15.3977 · Interpellanza · 2015-09-24
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale ha deciso di nominare un capo negoziatore per tutti i dossier oggetto di trattative con l'UE. I negoziati relativi ai vari settori vengono quindi raggruppati, il che ne modifica notevolmente anche la natura.
In tale contesto, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Il Consiglio federale pensa di elaborare un nuovo mandato negoziale che tenga conto della nuova situazione e di presentarlo alle CPE e ai cantoni?
2. Per quanto concerne il controllo giurisdizionale è disposto a puntare su una soluzione basata sul modello SEE/AELS e non sul modello della Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE)?
3. È disposto a includere nel proprio mandato negoziale la variante della clausola di salvaguardia, caldeggiata da più parti?
Begründung
La nomina di un capo negoziatore per tutti i dossier indica chiaramente che il Consiglio federale predilige una soluzione sotto forma di pacchetto unico. Ciò pregiudica però il raggiungimento di un risultato in relazione a un singolo trattato o a più trattati collegati tra loro. Inoltre, una simile soluzione dovrebbe essere accettata o respinta in toto dagli organi competenti svizzeri. Poiché tale questione procedurale non può essere separata dagli aspetti contenutistici, la richiesta di un nuovo mandato negoziale risulta opportuna. Il mandato negoziale per le questioni istituzionali è stato adottato dal Consiglio federale il 18 dicembre 2013 e dal Consiglio dell'Unione europea il 6 maggio 2014.
Molti accordi con l'UE trattano temi di natura specifica o tecnica che riguardano soltanto alcune cerchie direttamente interessate dagli argomenti in oggetto. Il quadro istituzionale riveste invece una grande rilevanza politica e interesserà l'intero elettorato. Tale questione sarà pertanto al centro sia delle discussioni in Parlamento sia di una probabile votazione popolare e riguarderà il tema della sovranità della Svizzera, estremamente importante dal punto di vista politico.
In tale contesto occuperà indubbiamente un posto di primo piano la questione del controllo giurisdizionale, nel cui ambito esistono due opzioni: l'assoggettamento della Svizzera alla CGUE come gli Stati membri dell'UE oppure la stipulazione di un accordo in veste di Stato non membro sul modello SEE/AELS. Stando ad alcune voci che circolano negli ambienti UE, la seconda variante potrebbe essere senz'altro accettata, ma la Svizzera punterebbe sulla prima.
Stellungnahme des Bundesrates
Dal 9 febbraio 2014, il Consiglio federale sta cercando una soluzione con l'UE nell'ambito della libera circolazione delle persone; in parallelo esamina come attuare internamente l'articolo 121a della Costituzione. L'obiettivo del Consiglio federale è trovare con l'UE una soluzione che permetta alla Svizzera di gestire meglio l'immigrazione, garantendo al contempo il consolidamento e lo sviluppo della via bilaterale. Per questo motivo, il 12 agosto 2015 il Consiglio federale ha deciso di rafforzare la struttura di gestione complessiva dei negoziati e ha designato il segretario di Stato Jacques de Watteville negoziatore capo.
Il suo compito è raggiungere un risultato negoziale che nell'insieme corrisponda agli obiettivi fissati nei mandati esistenti. A questo scopo, sulla base della strategia definita dal Consiglio federale e d'intesa con gli altri negoziatori incaricati, bisogna in particolare definire le opzioni, la tempistica e le condizioni per condurre e portare a termine le trattative relative a ogni singolo dossier in funzione dell'avanzamento delle trattative in tutti gli altri dossier e sostenere i negoziatori responsabili.
1. Tale rafforzamento della struttura negoziale non presuppone l'adozione di un nuovo mandato o la modifica dei mandati esistenti. Se dovesse essere necessario in futuro, si applicheranno le disposizioni dell'articolo 152 della legge sul Parlamento (RS 171.10) e dell'articolo 5 della legge federale concernente la partecipazione dei cantoni alla politica estera della Confederazione (RS 138.1).
2. I negoziati istituzionali proseguiranno nel quadro del mandato adottato il 18 dicembre 2013 dal Consiglio federale previa consultazione delle Commissioni di politica estera e dei cantoni. Tra le altre cose, il mandato prevede che, qualora necessario, la Svizzera e l'UE abbiano la facoltà di sottoporre alla Corte di giustizia dell'Unione europea le questioni relative all'interpretazione del diritto europeo ripreso in un accordo bilaterale di accesso al mercato, a condizione che la risoluzione della controversia resti di natura politica e si effettui quindi all'interno del comitato misto.
3. Nel quadro delle consultazioni con la Commissione europea sulla libera circolazione delle persone, vengono esaminate tutte le opzioni conformi all'obiettivo che il Consiglio federale si è prefisso nel suo mandato negoziale in vista di un adattamento dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone (RS 0.142.112.681), compresa la possibilità di introdurre una clausola di salvaguardia.
Risposta del Consiglio federale.