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15.4059 · Mozione · 2015-09-25

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Secondo la legge sull'energia nucleare, gli esercenti devono sostenere di tasca propria le spese di smantellamento degli impianti e di smaltimento delle scorie radioattive. Il Consiglio federale è incaricato di attribuire a una società esterna il mandato di valutare se la capacità degli esercenti delle centrali nucleari (Alpiq, Axpo e BKW) di far fronte ai rischi in vista di questi lavori è sufficiente, e di stendere un rapporto al riguardo. Si tratterà di chiarire se gli esercenti sono in grado di finanziare lo smantellamento degli impianti e lo smaltimento delle scorie radioattive anche se le condizioni di mercato continueranno a essere sfavorevoli. Si dovrà inoltre valutare a quali ulteriori garanzie la Confederazione può fare ricorso per ridurre la sua esposizione al rischio.

Begründung

I "futures" sull'energia elettrica di banda fino al 2020 sono negoziati a un prezzo di soli 3,3 centesimi per chilowattora. Si tratta di un prezzo ampiamente inferiore ai costi di produzione dichiarati dagli esercenti. Data la situazione, aumenta il rischio che gli esercenti non riescano a far fronte ai loro impegni nei confronti del fondo di disattivazione e del fondo di smaltimento per gli impianti nucleari. Al momento della disattivazione, questi fondi devono poter mettere a disposizione circa 20 miliardi di franchi, ma a tutt'oggi risultano coperti solo nella misura di circa il 40 per cento. La contrazione della cifra d'affari e le forti perdite di valore che le società esercenti continuano a subire mettono in forse anche la strategia d'investimento dei fondi. Quest'ultima prevede una quota di azioni del 40 per cento, basandosi sull'ipotesi che gli esercenti sono società finanziariamente solide, in grado di iniettare denaro nel sistema in caso di necessità. In considerazione della nuova valutazione degli attivi e dei rapidi mutamenti tecnologici in atto nel settore elettrico, è necessario riesaminare in modo critico le argomentazioni e le strategie finora applicate.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

I costi per la disattivazione delle centrali nucleari, nonché i costi per lo smaltimento delle scorie radioattive che insorgono dopo la disattivazione delle centrali stesse, sono coperti da due fondi indipendenti. L'ordinanza del 7 dicembre 2007 sul fondo di disattivazione e sul fondo di smaltimento (OFDS; RS 732.17) disciplina il calcolo dei costi e la fissazione dei contributi in modo tale che al momento della messa fuori servizio di una centrale nucleare i contributi dovuti siano versati integralmente e i costi complessivi di disattivazione e di smaltimento risultino coperti, tenuto conto dell'interesse sul patrimonio dei fondi. I due fondi sottostanno alla vigilanza del Consiglio federale. La prima revisione dell'OFDS, entrata in vigore il 1° gennaio 2015, ha lo scopo di garantire meglio la disponibilità delle corrispondenti risorse finanziarie, in particolare con l'introduzione di un supplemento di sicurezza sui costi calcolati. La seconda revisione dell'OFDS, comprendente modifiche delle regole di governance e che mira a un rafforzamento della vigilanza, sarà posta in vigore all'inizio del 2016.

Gli esercenti delle centrali nucleari sono società anonime svizzere, tenute a rispettare le disposizioni del codice delle obbligazioni in materia di presentazione dei conti. Il consiglio di amministrazione è il supremo organo direttivo e amministrativo della società anonima. È responsabile dell'organizzazione della contabilità, del controllo delle finanze, della pianificazione finanziaria e dello svolgimento di una valutazione del rischio. La responsabilità della valutazione della capacità di far fronte al rischio è quindi delle società esercenti e non del Consiglio federale.

La commissione amministrativa del fondo di disattivazione e del Fondo di smaltimento per gli impianti nucleari nominata dal Consiglio federale segue con attenzione l'evoluzione della situazione finanziaria degli esercenti delle centrali nucleari. Il tema della capacità degli esercenti di far fronte al rischio è trattato nel quadro dello sviluppo dell'attuale gestione del rischio dei fondi; con questo si tiene conto, fondamentalmente, di quanto richiesto dall'autore della mozione.

Recentemente è stato pubblicato uno studio tedesco su questo tema (Gutachtliche Stellungnahme zur Bewertung der Rückstellungen im Kernenergiebereich, Warth & Klein Grant Thornton), dal quale emerge che gli autori hanno dovuto consultare la documentazione interna delle società esercenti. Non è certo che gli esercenti delle centrali svizzere siano altrettanto disposti a rendere pubblici i propri documenti interni. In ogni caso, gli sforzi per rafforzare la vigilanza sul fondo di disattivazione e sul fondo di smaltimento nel quadro della seconda revisione dell'OFDS e l'introduzione di un supplemento di sicurezza del 30 per cento hanno incontrato la forte opposizione degli esercenti ed hanno già portato all'avvio di procedimenti giudiziari.

Per queste ragioni non si ritiene opportuno attribuire a una società esterna l'incarico di esaminare la capacità degli esercenti delle centrali nucleari di far fronte al rischio. A seconda dell'evoluzione del settore energetico e delle risultanze della gestione del rischio in seno ai fondi, il Consiglio federale si riserva tuttavia il diritto di procedere a ulteriori accertamenti su aspetti particolari, anche in collaborazione con consulenti esterni.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.