Lexipedia

15.3736 · Mozione · 2015-06-19

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a emanare:

1. un divieto di importazione dei trofei di caccia di specie animali minacciate; il divieto è richiesto esplicitamente per le importazioni di trofei delle seguenti specie:

- elefanti (Loxodonta africana, Loxodonta cyclotis, Elephas maximus),

- rinoceronti (Rhinocerotidae), in particolare rinoceronte bianco, rinoceronte nero, rinoceronte indiano, rinoceronte di Sumatra, rinoceronte di Giava,

- orso polare (Ursus maritimus);

2. un divieto generale di importazione di trofei dei seguenti gruppi di animali:

- tutti i primati (Primates),

- tutti i predatori (Carnivora);

3. un divieto di importazione di tutti i trofei provenienti da territori di caccia recintati ("caccia in scatola").

Begründung

I cacciatori amatoriali, tra i quali circa 1500 svizzeri ogni anno, viaggiano in tutto il mondo per abbattere animali rari e per portare a casa trofei. Nei viaggi venatori all'estero si utilizzano armi e metodi vietati in Svizzera per motivi di protezione degli animali (archi, elicotteri). Secondo i dati del 2013, negli otto Paesi africani in cui la caccia ai trofei ha la maggior ricaduta economica solo l'1,8 per cento del reddito turistico è generato dalla caccia ai trofei e solo lo 0,9 per mille del reddito turistico è destinato alla conservazione delle specie. A questo si contrappongono espropriazioni di terreni, abbattimenti illegali, maltrattamento di animali e contrabbando con il pretesto della caccia ai trofei. E la cattiva gestione degli effettivi di animali selvatici, la corruzione e il bracconaggio che caratterizzano molti Paesi di destinazione dei viaggi venatori non possono certo essere addotti come argomenti a discarico della caccia ai trofei, dato che perlopiù è essa stessa parte del problema! Una pratica abusiva del turismo venatorio è la cosiddetta "caccia in scatola": animali selvatici sono allevati soltanto per il piacere della caccia, i piccoli vengono precocemente separati dalla madre e sfruttati per attirare i visitatori e gli animali adulti tenuti in territori di caccia recintati per essere abbattuti. Il 90 per cento dei leoni abbattuti in Sudafrica è stato abbattuto in queste aziende. I rinoceronti e gli elefanti sono vittime del bracconaggio come mai prima d'ora: la criminalità organizzata ha preso di mira gli ultimi superstiti di queste specie. Soltanto un divieto generale di commercio di tutti i prodotti di rinoceronte ed elefante può porre fine a questa follia! Neanche la caccia di trofei di grandi predatori è accettabile, dato che già in natura sono rari e i loro effettivi si autoregolano. Questo vale in particolare per gli orsi polari e i ghepardi, che sono già fortemente minacciati a causa della perdita del loro spazio vitale naturale!

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

La Convenzione sul commercio internazionale delle specie di fauna e di flora selvatiche minacciate di estinzione (CITES; RS 0.453) garantisce lo sfruttamento sostenibile e la protezione delle specie animali e vegetali elencate nei suoi allegati. Alla CITES hanno aderito 180 Stati e l'UE. Il Consiglio federale è convinto che, per migliorare la protezione delle specie, siano più efficaci misure concordate nel quadro di convenzioni internazionali multilaterali (come la CITES) che non divieti di importazione emanati da singoli Stati.

L'esportazione e l'importazione di trofei di caccia di specie elencate nell'allegato I della CITES, come ad esempio rinoceronti, diversi primati e predatori e la maggior parte delle popolazioni di elefanti, sono soggette a severe misure di protezione e vengono consentite esclusivamente in casi eccezionali.

Sia lo Stato di esportazione sia quello di importazione sono tenuti, in ogni singolo caso, a eseguire un'analisi scientifica che appuri se rispettivamente l'esportazione e l'importazione arrechino danno alla sopravvivenza della specie animale in questione. In Svizzera l'esecuzione della CITES compete all'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV). La CITES dispone inoltre che ogni Stato firmatario designi, oltre all'autorità preposta all'esecuzione, anche un'autorità scientifica: in Svizzera quest'autorità è la Commissione federale per gli affari riguardanti la Convenzione sulla protezione delle specie, istituita dal Consiglio federale e incaricata di fornire consulenze scientifiche all'USAV. Questa commissione è composta da esperti provenienti da diversi campi delle scienze biologiche.

La CITES impone anche il rispetto di quote per la conservazione delle specie animali di cui all'allegato II. Questo riguarda tra l'altro l'orso polare e, se non figurano nell'allegato I (cfr. sopra), determinati primati e predatori e determinate popolazioni di elefanti africani. Per l'esportazione di trofei di queste specie sono necessarie autorizzazioni del Paese di origine che ne comprovino la sostenibilità. Inoltre la Svizzera, quale Paese di importazione, richiede autorizzazioni per l'importazione ed esegue controlli alle frontiere.

Come il Consiglio federale ha già avuto modo di illustrare nella sua risposta all'interpellanza Trede 14.3502, "Importazioni di trofei non conformi alla protezione degli animali", alcune forme di caccia praticate all'estero, come appunto la cosiddetta "caccia in scatola", in Svizzera suscitano riprovazione perché non corrispondono ai nostri standard in materia di etica e di protezione degli animali. All'estero sono tuttavia determinanti le prescrizioni del Paese interessato. Sulla scorta dei documenti CITES che vengono presentati non è possibile distinguere i trofei ottenuti cacciando in recinti da quelli conseguiti con altri tipi di caccia. Inoltre, a volte il confine tra la caccia in recinto e la caccia in apposite riserve venatorie è labile e perciò difficile da stabilire con precisione. Di conseguenza, il divieto d'importazione richiesto dalla mozione sarebbe impossibile da attuare.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.