15.4015 · Mozione · 2015-09-25
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di sospendere fino a nuovo ordine tutti i trasferimenti Dublino verso l'Ungheria.
Begründung
Da molto tempo la situazione dei richiedenti l'asilo in Ungheria è pessima. L'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ha constatato già nel 2012 che in quel Paese i richiedenti l'asilo sono sistematicamente incarcerati e sottoposti a maltrattamenti verbali e fisici. In violazione della Convenzione di Ginevra sullo statuto dei rifugiati sono inoltre rinviati in Serbia senza un esame materiale della loro domanda d'asilo. Gli interessati rischiano pertanto un rinvio a catena in altri Paesi di transito o nel loro Paese d'origine e quindi di essere ulteriormente perseguitati, torturati o addirittura uccisi.
In seguito ai più recenti eventi, la situazione dei richiedenti l'asilo in Ungheria si è di nuovo drammaticamente deteriorata. Attualmente, più che proteggere i rifugiati il governo del primo ministro Viktor Orbàn conduce contro di loro una battaglia, che comprende tra l'altro la costruzione di un muro al confine, l'impiego dell'esercito nella sorveglianza delle frontiere e la legittimazione dell'impiego di armi (nella misura in cui usate in modo non letale), l'introduzione di pene detentive pluriennali per l'attraversamento illegale della frontiera, la dichiarazione dello stato d'emergenza a causa della massiccia immigrazione in sei distretti lungo il confine con la Serbia, la Croazia, la Slovenia e l'Austria, nonché la fomentazione dell'astio nei confronti dell'islam.
Se vuole proteggere seriamente i rifugiati, la Svizzera deve tenere conto di tutte queste circostanze. Ciò impone di rinunciare da subito al trasferimento di richiedenti l'asilo in Ungheria nell'ambito dell'accordo di Dublino fino a quando non vi saranno garantiti una procedura d'asilo conforme allo Stato di diritto e un trattamento dignitoso dei rifugiati. Il fatto che l'Ungheria debba attualmente far fronte a un enorme afflusso di rifugiati è un ulteriore motivo affinché la Svizzera, quale contributo per una ripartizione solidale degli oneri in Europa, tratti le domande d'asilo presentate da persone in cerca di protezione già registrate in Ungheria.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Le competenti autorità svizzere analizzano costantemente e intensamente la situazione in Ungheria. Nei mesi scorsi in numerosi Stati europei, tra cui l'Ungheria, le capacità di accoglienza di richiedenti l'asilo si sono esaurite e le relative strutture erano temporaneamente sovraccaricate. Questi Stati, tuttavia, riconoscono l'applicabilità di massima del regolamento Dublino, anche se le sue disposizioni andranno integrate con altre misure e regole di ammissione. Anche la Svizzera continua ad applicare il regolamento Dublino. Prima di ogni trasferimento, le circostanze personali e le condizioni nel Paese di accoglienza sono esaminate. Se necessario, la Svizzera si avvale del diritto di entrata nel merito della domanda. Questi principi valgono anche per i trasferimenti verso l'Ungheria.
I criteri di competenza definiti nel vigente regolamento Dublino possono cagionare un accumulo di domande d'asilo negli Stati alle frontiere esterne. Questi Stati sono pure regolarmente confrontati con difficoltà nella registrazione dei richiedenti. Tali lacune del sistema Dublino sono note. Da un lato, si intende migliorare la procedura di registrazione istituendo cosiddetti centri di identificazione e smistamento (hot spot) nei Paesi interessati. Dall'altro, il Consiglio europeo ha deciso di rendere più equo e solidale il sistema adottando misure di ricollocazione. Il Consiglio federale sostiene queste misure e ha in linea di massima deciso che la Svizzera parteciperà programmi di ricollocazione recentemente decisi dall'Unione europea. Tali programmi mirano a sgravare alcuni Paesi particolarmente sotto pressione. Altri Stati Dublino esamineranno 160 000 domande d'asilo di persone giunte in Italia e Grecia.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.