15.3403 · Interpellanza · 2015-05-05
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
In virtù dell'ordinanza sulle rilevazioni statistiche, l'Ufficio federale di statistica allestisce numerose panoramiche, tra l'altro su temi economici, politici, sociali e geografici. A titolo di esempio, la statistica criminale di polizia fornisce informazioni sulla frequenza di singoli reati, ad esempio di quelli a sfondo razzista. Non sono però rilevati statisticamente né classificati i crimini d'odio nei confronti di omosessuali e transessuali. La rilevazione statistica di questo tipo di crimini consentirebbe di adottare misure mirate in caso di necessità. Pertanto il gruppo del Partito borghese democratico invita il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Al momento i crimini d'odio nei confronti di omosessuali e transessuali non sono contemplati dalla statistica criminale di polizia, sebbene le discriminazioni e ostilità subite a causa dell'orientamento sessuale siano fatti molto problematici. Per quale ragione questi crimini non vengono rilevati statisticamente?
2. Alla luce dei recenti sforzi legislativi volti ad estendere la protezione contro la discriminazione all'orientamento sessuale, dal punto di vista del PBD sarebbe ragionevole e opportuno rilevare statisticamente i crimini d'odio nei confronti degli omosessuali e dei transessuali. Qual è la posizione del Consiglio federale in merito?
3. Quali possibilità vede per introdurre misure per rilevare statisticamente i crimini d'odio contro gli omosessuali e i transessuali?
4. Ritiene anch'esso ragionevole rendere più visibili questi crimini rilevandoli statisticamente?
Stellungnahme des Bundesrates
1. I corpi di polizia registrano in primo luogo l'insieme dei reati previsti dal Codice penale svizzero: sono questi i dati pubblicati ufficialmente nel rapporto nazionale sulla statistica criminale di polizia (SCP). Secondo il piano avallato da tutti i cantoni, lo strumento per la rilevazione prevede che i cantoni possano registrare, per esempio, un motivo razzista o sessuale (in modo non differenziato). Tuttavia la rilevazione del motivo non è obbligatoria e i risultati pubblicati non considerano questo criterio. Fintanto che i crimini d'odio nei confronti di omosessuali e transessuali non costituiranno un reato a se stante o che non verrà resa obbligatoria in tutti i cantoni l'indicazione differenziata del motivo, non sarà possibile pubblicare in una statistica nazionale dati qualitativamente ineccepibili in merito.
2.-4. Il Consiglio federale ritiene importante proteggere le minoranze e promuovere l'eliminazione di qualsiasi forma di discriminazione, in particolare di quelle basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere. Gli atti discriminatori nei confronti delle persone LGBTI (lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali) sono certamente diffusi, ma mancano le cifre per dimostrarlo e adottare provvedimenti appropriati. Anche il Consiglio federale considera opportuno censire i crimini di odio e pubblicarne i dati. Nell'ambito della valutazione della SCP, il cui avvio è previsto quest'anno, è pertanto disposto ad esaminare con la Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia in quale misura la rilevazione dei crimini d'odio nei confronti di omosessuali e transessuali possa essere istituzionalizzata e resa obbligatoria. Va tuttavia sottolineato che l'introduzione di un sistema di raccolta dei dati efficace, uniforme e obbligatorio per tutti i cantoni resta difficile e richiederebbe investimenti ingenti. Gli elevati costi d'investimento che incomberebbero ai cantoni e alla Confederazione dovrebbero essere preceduti da una ponderazione della qualità e dell'utilità di una statistica di questo tipo.
A livello internazionale il Consiglio federale s'impegna per una maggiore sensibilizzazione sui crimini d'odio nei confronti delle persone LGBTI e nella ricerca di soluzioni, sostenendo gli sforzi degli organi competenti del Consiglio d'Europa e dell'ONU.
Risposta del Consiglio federale.