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15.3420 · Interpellanza · 2015-05-05

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Con riferimento alle imposte, spesso nell'opinione pubblica e nei media si parla solo d'imposta sul reddito, imposta sugli utili delle aziende e di aliquote d'imposta. Negli ultimi vent'anni sono invece stati soppressi, ridotti o modificati anche altri tipi d'imposta che riguardano soprattutto il capitale. Il reddito del lavoro e il consumo sono invece stati gravati maggiormente con costi salariali accessori, imposta sul valore aggiunto e tasse.

Il capitale non è stato sgravato massicciamente solo nei cantoni bensì anche a livello di Confederazione: esempi al riguardo sono l'abolizione dell'imposta sul capitale, il dimezzamento dell'imposizione dei dividendi (aliquota di imposizione parziale), le agevolazioni fiscali delle società holding, di domicilio e miste, la soppressione parziale della tassa di bollo e delle tasse d'emissione, la distribuzione esentasse delle riserve di apporti di capitale, l'esenzione dall'imposta di certe categorie d'investimento ecc. Mancano totalmente rilevamenti quantitativi sull'estensione di questi sgravi, sebbene sarebbero urgentemente necessari per il dibattito politico e il processo decisionale politico finanziario.

A questo riguardo chiedo di rispondere alle seguenti domande:

1. Quali tipi di imposta il cui gettito spetta in parte o esclusivamente alla Confederazione sono stati soppressi, ridotti o modificati negli ultimi vent'anni? Chiediamo un'elencazione completa e una descrizione dettagliata.

2. A quanto sono stimate all'anno, per tipo di imposta, le relative perdite fiscali? Anche qui chiediamo una stima delle possibili perdite fiscali sulla base di un'ipotesi plausibile per quanto riguarda la potenziale evoluzione della situazione.

3. Quante società di capitali e quante persone fisiche hanno tratto profitto per tipo di imposta dagli sgravi e quante invece no? Chiediamo una stima possibilmente precisa in termini qualitativi e quantitativi.

4. A quanto sono stimate le possibili perdite fiscali a livello federale, cantonale e comunale alla luce della prevista riforma dell'imposizione delle imprese III?

Stellungnahme des Bundesrates

Le domande poste richiedono ricerche che esulano dal quadro di una possibile risposta a un'interpellanza. Per rispondere alle domande non è quindi stato possibile eseguire un'analisi approfondita.

1. Un elenco dettagliato delle modifiche di diritto fiscale effettuate dal 2000 è disponibile nell'allegato. Per il periodo antecedente al 2000 occorre menzionare in particolare la riforma dell'imposizione delle imprese I, entrata in vigore nel 1998. Questa ha tra l'altro determinato la soppressione della tariffa applicata in funzione della redditività a favore di una tariffa proporzionale nell'ambito dell'imposta federale diretta delle persone giuridiche nonché l'abolizione dell'imposta sul capitale (a livello federale). All'epoca le minori entrate risultanti dalla Rriforma I dell'imposizione delle imprese erano state stimate a complessivamente 170 milioni di franchi all'anno, sopportate in parti pressoché uguali dalla Confederazione (80 milioni) e dai cantoni (90 milioni).

2. Le ripercussioni che una revisione del diritto fiscale ha sul gettito fiscale sono di regola stimate solo ex ante in vista di una consultazione e di un messaggio. Le stime ex post sulle ripercussioni finanziarie per l'anno di entrata in vigore della revisione e per i periodi successivi vengono effettuate solo in singoli casi. Segnatamente non si allestisce alcun profilo dell'evoluzione del gettito fiscale in seguito a una revisione del diritto fiscale. Il motivo è dovuto al fatto che spesso mancano dati sufficientemente attendibili. Inoltre, il rilevamento degli effetti di adeguamento sorti con la riforma e la sovrapposizione di influssi dovuti a fattori congiunturali non legati alla riforma pongono problemi. Per quanto riguarda gli effetti di adeguamento occorrerebbe ad esempio chiarire se l'insediamento o la partenza di imprese sia riconducibile alla riforma. Perlopiù questi effetti di adeguamento potrebbero manifestarsi solo in maniera ritardata. Una persona che ad esempio consegue un secondo reddito potrebbe aumentare il suo tasso di occupazione solo in un secondo momento per beneficiare della deduzione introdotta per la cura dei figli prestata da terzi. Infine si pone anche la domanda riguardo al punto di riferimento, ovvero in che modo si sarebbero evolute le entrate se non fosse stata introdotta questa riforma.

