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15.3848 · Mozione · 2015-09-15

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a dimezzare i fondi e le risorse umane destinati all'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) per la prevenzione (salute, alimentazione, consumo, AIDS, ecc.).

Begründung

Nel 2012 il Parlamento ha respinto la legge sulla prevenzione. Per la prevenzione non vi è dunque in Svizzera alcuna base legale nazionale. Ci si può quindi chiedere a giusta ragione come mai l'UFSP vi investa tanti soldi e tante energie, oltretutto in modo perlopiù molto discutibile. Sono note le affermazioni, che hanno sollevato critiche anche dal punto di vista scientifico, sulla carne e le salsicce. E sono inoltre sempre più criticate le campagne e gli studi di dubbia attendibilità sull'alcol e sul tabacco. Ma le campagne più provocatorie ed eccentriche sono quelle per la prevenzione dell'AIDS.

I diversi interventi parlamentari in materia e le critiche del mondo scientifico non hanno fatto cambiare idea all'UFSP. In ogni caso, negli ultimi anni non si è visto alcun mutamento della strategia. Viene il sospetto che in materia di prevenzione l'UFSP si sia completamente isolato dal sistema, ma anche dai cittadini, e ad ogni critica esegua con ancor più impegno e passione un incarico statale inesistente. L'unico mezzo per bloccare questo delirio è tagliare le risorse finanziarie e umane destinate all'UFSP per la prevenzione.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

La prevenzione è un compito fondamentale dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Tutte le campagne e le attività in corso in questo settore dispongono di una base legale specifica. Le misure sono fondate sui fatti e sulla scienza, si attengono alle disposizioni della Confederazione (tra cui quelle sulla ricerca), sono valutate e hanno effetti comprovati.

Oggi le malattie non trasmissibili causano la maggior parte dei costi della salute - oltre 50 miliardi di franchi all'anno nel 2011, pari all'80 per cento dei costi complessivi. La prevenzione e la promozione della salute contribuiscono ad arginare l'aumento dei costi sanitari e gli investimenti in questo settore generano un "return on investment" (ROI) documentabile. Uno studio comune del Forum economico mondiale e dell'Organizzazione mondiale della sanità giunge alla conclusione che ogni franco investito dalle aziende in programmi di promozione della salute sul posto di lavoro produce un ROI di fr. 5.81. Nel 2010 uno studio comparativo dell'Istituto di economia sanitaria di Winterthur e dell'Istituto di ricerche economiche dell'Università di Neuchâtel sulla prevenzione dell'abuso di alcol e del consumo di tabacco ha dimostrato che ogni franco investito genera un ROI ancora più elevato (alcol 1:23; tabacco 1:41). Questa ricerca è stata realizzata sulla base della società nel suo insieme, vale a dire considerando da un lato tutti i costi rilevanti delle misure di prevenzione e dall'altro l'utilità complessiva delle stesse per la società.

Nel 2013 le spese per la prevenzione hanno raggiunto in Svizzera il 2,2 per cento delle spese sanitarie totali (ossia 1,5 miliardi su un totale di circa 70 miliardi di franchi). La Svizzera si situa così nettamente al di sotto della media OCSE del 3,1 per cento. L'importo di 1,5 miliardi di franchi comprende le spese pubbliche (Confederazione, cantoni e comuni: 40 per cento), le spese delle assicurazioni sociali (23 per cento) e le spese private (37 per cento). L'UFSP dispone di un credito di 17 milioni di franchi (pari all'1,1 per cento di 1,5 miliardi) per l'attuazione di tutti i programmi di prevenzione, credito che è stato peraltro dimezzato tra il 2004 e il 2014. Le altre spese dell'UFSP riguardano, fra l'altro, i vaccini e la lotta alle malattie infettive.

In questo contesto il Consiglio federale è fermamente convinto che non sia possibile rinunciare alle misure di prevenzione dell'UFSP. Nel quadro della futura strategia sulla prevenzione delle malattie non trasmissibili e della Strategia nazionale dipendenze, obiettivi, misure e risorse dovranno essere ulteriormente precisati e maggiormente coordinati con gli sforzi compiuti dai cantoni in questo settore. Ciò consentirà di evitare doppioni e di stabilire un ordine di priorità per le attività, così da migliorarne l'efficienza e l'efficacia.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.