15.3344 · Mozione · 2015-03-20
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di modificare le basi legali dell'autorità di protezione dei minori e degli adulti (APMA) introducendo l'obbligo, nell'ambito di un collocamento di persone, di cercare il dialogo con il domune di domicilio e i famigliari dell'interessato. Nel singolo caso potrebbero essere trovate soluzioni più vantaggiose per gli interessati.
Begründung
La decisione, per i più svariati motivi, di togliere un adulto o un minore dal suo contesto famigliare collocandolo altrove costituisce un'ingerenza molto importante nella sua vita. Eventi tragici mostrano che un tale passo richiede grande empatia e sensibilità. Il coinvolgimento del comune di domicilio e dei famigliari può pertanto rivelarsi utile e permettere di trovare soluzioni vantaggiose per gli interessati.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il nuovo diritto in materia di protezione dei minori e degli adulti, entrato in vigore il 1° gennaio 2013, ha migliorato sotto vari aspetti la procedura per il collocamento di un minore presso terzi. In caso di collocamento, l'autorità di protezione dei minori e degli adulti (APMA) deve ora esaminare se occorra ordinare che il minore sia rappresentato da un curatore. Questa forma di partecipazione indiretta rafforza lo statuto giuridico del minore nella procedura. Inoltre, un minore capace di discernimento può impugnare da sé una decisione di collocamento in un istituto chiuso o in una clinica psichiatrica (art. 314b del Codice civile; RS 210). Anche la nuova possibilità prevista dalla legge di ingiungere ai genitori di tentare una mediazione (art. 314 cpv. 2 del Codice civile) permette di attribuire maggiormente ai genitori la responsabilità del figlio.
Le prime esperienze maturate con il nuovo diritto in materia di protezione dei minori e degli adulti hanno mostrato che il mancato coinvolgimento dei comuni ha comportato problemi in molti cantoni. Per questo motivo, la Conferenza per la protezione dei minori e degli adulti ha elaborato e pubblicato raccomandazioni sul coinvolgimento delle autorità di aiuto sociale nelle decisioni degli organi di protezione dei minori. I cantoni sono liberi di attuare tali raccomandazioni in sede di applicazione della legge. Il Consiglio federale non ritiene pertanto necessario intervenire per quanto concerne il diritto dei comuni di essere sentiti e partecipare alle decisioni.
In tutte le procedure, prima di disporre una misura l'APMA è peraltro tenuta a esaminare d'ufficio i fatti rilevanti e a raccogliere le informazioni occorrenti (art. 446 del Codice civile), che possono includere anche accertamenti presso il comune di domicilio e la cerchia famigliare. L'autorità competente decide secondo il proprio margine di apprezzamento se ciò è necessario nel caso specifico. Il Consiglio federale presume che le discussioni pubbliche degli ultimi mesi abbiano contribuito a sensibilizzare le autorità interessate. Per il momento non ritiene necessario un intervento da parte del legislatore.
Infine, accogliendo il postulato 14.3891, "APMA. Prime constatazioni in seguito alla professionalizzazione", il Consiglio nazionale ha incaricato il Consiglio federale di effettuare una prima valutazione del nuovo diritto in materia di protezione dei minori e degli adulti. Pure il postulato 14.3776, "Professionalizzazione dello Stato sociale a ogni costo?", anch'esso accolto dal Consiglio nazionale, invita il Consiglio federale a chiarire varie questioni connesse ai costi e a proporre misure che possano risolvere i problemi esistenti. La valutazione riguarderà pertanto anche le questioni sollevate nella presente mozione. I risultati sono attesi per l'inizio del 2016. Il Consiglio federale intende attendere i risultati della valutazione prima di esprimersi in merito alle eventuali possibilità di migliorare il nuovo diritto o la sua attuazione sul piano cantonale.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.