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In che misura l'insufficiente politica di trasferimento del traffico della Svizzera compromette i suoi obiettivi climatici?

15.4043 · Interpellanza · 2015-09-25

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Se da un lato è stato possibile stabilizzare le emissioni di gas serra dell'industria, dall'altro continuano ad aumentare le emissioni causate dai trasporti. Il traffico merci su strada, nonostante la quantità contenuta di veicoli, è responsabile di circa un quarto delle emissioni di CO2. Questo problema continua ad accentuarsi: per il periodo 2010-2030 l'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) prevede che in Svizzera il traffico merci (in tonnellate-chilometro) aumenterà circa del 45 per cento. L'OCSE prevede inoltre un aumento del 290 per cento delle emissioni globali di CO2 legate al traffico merci entro il 2050. Il trasporto di merci su strada diventerà una delle principali cause del cambiamento climatico. Nella sua risposta all'interpellanza 10.1089, il Consiglio federale ha ricordato che le misure Euro 6 relative agli autocarri hanno sì comportato una diminuzione delle emissioni di azoto, ma al contempo hanno peggiorato l'efficienza dei motori, provocando un incremento del consumo e, di conseguenza, delle emissioni di CO2. Negli ultimi 25 anni, l'efficienza degli autocarri in termini di carburante ha ristagnato, mentre il traffico pesante su strada è aumentato. Nonostante la quota crescente di emissioni di CO2 prodotte dal traffico merci su strada, per gli autocarri, diversamente dalle automobili, non vi sono prescrizioni in materia di emissioni di CO2. Secondo il rapporto sul trasferimento del traffico 2013, il raggiungimento dell'obiettivo del trasferimento del traffico consentirebbe di evitare ogni anno l'emissione di 175 000 tonnellate di CO2. Pare quindi opportuno coordinare la politica climatica con quella dei trasporti e di trasferimento del traffico. Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. Qual è la percentuale complessiva annuale di emissioni di CO2 relativa al traffico merci su strada e su rotaia?

2. A quanto ammontano le emissioni di CO2 prodotte dal trasporto transalpino di merci su strada e su rotaia?

3. Come cambierebbe la quota delle emissioni di CO2 legata al trasporto di merci, se

a. l'obiettivo del trasferimento del traffico di cui all'articolo 3 della legge sul trasferimento del traffico merci sarà raggiunto?

b. nel quadro di riferimento 2030+ dell'ARE, l'obiettivo del trasferimento non sarà raggiunto?

4.Il Consiglio federale intende coordinare meglio la politica dei trasporti e di trasferimento del traffico con la politica climatica, per contenere maggiormente l'aumento delle emissioni di CO2 legato al traffico merci su strada? Se sì, in che modo?

5. Quali opzioni prevede il Consiglio federale per introdurre prescrizioni in materia di emissioni di CO2 per gli autocarri, come già avviene per le automobili?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Le emissioni complessive di CO2 causate in Svizzera dal traffico merci su strada ammontano a 2,57 milioni di tonnellate (veicoli leggeri VL: 0,85 mio t; autocarri pesanti AP: 1,72 mio t), ovvero circa il 5,9 per cento delle emissioni di CO2 complessive, pari a 43,2 milioni di tonnellate (2013). Il traffico merci su rotaia causa in Svizzera emissioni di CO2 pari a 0,04 milioni di tonnellate, equivalenti all'1 per mille circa delle emissioni complessive.

2. Le emissioni di CO2 prodotte dal trasporto transalpino di merci su strada (in primo luogo AP) sono stimate nel perimetro svizzero (dal confine di Basilea e quello di Chiasso) a 0,3 milioni di tonnellate di CO2 e nel perimetro alpino più ristretto (da Altdorf e da Bonaduz a Bellinzona) a 0,08 milioni di tonnellate di CO2. Le emissioni di CO2 del trasporto transalpino di merci su rotaia nel perimetro svizzero si situano tra le 3000 e le 5000 tonnellate.