3. Non esiste una rappresentazione dettagliata su quante società di capitali (o titolari delle quote di società di capitali) e persone fisiche siano state complessivamente gravate o sgravate in seguito alle riforme del diritto fiscale degli ultimi vent'anni. Nondimeno nel 2003 le entrate dell'imposta federale diretta delle persone giuridiche si sono duplicate, raggiungendo nel 2011 quasi 8,2 miliardi di franchi. Il numero delle società con statuto speciale è aumentato da 20 279 nel 2003 a 24 111 nel 2011 e la quota delle entrate dell'imposta sull'utile imputabile direttamente a queste società è cresciuta dal 39 a circa il 50 per cento nel 2011.

La questione di chi paga un'imposta deve tuttavia essere distinta dalla questione di chi in definitiva sostiene di fatto l'onere economico dell'imposta una volta conclusi i processi di trasferimento. La risposta a questa domanda dipende da come gli attori interessati reagiscono alle modifiche fiscali. Dal momento che solo le persone fisiche - in qualità di finanziatori, lavoratori, proprietari di terreni o consumatori - possono sostenere l'onere economico di un'imposta, l'incidenza economica di quest'ultima non riguarda mai le persone giuridiche, bensì sempre le persone fisiche che sono direttamente o indirettamente legate alla società. Tra queste non rientrano solo gli azionisti, ma tutte le parti interessate, come i creditori, i lavoratori, i fornitori o i clienti.

L'incidenza dell'imposizione delle imprese, ovvero la questione di chi supporto in definitiva il carico delle imposte delle imprese una volta conclusi i processi di trasferimento, rimane un problema irrisolto. In sintesi, il dibattito teorico sui modelli permette di trarre le conclusioni seguenti:

- Quanto più semplice è l'insediamento di filiali o stabilimenti d'impresa all'estero piuttosto che sul territorio nazionale e quanto più mobile è il fattore capitale, tanto più bassa è la quota dell'onere dell'imposta sull'utile che si ripercuote sul fattore capitale e tanto più alta è la quota che grava sui fattori meno mobili della produzione come il fattore lavoro.

- Se la mobilità del capitale non è totale, una parte dell'onere dell'imposta sull'utile ricade sul fattore capitale.

Ciononostante rimane una grande incertezza riguardo alla misura in cui l'imposta sull'utile è realmente sostenuta dal fattore capitale o trasferita su altri fattori, in particolare sul fattore lavoro.

Di conseguenza i paragoni che considerano unicamente il carico o lo sgravio fiscale dei fattori di produzione lavoro e capitale - senza conoscere i processi di incidenza - sono incompleti. Inoltre, per effettuare un'analisi completa occorrerebbe conoscere non solo l'incidenza dei processi di imposizione, bensì anche la relazione con il bilancio statale. Uno sgravio fiscale potrebbe in definitiva determinare un onere maggiore, se in compenso si riducono le prestazioni statali messe a disposizione del contribuente.

4. Per questa domanda si rimanda al messaggio del 5 giugno 2015 sulla riforma dell'imposizione delle imprese III (FF 2015 4133).

