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Creare valore aggiunto a livello nazionale e proteggere il paesaggio anziché spendere 160 miliardi di franchi per importare energia

15.3673 · Mozione · 2015-06-18

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di proporre al Parlamento la seguente integrazione della legge del 26 giugno 1998 sull'energia (RS 730.0):

Articolo 14b, "Produzione di eccedenze di energia elettrica e riduzione delle perdite di energia"

La Confederazione accorda ai cantoni aiuti finanziari, provenienti dalla tassa sul CO2, per edifici particolarmente efficienti sul piano energetico, come gli edifici a energia positiva (Plus-Energie-Bauten) o quelli secondo standard di costruzione analoghi, che ogni anno producono in media più energia rinnovabile di quella di cui hanno bisogno. I contributi sono proporzionali all'aumento di efficienza energetica. Il Consiglio federale disciplina le condizioni per l'ottenimento degli aiuti, definisce le eccezioni, vieta i doppi pagamenti e stabilisce le ulteriori disposizioni di dettaglio.

Begründung

Nel 1990 il popolo svizzero si è espresso a favore di un articolo costituzionale sulla politica energetica: l'articolo 89 della Costituzione federale stabilisce che la Confederazione e i cantoni si adoperino per un consumo energetico economico, ecologico e razionale. Nella sua risposta all'interpellanza 10.3873, il Consiglio federale constata che, 25 anni dopo, il settore degli edifici registra ancora perdite di energia pari all'80 per cento ovvero a 90 TWh all'anno. Si sfruttano i paesaggi di importanza nazionale per riuscire a produrre appena 1 TWh di energia elettrica all'anno, mentre si potrebbe ottenere una quantità da 20 a 40 volte maggiore migliorando l'efficienza energetica nel settore degli edifici.

La nostra dipendenza energetica dall'estero è ancora pari a circa l'80 per cento; ogni anno spendiamo 10 a 12 miliardi di franchi per importare energia, soprattutto dai Paesi arabi. Dal 1990 a oggi abbiamo pagato più di 160 miliardi di franchi per queste importazioni (statistica globale dell'energia 2013) e non abbiamo creato valore aggiunto a livello nazionale.

Com'è noto, dal 2000 il settore innovativo degli edifici realizza, insieme ai proprietari di immobili, agli inquilini e alle PMI, costruzioni e risanamenti PEB che generano eccedenze di energia elettrica e che, al tempo stesso, riducono le perdite di energia dell'80 per cento (cfr. art. 3 cpv. 2 int. regolamento PEB). Un aiuto finanziario di 120 franchi/m2 di superficie di riferimento energetico permetterebbe di applicare questo modello esemplare nei nostri comuni e nelle nostre città. La conseguente performance economica accrescerebbe notevolmente la creazione nazionale di valore aggiunto e, in futuro, supererebbe l'ammontare (totale) degli aiuti finanziari concessi per i PEB. Si dovrebbero incentivare maggiormente i risanamenti degli edifici esistenti che le nuove costruzioni. Dopo 10 anni gli aiuti finanziari per le nuove costruzioni diventerebbero superflui e quelli per i risanamenti potrebbero essere ridotti in misura ragionevole dal Consiglio federale d'intesa con i cantoni.

Per l'attuazione delle misure PEB, la Confederazione e i cantoni dispongono rispettivamente di una competenza legislativa "esclusiva" (art. 89 cpv. 3 della Costituzione) e di una competenza legislativa "residua" (art. 89 cpv. 4 della Costituzione).

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

In effetti, il parco immobiliare svizzero è responsabile di una gran parte del consumo energetico del nostro Paese (46 per cento). La Confederazione e i cantoni ne sono consapevoli e perseguono una strategia comune che consiste nello sfruttare i potenziali disponibili nei settori dell'efficienza energetica, delle energie rinnovabili e del calore residuo nel settore dell'elettricità e dell'energia termica. A lungo termine, il parco immobiliare non dovrà più generare emissioni di CO2.

Per raggiungere questi obiettivi sono già state adottate diverse misure tra cui il Programma edifici della Confederazione e dei cantoni. Quest'ultimo viene finanziato in gran parte mediante la destinazione parzialmente vincolata della tassa sul CO2 e promuove, ad esempio, gli edifici secondo lo standard Minergie-P e Minergie-A. La produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici installati sulle facciate o sui tetti è sostenuta mediante la rimunerazione a copertura dei costi per l'immissione in rete di energia elettrica (RIC) o la rimunerazione unica (RU). A seguito della revisione del modello di prescrizioni energetiche dei cantoni (Mopec 2014), nei prossimi anni i cantoni inaspriranno le proprie prescrizioni relative ai nuovi edifici, orientandosi verso edifici a energia zero: in futuro, i nuovi edifici dovranno coprire da soli una parte del loro fabbisogno di energia elettrica.

Gli edifici di standard Energia Plus (e standard analoghi) dispongono già oggi di diversi strumenti di promozione sia per la produzione di elettricità che per l'incremento dell'efficienza energetica. Una promozione supplementare specifica non è pertanto né necessaria né opportuna e sarebbe all'origine di notevoli effetti di trascinamento. A ciò si aggiunge che la durata della promozione menzionata nella motivazione è in contraddizione con la Strategia energetica 2050 del Consiglio federale e, più precisamente, con il previsto passaggio da un sistema di promozione a uno di incentivazione. Nell'avamprogetto del 13 marzo 2015 concernente il passaggio a un sistema di incentivazione nel settore del clima e dell'energia, il Consiglio federale ha proposto che le misure di sostegno finanziate con i proventi della tassa sul CO2, come ad esempio il Programma edifici, vengano eliminate progressivamente a partire dal 2021 per scomparire definitivamente alla fine del 2025.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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