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15.3457 · Mozione · 2015-05-06

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di istituire, in collaborazione con i cantoni, le condizioni per un numero sufficiente di posti per l'esecuzione delle pene in Svizzera. Tali posti vanno creati conformemente alle direttive della CEDU. Il Consiglio federale dovrà esaminare se è ancora opportuno che l'esecuzione spetti ai cantoni.

Begründung

In questi giorni il Comitato europeo per la prevenzione della tortura (CPT) visita i penitenziari svizzeri. In questo quadro si manifesta con chiarezza un problema strutturale: 114 istituti d'esecuzione delle pene e delle misure sono troppi e, non da ultimo per le loro dimensioni, non sono sempre in grado di rispettare le attuali direttive in materia. La questione se la Svizzera disponga di un numero sufficiente di posti nei penitenziari resta aperta, mentre è chiaro che alcuni istituti non soddisfano le direttive della CEDU.

Si può constatare quanto segue:

1. L'attuale precaria situazione contraddice l'obiettivo dell'esecuzione delle pene: "Oltre alle regole applicabili all'insieme dei detenuti, il regime dei condannati deve essere concepito per permetter loro di condurre una vita responsabile ed esente da infrazioni penali" (raccomandazioni R 200 62 del Comitato dei ministri agli Stati membri sulle regole penitenziarie europee, dell'11 gennaio 2006, n. 102.1).

2. Il sovraffollamento carcerario è un fenomeno generale. Da un nuovo studio dell'Inselspital di Berna risulta che il 43,3 per cento dei detenuti in Svizzera soffre di problemi psichici che possono condurre ad aggressioni contro gli altri detenuti e il personale (fonte: "Tages-Anzeiger" del 26 febbraio 2014).

3. Il 26 febbraio 2014 il Tribunale federale ha parzialmente accolto due ricorsi di detenuti relativi alle intollerabili condizioni di detenzione. Tale decisione costituisce un'inversione di tendenza e non sarà priva di conseguenze, dato che sono pendenti vari ricorsi analoghi.

La decisione del Tribunale federale spiana la via ad azioni di risarcimento di altre persone che soffrono per condizioni di detenzione simili. Il successo di tali cause costituirebbe una grande sfida, sul piano finanziario, per i cantoni (fonte: comunicato stampa del Tribunale federale del 26 febbraio 2014).

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Secondo il diritto vigente, l'esecuzione delle pene e delle misure compete ai cantoni, che per adempiere tale compito hanno stipulato tre concordati regionali. La Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDDGP) provvede allo scambio e al coordinamento tra i concordati. Per garantire un numero sufficiente di posti, in occasione dell'assemblea autunnale dell'anno scorso la CDDGP ha incaricato un gruppo, composto da specialisti dei cantoni e della Confederazione, di monitorare le capacità su scala nazionale. Il monitoraggio permetterà di censire le capacità esistenti e valutare il fabbisogno di posti supplementari. I concordati si fonderanno sui dati raccolti in particolare per pianificare e creare posti supplementari. Conformemente alla legge federale del 5 ottobre 1984 sulle prestazioni della Confederazione nel campo dell'esecuzione delle pene e delle misure (RS 341), la Confederazione accorda inoltre ai cantoni sussidi finanziari per la costruzione, l'ampliamento e la trasformazione di istituti penitenziari. Ha tenuto conto delle esigenze dei cantoni aumentando i sussidi annuali da 18 a 45 milioni di franchi negli ultimi cinque anni. Le "condizioni" richieste nella mozione per garantire un numero sufficiente di posti sono pertanto già date.

Ai fini del sovvenzionamento la Confederazione esige il rispetto delle norme nazionali e internazionali in materia d'esecuzione. In caso contrario, i sussidi sono ridotti o negati. Il rispetto delle "direttive CEDU" nella creazione di posti d'esecuzione chiesto dall'autore della mozione è quindi già sancito nella legge.

Nel rapporto del 18 marzo 2014 in adempimento del postulato Amherd 11.4072, "Riesaminare l'esecuzione delle pene e delle misure in Svizzera", il Consiglio federale è giunto alla conclusione che le basi legali federali in materia di esecuzione delle pene e delle misure sono sufficienti. Le sfide attuali consistono nel potenziamento della professionalizzazione e nella standardizzazione nell'esecuzione delle sanzioni. La CDDGP ha riconosciuto la necessità di un intervento e ha pertanto adottato un documento di base comune con una "migliore prassi" per l'esecuzione delle pene in Svizzera. Ha inoltre deciso di istituire un centro nazionale di competenza in materia di esecuzione giudiziaria, che tratterà in particolare questioni strategiche a livello svizzero. Un progetto concreto sarà presentato nell'autunno 2015. La Confederazione sostiene attivamente tali iniziative. Constatando che l'esecuzione delle pene e delle misure è già sottoposta ad esame e che la CDDGP ha preso provvedimenti per migliorarla, il Consiglio federale ritiene appropriato che questo settore resti di competenza dei cantoni.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.