3. Secondo l'articolo 3 della legge sul trasferimento del traffico di merci (LTrasf, RS 740.1) l'obiettivo del trasferimento da conseguire al più tardi due anni dopo l'avvio dell'esercizio della galleria di base del San Gottardo (quindi a partire dal 2018) è di al massimo 650 000 viaggi annui di autocarri pesanti. Nel suo rapporto del 2013 sul trasferimento delle merci, il Consiglio federale giudica insufficienti le misure stabilite e attuate sinora per raggiungere detto obiettivo.

Una volta raggiunto l'obiettivo del trasferimento, la riduzione delle emissioni di CO2 dell'intero trasporto di merci transalpino sarebbe di poco superiore a 0,4 milioni di tonnellate, di cui circa 0,175 milioni in Svizzera. Nel nostro Paese ciò corrisponderebbe a una riduzione dello 0,4 per cento delle emissioni complessive di CO2, pari a 43,2 milioni tonnellate (2013), e a una riduzione dell'1,1 per cento delle emissioni di CO2 generate dai trasporti (pari nel 2013 a 16,1 milioni di tonnellate di CO2). Il resto della riduzione complessiva avviene all'estero.

Alcune modellizzazioni mostrano che senza la sua politica di trasferimento, la Svizzera genererebbe nel 2020 emissioni supplementari di CO2 di quasi 0,3 milioni di tonnellate, con un aumento delle emissioni sul territorio nazionale di oltre 0,1 milioni di tonnellate di CO2.

Nello scenario di riferimento 2030+ l'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) assume per la Svizzera che nel periodo tra il 2010 e il 2030 le prestazioni di trasporto dei VL cresceranno del 17 per cento, mentre quelli degli AP faranno registrare una crescita del 21 per cento. Le emissioni di CO2 aumenteranno in misura minore grazie ai progressi della tecnica. Per il periodo tra il 2010 e il 2020, lo scenario reale più recente prevede per il traffico merci pesante transalpino una crescita delle emissioni di CO2 del 6 per cento.

4. La della legge sul CO2 (RS 641.71) si prefigge di ridurre le emissioni di gas serra e stabilisce prescrizioni quantitative. Secondo l'articolo 3 capoverso 1 entro il 2020 le emissioni di gas serra in Svizzera devono essere ridotte globalmente del 20 per cento rispetto al 1990. Al raggiungimento dell'obiettivo di riduzione concorrono anche provvedimenti stabiliti in altre legislazioni (art. 4 cpv. 2). A livello di ordinanza sul CO2 (RS 641.711), il Consiglio federale ha fissato per i settori degli edifici, dei trasporti e dell'industria degli obiettivi intermedi per il 2015. Secondo l'articolo 3 capoverso 1 lettera b, le emissioni del settore dei trasporti devono stabilizzarsi al livello del 1990. Se con il trasferimento del traffico merci dalla strada alla rotaia si dovesse ottenere una riduzione delle emissioni di CO2 importante per il bilancio dei gas serra della Svizzera, tale riduzione verrebbe computata automaticamente agli obiettivi della legge sul CO2. Anche ad esempio la tassa sul traffico pesante commisurata alle prestazioni contribuisce a ridurre le emissioni di CO2 dei veicoli pesanti.

La politica dei trasporti e del trasferimento è quindi già collegata alla politica climatica. Tenuto conto della quota esigua di emissioni causate dal trasporto transalpino di merci rispetto al volume complessivo delle emissioni di gas serra, il Consiglio federale rinuncia a una connessione più stretta. Inoltre, il trasferimento del traffico non interessa soltanto il clima ma anche altri aspetti ambientali come la protezione contro l'inquinamento atmosferico, il rumore, l'inquinamento delle acque e questioni legate alla pianificazione del territorio.

5. Per il periodo successivo al 2020 occorre una revisione della legge sul CO2 al fine di stabilire nuovi obiettivi e misure entro il 2030. In tal ambito, il governo esamina anche l'introduzione di prescrizioni sulle emissioni di CO2 generate da veicoli pesanti, sul modello della normativa europea. Le prescrizioni vigenti in materia di CO2 per le automobili saranno inasprite entro il 2020 ed estese anche ad autofurgoni e a semirimorchi leggeri. La relativa revisione parziale della legge sul CO2 è attualmente discussa in Parlamento nell'ambito del dibattito sulla strategia energetica 2050.

Risposta del Consiglio federale.