15.4035 · Mozione · 2015-09-25
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a creare i presupposti giuridici affinché vi sia un'armonizzazione formale del diritto edilizio in Svizzera. A riguardo, dovrà sottoporre al Parlamento le necessarie basi legali, ad esempio sotto forma di una legge sull'armonizzazione edilizia, comprese le eventuali modifiche costituzionali.
Begründung
Nel confronto europeo, in Svizzera i costi per lo spazio abitativo e i locali commerciali sono elevati. Oltre al prezzo elevato del terreno, incidono anche gli importanti costi di costruzione dovuti alle diverse prescrizioni e norme in materia. Ogni cantone e quasi ogni comune dispongono di proprie disposizioni edilizie. Questa situazione rende più oneroso il settore delle costruzioni e impedisce pure possibili incrementi di efficienza.
In merito all'armonizzazione delle prescrizioni edilizie sono già stati depositati diversi interventi parlamentari. Gli ultimi risalgono al 2008 (mozione 08.3523 e mozione 08.3524). Alla fine il Parlamento ha respinto queste mozioni, adducendo a motivazione il fatto che i cantoni avrebbero disciplinato la questione tramite un concordato.
Nel novembre 2010 è stato adottato un concordato che permetteva ai cantoni di aderire a un accordo intercantonale sull'armonizzazione delle definizioni edilizie. L'obiettivo era di uniformare le definizioni edilizie e le procedure di misurazione. Non si trattava quindi solo di un'armonizzazione generale del diritto edilizio. Ad ogni modo, anche una semplice e circoscritta armonizzazione ha sollevato delle resistenze. 15 cantoni l'hanno approvata. Zurigo ha invece deciso di non aderirvi. Continuando ad aspettare che i cantoni intraprendano i passi necessari verso l'armonizzazione, rischiamo di perdere tempo prezioso per poi dover constatare alla fine che, seguendo questo iter, non è possibile trovare una regolamentazione uniforme per tutta la Svizzera.
Un'armonizzazione formale del diritto edilizio in Svizzera permetterebbe di risparmiare miliardi di franchi nel settore delle costruzioni. Tutti ne potrebbero approfittare e non ci sarebbero svantaggi per nessuno.
Il Consiglio federale è perciò invitato ad elaborare le necessarie basi legali a favore di un'armonizzazione del diritto edilizio in Svizzera.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale accoglie con favore gli sforzi intesi a sgravare l'onere amministrativo nell'ambito del diritto edilizio. Il collegio è dell'opinione che il concordato intercantonale sull'armonizzazione delle definizioni edilizie (CIAE) costituisca un buon strumento per raccogliere esperienze in merito all'armonizzazione delle definizioni edilizie e per vincere le resistenze dei cantoni. Il Consiglio federale e i dipartimenti competenti promuovono questo processo e intraprendono ulteriori passi a favore dell'armonizzazione del diritto edilizio. Ad esempio, a completamento del suo rapporto del 13 dicembre 2013 sui costi della regolamentazione, il Consiglio federale ha proposto nel quadro del concordato intercantonale, una "struttura modello" per una legge edilizia.
Tutti questi sforzi tengono conto delle competenze dei cantoni e del fatto che i cantoni sono già fortemente sollecitati dai lavori legislativi federali in materia di pianificazione del territorio e di abitazioni secondarie.
Il successo, alla fine non trascurabile, raggiunto dal CIAE - 15 cantoni hanno nel frattempo aderito al concordato e altri stanno preparando l'adesione -, e le incertezze tecniche e politiche portano il Consiglio federale a ritenere che, al momento, non è sensato avviare una procedura di modifica della Costituzione al fine di creare i presupposti necessari per una "legge sull'armonizzazione edilizia". Infine, va sottolineato che l'iniziativa parlamentare Müller Philipp 04.456, "Nozioni e metodi di misurazione nelle prescrizioni di costruzione e di esercizio. Armonizzazione" è ancora in sospeso. Il 12 dicembre 2014, il Consiglio nazionale ha prorogato ulteriormente il termine di trattazione fino alla sessione invernale 2016, mantenendo così una certa pressione sui cantoni affinché i lavori a favore dell'armonizzazione proseguano nella misura auspicata.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.