15.3411 · Mozione · 2015-05-05
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a sospendere immediatamente la distribuzione di glifosato e dei prodotti che lo contengono e a condurre studi approfonditi sui rischi a lungo termine che un'esposizione a tale sostanza comporta per l'uomo, gli animali e l'ambiente.
Begründung
L'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) è un organo dell'Organizzazione mondiale della salute. Il 20 marzo 2015 i ricercatori della IARC hanno pubblicato sulla rivista specializzata "The Lancet" una nuova valutazione di quattro principi attivi, in base alla quale il glifosato viene classificato come "probabile cancerogeno per l'uomo", ossia al secondo posto di una graduatoria che conta cinque categorie. Secondo la valutazione della IARC, studi pubblicati dal 2001 negli Stati Uniti, in Canada e in Svezia forniscono indicazioni su un effetto cancerogeno per l'uomo e prove sufficienti della cancerogenicità nel quadro di esperimenti sugli animali.
Il glifosato è il diserbante più utilizzato al mondo ed elimina ogni tipo di pianta. Anche in Svizzera è il principio attivo più venduto ed è presente in oltre settanta prodotti erbicidi omologati. Il volume delle vendite è in costante aumento e si stima che ogni anno ne vengano utilizzate circa 300 tonnellate. Viene impiegato per trattamenti in campicoltura, nei frutteti, nell'orticoltura praticata a titolo professionale o privato, lungo i binari ferroviari, eccetera. Il glifosato o N-(fosfonometil)glicina è stato messo a punto nel 1950 dal chimico svizzero Henri Martin. La sostanza è stata immessa sul mercato per la prima volta nel 1974, dalla ditta Monsanto, come principio attivo dell'erbicida totale Roundup.
Già negli ultimi anni si sono moltiplicate le indicazioni secondo cui il principio attivo glifosato nonché altri additivi e prodotti della loro degradazione sono più pericolosi di quanto si pensasse finora non solo per le piante e l'ambiente (contaminazione delle acque sotterranee), bensì anche per l'uomo e gli animali. Concretamente si sospetta che, già in esigue concentrazioni, possano influire sul sistema ormonale causando disturbi a livello di riproduzione e sviluppo dell'embrione e del feto sia negli animali sia nell'uomo nonché favorendo determinate forme tumorali. Il nostro ecosistema è sensibile, il nostro ambiente e quindi anche la nostra salute sono esposti a un numero sempre maggiore di sostanze chimiche. In numerosi casi non esistono studi sul lungo periodo. È ora d'intervenire.
Anche in Germania, in Austria e a livello europeo i Verdi chiedono una sospensione, studi esaustivi sul lungo periodo volti ad appurare i rischi e una nuova valutazione del controverso principio attivo glifosato.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il glifosato è l'erbicida più utilizzato in Svizzera. Viene impiegato in particolare per la risemina dei prati, prima di seminare una coltura nel quadro delle tecniche di coltivazione rispettose del suolo, nella lotta contro le piante problematiche nei maggesi, nella cura delle superfici su cui corrono i binari nonché nella lotta contro le malerbe nei frutteti, nei vigneti e nel verde pubblico. In seguito al ritiro di numerosi erbicidi, fatta eccezione per la lotta meccanica o manuale, per determinate applicazioni non vi sono alternative.
Il Consiglio federale sa che a marzo 2015 l'Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), un organo dell'Organizzazione mondiale della salute (OMS), ha classificato il glifosato come "probabile cancerogeno". Il 20 marzo 2015 la rivista "The Lancet" ha pubblicato un breve articolo su questa decisione che però non permette di verificare obiettivamente e scientificamente le conclusioni della IARC. Non sono infatti ancora disponibili il rapporto esaustivo e le valutazioni dettagliate alla base di questa nuova classificazione. Stando al suddetto articolo, sembra che per la valutazione la IARC non si sia avvalsa di nuovi studi tossicologici.
In Svizzera e in Europa il glifosato non è classificato come cancerogeno. Tale valutazione si basa sulle conclusioni dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria competente, sul piano nazionale, della valutazione dal profilo sanitario, nonché di organi d'esperti internazionali come l'Autorità europea per la sicurezza alimentare, ma anche la riunione congiunta sui residui di pesticidi dell'OMS e dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura preposta alla valutazione dei prodotti fitosanitari.
Nell'ambito del più recente riesame del glifosato, condotto poco tempo fa nell'UE sulla scorta della nuova valutazione di quasi mille studi, il glifosato non è stato valutato come cancerogeno o nocivo per la riproduzione e la fertilità. Nel quadro delle omologazioni sono stati valutati diversi studi sulla tossicità cronica del glifosato. Le concentrazioni massime consentite nelle derrate alimentari sono ben al di sotto delle dosi massime accettabili per la protezione della salute risultanti da tali studi.
Il glifosato adempie inoltre tutte le condizioni previste per la tutela dell'ambiente. Esso non è nocivo né per i volatili e i mammiferi né per gli insetti. Stando allo stato attuale delle conoscenze, se l'applicazione è adeguata non vi è alcun rischio inaccettabile neppure per gli organismi acquatici. Grazie all'efficace legame tra il glifosato e il suo metabolita AMPA nel suolo, tale principio attivo è da classificare come piuttosto non problematico per le acque sotterranee. Dati di monitoraggio comprovano che le esigenze legali sono adempiute e che non vi sono da attendersi effetti negativi su animali acquatici e piante né sulle acque sotterranee.
Sulla base degli attuali studi tossicologici, al momento non vi è alcuna ragione di classificare il glifosato come cancerogeno. Qualora nuove informazioni scientifiche dovessero giustificare una nuova classificazione, verranno adottate le necessarie misure a tutela dell'uomo e dell'ambiente. Nel quadro dell'elaborazione del piano d'azione nazionale per la riduzione dei rischi e l'uso sostenibile dei prodotti fitosanitari viene altresì valutato come è possibile limitare ulteriormente i rischi.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.