nel quadro del limite di spesa) per aziende che utilizzano più del 90 per cento di erba o rinunciano addirittura alla somministrazione di alimenti concentrati.

2. Allevamento maggiormente incentrato su foraggio di base, durata di vita e salute. La Confederazione sostiene le federazioni d'allevamento erogando 30 milioni di franchi l'anno. In futuro almeno la metà di tale importo deve essere stanziato per un allevamento sostenibile, ad esempio per concentrarsi maggiormente su foraggio di base, durata di vita più lunga, utilizzo combinato latte/carne e/o salute/robustezza.

3. Soppressione della macellazione precoce dei vitelli. La selezione per una produzione estrema di latte si traduce in un numero sempre maggiore di vitelli che non possono venir ingrassati. Il numero di macellazioni precoci a pochi giorni dalla nascita è aumentato considerevolmente; dal profilo etico ciò è insostenibile. Il latte che non viene somministrato al bestiame nell'azienda contribuisce ad aumentare le eccedenze di latte commerciale. Occorre intervenire. Il diritto ai pagamenti diretti per PLCSI, SSRA e URA va vincolato alla condizione secondo cui i vitelli devono avere almeno 12 settimane.

4. Crediti di investimento per sistemi di stabulazione rispettosi delle esigenze degli animali. Confederazione e cantoni devono rivedere i criteri per la concessione di crediti di investimento e creare incentivi per sistemi di stabulazione rispettosi delle esigenze degli animali.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale ha stabilito, nell'ordinanza sui pagamenti diretti, che il contributo per la produzione di latte e carne basata sulla superficie inerbita (PLCSI) viene erogato se in un'azienda agli animali da reddito che consumano foraggio grezzo viene somministrato foraggio di base nella misura di almeno il 90 per cento. Mediante la differenziazione della quota di erba secondo la zona di produzione, le aziende godono di un po' di flessibilità nella composizione della razione in funzione delle caratteristiche locali. Questo provvedimento è stato analizzato approfonditamente nell'ambito dei lavori preparatori alla PA 2014-2017. Si tratta ormai solo di metterlo in pratica e misurarne gli effetti. Con il postulato 15.3380, "Prospettive sul mercato lattiero", la Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale invita il Consiglio federale a indicare quali sarebbero gli effetti se, mediante un trasferimento di pagamenti diretti, la produzione venisse maggiormente incentrata su foraggiamento basato sulla superficie inerbita, buona salute e longevità.

2. Per migliorare le basi zootecniche, la Confederazione sostiene con circa 24 milioni di franchi l'anno le federazioni di allevamento nei settori allevamento di bovini da latte e da carne. Nel quadro dei loro compiti le federazioni di allevamento competenti verificano costantemente lo stato dell'allevamento e definiscono l'obiettivo zootecnico. Tenendo conto sia degli sviluppi futuri sia delle esigenze degli interessati, dei mercati e della società, esse stabiliscono come dovrebbe svilupparsi la razza negli anni successivi. Perseguono coerentemente l'obiettivo di allevare una vacca senza esigenze elevate, sana, fertile, longeva, robusta e adeguata al sistema di produzione elvetico identificando, a tale scopo, anche valori zootecnici generali, che esaltino in particolare le caratteristiche legate alla sostenibilità. Il Consiglio federale ritiene pertanto che non sia necessario un ulteriore disciplinamento.

3. Conformemente all'articolo 10 dell'ordinanza del 23 novembre 2005 concernente la macellazione e il controllo delle carni (OMCC; RS 817.190), gli animali di età inferiore a sette giorni non possono essere macellati o uccisi per produrre derrate alimentari. Secondo la banca dati sul traffico di animali, negli ultimi sette anni per le razze lattifere si è registrata una media dell'1 per cento circa di macellazioni di vitelli nei primi due mesi di vita. Per far fronte alle difficoltà in relazione all'ingrasso di vitelli maschi provenienti da aziende specializzate nella detenzione di lattifere, gli allevatori svizzeri di animali da latte adesso hanno a disposizione sperma sessato e possono pertanto inseminare le vacche da latte migliori in modo mirato per ottenere animali di sesso femminile e le altre con spermatozoi di una razza da carne. Il Consiglio federale ritiene che non sia necessario un ulteriore disciplinamento.

4. La legislazione sulla protezione degli animali definisce le condizioni che un sistema di detenzione degli animali deve adempiere per essere conforme alle loro esigenze. I sistemi di stabulazione particolarmente rispettosi delle esigenze degli animali (SSRA) vengono sostenuti, in fase di costruzione, con un supplemento del 20 per cento degli aiuti agli investimenti e promossi nell'ambito dei pagamenti diretti mediante contributi SSRA. Grazie a questi due provvedimenti, dal 2004 il 90 per cento circa delle stalle per bovini finanziate con crediti di investimento è stato costruito secondo i criteri SSRA. Le strutture a stabulazione fissa vengono invece realizzate per lo più nell'ambito di ristrutturazioni economiche di edifici esistenti nella regione di montagna o in insediamenti rurali tradizionali, nonché su alpeggi. Il Consiglio federale ritiene che il sistema di incentivi in uso è efficace e non sia pertanto necessario un ulteriore disciplinamento.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.