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15.3747 · Mozione · 2015-06-19

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato:

1. di non aumentare più i canoni di ricezione radiotelevisivi fino all'entrata in vigore della nuova LRTV;

2. dopo l'entrata in vigore della nuova LRTV, di limitare il canone per le economie domestiche e le imprese all'importo citato nel messaggio del Consiglio federale (stato 2011), fin quando il Parlamento ha concluso la discussione sul futuro servizio pubblico nel campo dei media in Svizzera.

Begründung

Il messaggio 13.048 del Consiglio federale in merito alla revisione della LRTV si basava sui canoni di ricezione dell'anno 2011, ossia 1,336 miliardi. I "400 franchi", importo a cui scenderà poi il canone, citati durante tutta la campagna sulle votazioni, si riferivano agli introiti del 2011. Nel 2012 gli introiti sono saliti di 4 milioni, nel 2013 di altri 12 milioni. Le cifre del 2014 non sono ancora state pubblicate ma ci si può aspettare un ulteriore aumento.

Affinché il dibattito sul servizio pubblico possa essere condotto in base alle cifre indicate nel messaggio, occorre plafonare i canoni fino al termine di questa discussione e alla riattribuzione della concessione alla SSR.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Il legislatore ha conferito al Consiglio federale la facoltà di stabilire l'importo dei canoni di ricezione (art. 70 cpv. 1 LRTV). In occasione dell'esame dell'iniziativa parlamentare 09.411, "trasferimento al Parlamento della competenza decisionale relativa ai canoni di ricezione radiotelevisiva", il Parlamento ha espressamente rifiutato di revocare questa delega. A questo proposito, la commissione incaricata dell'esame preliminare ha dichiarato di voler garantire l'indipendenza dei media, in particolare quella dell'impresa mediatica più grande e dominante del Paese. La commissione è dell'avviso che l'attribuzione della facoltà decisionale sui canoni della SSR al Parlamento sarebbe inappropriata. Infatti, quest'ultimo non sarebbe in grado di esercitarla in modo adeguato, dal momento che, in quanto organo democratico, propenderebbe a salvaguardare gli interessi individuali e a seguire orientamenti politici. La libertà di cui la SSR gode nell'allestire il programma sarebbe così messa a repentaglio (Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio nazionale del 22 febbraio 2010). Già in occasione del suo messaggio concernente l'articolo costituzionale sulla radiotelevisione, il Consiglio federale ha rilevato che la determinazione dell'importo dei canoni da parte del Parlamento mal si concilierebbe con l'indipendenza delle emittenti radiotelevisive garantita dalla Costituzione (messaggio concernente l'articolo costituzionale sulla radiotelevisione del 1° giugno 1981, FF 1981 II 900). Alla luce di queste considerazioni, per motivi di ordine costituzionale, il Consiglio federale ritiene problematico intervenire sulla determinazione dell'importo dei canoni mediante lo strumento della mozione.

D'altro canto, il Consiglio federale condivide la richiesta avanzata nella mozione. Infatti, già in occasione della valutazione dell'importo dei canoni svoltasi nel novembre 2014, ha affermato di non voler aumentare l'importo dei canoni di ricezione sino al passaggio al nuovo sistema. Il nuovo canone radiotelevisivo entrerà a regime prevedibilmente a metà 2018 o all'inizio del 2019.

Per quanto riguarda la futura tariffa del canone per le economie domestiche e le imprese, restano validi gli importi forniti nel messaggio concernente la revisione della LRTV.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.