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15.4243 · Interpellanza · 2015-12-18

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Volkswagen ha installato nella centralina motore dei propri veicoli diesel un cosiddetto "defeat device", un dispositivo per eludere le norme sui gas di scarico statunitensi (e di fatto anche quelle europee meno rigide). Secondo la casa automobilistica tedesca, i veicoli interessati sono circa 11 milioni in tutto il mondo, di cui 128 802 in Svizzera. Stando all'Agenzia americana per la protezione dell'ambiente EPA, il software installato, che comanda il sistema di controllo dei gas di scarico, è in grado di riconoscere la situazione di test, per cui, quando il veicolo è sottoposto a controllo ne modifica i parametri in modo da ridurre notevolmente gli ossidi di azoto (NOx) emessi. In condizioni di normale utilizzo, invece, parti del sistema vengono disattivate, motivo per cui le emissioni di NOx sono da 10 a 40 volte maggiori rispetto ai risultati dei test. Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:

1. Il Consiglio federale come valuta la violazione commessa da Volkswagen AG?

2. A quanto ammonta la stima delle emissioni supplementari? Quali sono le conseguenze? Qual è l'entità dei danni alla natura e alla salute in Svizzera?

3. Quali conclusioni trae il Consiglio federale dalla frode VW e relative ripercussioni sulla Svizzera?

4. Chi risponde penalmente (concessionari, importatori, costruttori, proprietari dei veicoli, ecc.)? In Svizzera è già stata sporta denuncia al riguardo dalla Confederazione o da terzi? Quali sono le possibili conseguenze giuridiche?

5. In Svizzera esistono basi giuridiche per imporre una riparazione in natura (ossia la riduzione delle emissioni di altri soggetti per compensare l'inquinamento supplementare dovuto ai veicoli manomessi), eventualmente in aggiunta a o in sostituzione di una compensazione finanziaria o multe, per i danni risultanti dalle emissioni supplementari? In caso contrario, il Consiglio federale come giudica la proposta di sancire nel diritto penale disposizioni al riguardo applicabili in futuro in casi simili?

6. Il collegio come valuta, al di là delle basi giuridiche, le richieste di una riparazione in natura volontaria della Volkswagen AG per i danni causati (p. es. riducendo tecnicamente la produzione di NOx di altre fonti di emissioni)? Dal suo punto di vista, esistono alternative efficaci a questa soluzione?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale ritiene che le manipolazioni del gruppo Volkswagen rilevate dall'Ente tedesco per la motorizzazione (KBA) costituiscano un fatto grave.

2. La quantità non può essere determinata né calcolata approssimativamente. Non solo non è nota l'incidenza delle manipolazioni sul comportamento effettivo dei veicoli su strada, ma le emissioni variano secondo le condizioni d'uso e meteorologiche e lo stile di guida. Un eventuale impatto ambientale non può quindi essere quantificato.

3. Dopo la notizia delle irregolarità sono state emanate istruzioni che vietano l'immatricolazione dei veicoli potenzialmente coinvolti non ancora ammessi alla circolazione in Svizzera. Si è inoltre instaurato un filo diretto con gli organi tedeschi competenti, in particolare il KBA. Quel che è certo è che la Volkswagen dovrà rimettere a norma tutte le auto manipolate nel quadro di una campagna di richiamo che sarà seguita e controllata dalle autorità svizzere. Il Consiglio federale intende inoltre recepire i valori limite e la nuova procedura di controllo definiti dall'UE, che prevede tra l'altro di misurare le emissioni effettive su strada per impedire il ripetersi di casi analoghi.

4. Nel comunicato stampa pubblicato il 29 ottobre 2015 il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) dichiara di aver deciso, d'intesa con la Conferenza dei procuratori della Svizzera (CPS), di raccogliere tutte le denunce del caso Volkswagen e di inoltrarle alla Procura di Braunschweig, la quale ha già aperto un'inchiesta e comunicato all'MPC il proprio accordo alla procedura.

5./6. In Svizzera non esistono riferimenti giuridici per richiedere una riparazione in natura in caso di superamento delle emissioni di NOx. Il Consiglio federale ritiene che l'idea di compensare in denaro o in natura il maggiore impatto locale dei gas di scarico su uomo e ambiente non sia sostenibile. Le emissioni con effetto nocivo diretto vanno limitate alla fonte ed è per questo che sono soggette a valori limite. Introdurre un obbligo di contropartita relativizzerebbe il ruolo dei parametri definiti dando un segnale fuorviante.

Risposta del Consiglio federale.