Partenariato transatlantico tra gli Stati Uniti e l'Unione europea. Effetti sugli accordi bilaterali I e II
15.3646 · Interpellanza · 2015-06-18
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale ha già risposto a numerosi interventi in merito ai probabili effetti del futuro partenariato transatlantico tra gli Stati Uniti e l'Unione europea (TTIP/TAFTA) sull'economia svizzera, sulla nostra agricoltura o sulla qualità dei beni importati dalla Svizzera. Dato che questo accordo commerciale non sarà concluso prima della fine del 2015, il Consiglio federale ha ovviamente ragione di affermare che è impossibile fornire informazioni affidabili quanto ai suoi probabili effetti generali sull'economia svizzera e ai suoi effetti specifici sui vari settori della nostra economia.
Chiedo tuttavia al Consiglio federale di rispondere alle seguenti domande:
1. Quali potrebbero essere gli effetti dell'Accordo commerciale transatlantico tra gli Stati Uniti e l'Unione europea, così come è previsto, sugli accordi bilaterali I e II conclusi tra la Svizzera e l'Unione europea?
2. La Svizzera potrebbe essere costretta a rinegoziare gli accordi bilaterali I e II con l'UE se il partenariato transatlantico dovesse ripercuotersi su di essi?
Begründung
In un documento pubblicato qualche anno fa dall'Ufficio dell'integrazione DFAE/DFE si legge: "Gli accordi bilaterali possono essere emendati unicamente con il consenso delle parti: pertanto il loro contenuto non può essere modificato automaticamente. Per quanto concerne gli accordi che si fondano sull'equivalenza delle legislazioni, spesso le parti hanno interesse a mantenere tale parità legislativa anche in caso di evoluzione delle rispettive normative. Per poter assicurare pari condizioni di concorrenza è di norma necessario recepire gli sviluppi del diritto comunitario nell'ambito di applicazione di un accordo specifico. Inoltre, le parti hanno interesse a mantenere i medesimi standard nei settori della sicurezza, della sanità e dell'ambiente." In un altro documento si legge: "Nei sette accordi (Bilaterali I) le parti non hanno trasferito alcuna competenza legislativa a istanze sovranazionali ... Per questo motivo sono previste procedure per lo scambio di informazioni e per consultazioni nel caso in cui una parte intenda modificare le sue disposizioni legali."
Le affermazioni precedenti indicano che la Confederazione potrebbe essere indotta a rinegoziare il contenuto degli accordi bilaterali I e II se il partenariato transatlantico dovesse implicare la loro modifica materiale per l'UE.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale segue da vicino i negoziati in corso per un partenariato transatlantico di commercio e di investimento di ampia portata tra l'UE e gli Stati Uniti (TTIP). La Svizzera fa ricorso sia ai suoi contatti e agli incontri con l'UE a diversi livelli sia al dialogo sulla politica commerciale avviato tra l'AELS e gli Stati Uniti per ottenere informazioni sugli sviluppi in corso e far valere i propri interessi nei confronti dei suoi due principali partner commerciali.
Il quadro dei negoziati tra l'UE e gli Stati Uniti è noto. Le parti cercano in particolare di migliorare l'accesso ai loro rispettivi mercati, proponendosi ad esempio di eliminare per quanto possibile i dazi doganali, valutando modalità per rafforzare la cooperazione sul piano regolamentare e cercando di consolidare il quadro legale in alcuni settori come la protezione degli investimenti, gli acquisti pubblici, la proprietà intellettuale, i servizi e l'agevolazione degli scambi.
Alcuni settori inclusi nei negoziati TTIP sono coperti anche dagli accordi bilaterali I e II conclusi tra la Svizzera e l'UE (ad es. gli acquisti pubblici e alcuni aspetti del reciproco riconoscimento in materia di valutazione della conformità). Il TTIP dovrebbe però essere un accordo di libero scambio che intende favorire l'accesso al mercato senza richiedere, se non in modo mirato, un'armonizzazione del diritto. La differenza tra un tale accordo e gli accordi bilaterali è stata peraltro analizzata in dettaglio nel rapporto in risposta al postulato Keller-Sutter 13.4022.
Sebbene le posizioni delle parti siano state parzialmente divulgate, i negoziati TTIP non sono terminati e pertanto le soluzioni di compromesso che le parti stanno elaborando non sono tuttora note. Per questo motivo attualmente non è possibile valutare con precisione le conseguenze concrete dei risultati che potrebbero derivare dal TTIP.
Il Consiglio federale non è in grado di stabilire in questa fase se gli Stati Uniti e l'UE troveranno un'intesa, in certi settori, su una cooperazione più forte di quella che la Svizzera e l'UE hanno definito con gli accordi bilaterali I e II. Se così fosse, le imprese svizzere rischierebbero di essere discriminate rispetto ai loro concorrenti statunitensi sul mercato europeo. Qualora l'UE dovesse modificare la sua legislazione interna in seguito all'entrata in vigore del TTIP in un settore coperto dagli accordi bilaterali, si potrebbero prendere in considerazione eventuali adeguamenti di questi accordi. Gli adeguamenti avverrebbero tramite gli usuali meccanismi di aggiornamento, che richiedono il consenso di entrambe le parti.
Risposta del Consiglio federale.