Oneri supplementari e sgravi decisi dal 2000(ricavi annuali*)mio. fr.In vigore da1. Imposta sul valore aggiunto1.1. Aumento dell'aliquota 7,5% -> 7,6% (‰ Ffondo FTP)+28020011.5. Introduzione della Legge sull'IVA-24020011.6. Riforma dell'IVA parte A (comprese le aliquote forfetarie)-51520101.7. Finanziamento aggiuntivo AI+110020112. Imposta federale diretta2.3. Programma di stabilizzazione+7020012.4. Misure immediate per l'imposizione dei coniugi e della famiglia-65020082.5. Compensazione degli effetti della progressione a freddo (transizione)1-36020112.5. Principio degli apporti di capitale -8020112.6. Imposizione parziale degli utili distribuiti-5620112.7. Misure per le società di persone-2720112.8. Imposizione della famiglia (cura prestata da terzi, tariffa per i genitori)-3002012(riveduto; stima iniziale -600 mio.)2.9. Imposizione delle partecipazioni di collaboratorenon quantificabile20132.10. Esenzione fiscale del soldo dei pompieri-4020133. Imposta preventiva3.1. Principio degli apporti di capitale (PAC) 2-25020113.2. Cocos esente da OOSI-2120134. Tasse di bollo4.1. Legge federale urgente (tassa di negoziazione)-31020014.2. Aumento del limite di esenzione della tassa d'emissione a 1 mio.-3020064.3. Trasferimento delle misure urgenti 2001-1020064.4. Esenzione fiscale della tassa di negoziazione delle società straniere-3020064.5. Abolizione della tassa di emissione sul capitale di terzi (TBTF)-21720125. Imposta sugli oli minerali5.1. Legge sul CO2 (automobili immatricolate per la prima volta)-10020126. Tassa sul traffico pesante e contrassegno autostradale6.1. Raddoppio della tassa sul traffico pesante+18020006.2. Introduzione TTPCP+35020016.3. Aumento TTPCP+47520056.4. Aumento TTPCP+5020086.5. Aumento TTPCP+8020097. Imposta sul tabacco7.1. Aumento+6520017.2. Aumento+17520037.3. Aumento+32020047.4. Aumento (a causa del consumo inferiore atteso nessun ricavo supplementare )020067.5. Aumento+3020107.6. Aumento+10-2020107.7. Aumento+5220117.8. Aumento+4720138. Tassa d'incentivazione sui COV**8.1. Introduzione+7020009. Tassa sulle case da gioco9.1. Introduzione+35200010. Dogane10.1. Accordo relativo ai prodotti agricoli trasformati secondo il protocollo n. 2-100200511. Tassa sul CO2 sui combustibili***11.1. Introduzione+2302008aumento automatico+2202009aumento automatico+200201011.2. Aumento+1002014Osservazioni:Si tratta di stime ex ante. Sono un'eccezione le stime sul principio degli apporti di capitale e la correzione della stima sulla deduzione per le spese per la cura prestata da terzi. Di principio non vengono fatte stime ex post. Dopo che una riforma entra in vigore non si stima più a quanto ammonterebbero le entrate fiscali senza questa riforma. La maggior parte delle stime sono statistiche, ovvero non si prendono in considerazione gli effetti di adeguamento. * Il termine "ricavi annuali" comprende l'entrata in vigore di una misura durante il primo anno sul ricavo maggiore o minore ottenuto. Con un'introduzione graduale su più anni (ad es. Accordo dell'OMC), il ricavo maggiore o minore viene enumerato nello stato finale. A causa della dinamica delle entrate nella decorrenza del termine i singoli ricavi maggiori o minori non possono essere addizionati e/o saldati liberamente. ** La tassa sui VOC non è un'imposta, bensì una tassa d'incentivazione, le cui entrate sono distribuite dagli assicuratori malattie alla popolazione. *** La tassa sul CO2 non è un'imposta, bensì una tassa d'incentivazione, le cui entrate sono ridistribuite proporzionalmente alla popolazione e all'economica. Singole note a piè di pagina:1 Minori entrate una tantum mediante compensazione 515 mio. 2 Consuntivo 2011: minori entrate una tantum di circa 1,2 mia. Le minori entrate a causa del tasso zero nell'imposta preventiva per i dividendi corrisposti a imprese associate nell'UE non è quantificabile (2005).

Risposta del Consiglio federale.