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Accoglienza di rifugiati cristiani in pericolo di vita provenienti dal Vicino e Medio Oriente

15.3666 · Postulato · 2015-06-18

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

La Svizzera accoglie rifugiati provenienti da Siria, Iraq e altri Paesi in crisi del Vicino e Medio Oriente. Il Consiglio federale è incaricato di esaminare se, oltre a minorenni, donne sole, anziani, feriti e vittime di tortura, la Svizzera non dovrebbe privilegiare l'accoglienza diretta, attuale e futura, di rifugiati cristiani in pericolo di vita, in particolare ex musulmani convertitisi al cristianesimo.

Begründung

La guerra in Siria e in Iraq ha causato immense sofferenze a milioni di persone. I Paesi limitrofi hanno profuso grandi sforzi, spesso con l'aiuto di organizzazioni internazionali, per sopperire ai bisogni basilari dei rifugiati.

Nonostante l'emergenza generale, sussistono differenze sostanziali tra i diversi gruppi di popolazione. Spesso le minoranze religiose come i cristiani, in particolare quelli convertiti, sono molto più a rischio dei musulmani. Gli estremisti dello Stato islamico e di altri gruppi islamisti torturano, abusano e uccidono i cristiani e i membri di altre minoranze religiose che non vogliono convertirsi all'islam.

Per i cristiani è molto difficile trovare rifugio (a lungo termine) nei Paesi limitrofi in cui l'islam è la religione di Stato. In Giordania, ad esempio, faticano molto a trovare un lavoro. In Arabia Saudita la pratica di qualsiasi religione cristiana è vietata. In Giordania e in Iraq i musulmani convertiti al cristianesimo rischiano pene detentive o di essere uccisi da estremisti musulmani con il beneplacito di gran parte della società. In Arabia Saudita rischiano di essere giustiziati.

Il Consiglio federale ha comunicato a più riprese la sua intenzione di lasciare in linea di massima all'ACNUR la scelta dei rifugiati da accogliere. Il problema è che l'ACNUR opera tale scelta senza tenere conto dei particolari rischi cui sono esposti i cristiani e altri membri di minoranze religiose, poiché non registra la religione dei rifugiati o perlomeno non la annota per la sua statistica dei rischi.

In questa situazione, la Svizzera, con la sua lunga tradizione cristiana, detiene la responsabilità particolare di adoperarsi con tutte le proprie forze in favore dei cristiani, che rappresentano la minoranza religiose più numerosa e minacciata nel Vicino e Medio Oriente.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

La questione dell'accoglienza privilegiata di rifugiati cristiani è già stata sollevata a più riprese in Parlamento, in particolare negli ultimi tempi alla luce della situazione di crisi in Medio Oriente.

Il Consiglio federale non può che rinviare alle sue precedenti risposte in cui ha ribadito il suo parere in merito, ossia che la politica di accoglienza della Svizzera è strettamente dettata dai bisogni di protezione, senza discriminazione positiva o negativa nei confronti di qualsivoglia gruppo minoritario vulnerabile (cfr. in particolare le recenti risposte alle interpellanze Jean-Pierre Graber 15.3450, "Accoglienza di rifugiati siriani rappresentativa della diversità della popolazione siriana", Ingold 15.3115, "Iraq e Siria. Non discriminare i profughi cristiani e gli sfollati interni", e Engler 14.3765, "La culla del cristianesimo non deve divenirne la bara", nonché alla domanda Graber Jean-Pierre 15.5210, "Accueil de 3000 réfugiés syriens. Privilégier les chrétiens", e alla mozione von Siebenthal 14.3826, "Lotta alla discriminazione religiosa tramite la politica di sviluppo").

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

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