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15.4258 · Postulato · 2015-12-18

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di allestire - entro metà 2016 - un rapporto sulle possibili misure di prevenzione contro l'estremismo islamico. Il rapporto deve comprendere:

1. Un bilancio degli ultimi dieci anni di ricerche scientifiche riguardo l'integrazione delle comunità musulmane in Svizzera e un'analisi sui possibili margini di miglioramento delle politiche d'integrazione di queste comunità.

2. Un'analisi dell'efficacia delle attuali misure di prevenzione contro l'estremismo.

3. Un'analisi delle misure e raccomandazioni formulate dalle ultime ricerche elvetiche e l'implementazione di quelle ritenute efficaci.

4. Proposte per la messa in rete dei centri di competenza scientifica esistenti, per una migliore divulgazione delle conoscenze acquisite, e per stabilire partenariati e collaborazioni tra i principali attori.

Begründung

Negli ultimi anni diverse ricerche sono state dedicate all'islam in Svizzera. Penso in particolare al PNR 58 e più recentemente (settembre 2015) allo studio pubblicato dall'Università di Zurigo dal titolo "Arrière-plan de la radicalisation jihadiste en Suisse". Quest'ultima ricerca evidenzia nel nostro Paese una mancanza di conoscenze specialistiche ed esperienze su come affrontare il fenomeno del reclutamento e della radicalizzazione jihadista (vedi anche Davis, James W. & Stahli, Armin, 2013, "Identifikation von Schweizer Amtsstellen mit Programmen im Bereich Countering Violent Extremism. Eine Bestandesaufnahme"). L'assenza di politiche di prevenzione coordinate ha per ora suggerito risposte ed iniziative puntuali, come quella di Winterthur che ha recentemente fatto capo a degli esperti per formare i propri insegnanti ad individuare i segnali di radicalizzazione presso gli studenti. Il presente postulato, oltre a chiedere di stilare un bilancio delle misure di prevenzione finora intraprese, mira a mettere in rete i centri di competenza universitari esistenti allo scopo di riunire le conoscenze e divulgarle presso le autorità cantonali e comunali dell'intero Paese. Non da ultimo si ritiene urgente poter stabilire dei partenariati e collaborazioni tra centri universitari di ricerca, organi deputati alla sicurezza dello Stato, autorità giudiziarie, educatori specializzati, responsabili delle associazioni musulmane e altri operatori anche a livello comunale.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Nel settembre 2015 la Scuola universitaria di scienze applicate di Zurigo ha pubblicato uno studio sui retroscena della radicalizzazione jihadista comprensivo di raccomandazioni in materia di prevenzione e intervento. Lo studio è stato finanziato dalla Segreteria di Stato della migrazione, dalla Direzione del diritto internazionale pubblico e dal Servizio per la lotta al razzismo della Confederazione.

Nell'estate del 2015, sulla base delle conoscenze risultanti dai lavori della task force TETRA, il delegato della Rete integrata Svizzera per la sicurezza (RSS) è stato incaricato di elaborare un rapporto sul tema della prevenzione del terrorismo. A tal fine, il delegato rileva le misure preventive già esistenti dei cantoni, delle città, dei comuni e delle organizzazioni non governative nei settori che esulano dalla sfera di competenza delle autorità giudiziarie e di perseguimento penale, ovvero la formazione, l'integrazione e la migrazione, le opere sociali, l'esecuzione delle pene e la religione. Il delegato elaborerà le relative raccomandazioni entro la metà del 2016.

Con decisione del 28 ottobre 2015 il Consiglio federale ha inoltre incaricato il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di accertare la necessità di intervenire sul piano legislativo nell'ambito della lotta contro il terrorismo. È oggetto di analisi anche il necessario collegamento tra gli attori della prevenzione della criminalità quali i centri di prevenzione cantonali e comunali, le associazioni di docenti, le organizzazioni del settore della formazione dei genitori e della protezione dei minori. Le informazioni tratte da analisi e rapporti scientifici confluiranno nei lavori, i cui risultati saranno presentati nell'estate del 2016. Sulla base di tali risultati il Consiglio federale conferirà eventualmente ulteriori mandati.

Nel 2010 il DFGP ha elaborato il rapporto "Dialogo con i musulmani 2010", che illustra le azioni intraprese dalla Confederazione per promuovere l'integrazione e le pari opportunità delle persone di fede islamica e garantire la convivenza pacifica di tutte le persone che vivono in Svizzera. Il "Dialogo con i musulmani" è stato avviato con l'intento di contrastare le paure e i pregiudizi della società maggioritaria nei confronti dell'Islam e la crescente ostilità e stigmatizzazione di cui sono oggetto tutte le persone considerate musulmane. In caso di necessità il dialogo sarà proseguito a livello locale. In occasione del Dialogo federalistico del 20 marzo 2015, la delegazione della Conferenza dei Governi cantonali ha confermato che il dialogo con le diverse comunità religiose e culturali (non solo musulmane) è un compito cantonale.

Il Consiglio federale ritiene che il rapporto del delegato della RSS in fase di elaborazione, l'accertamento della necessità di intervenire sul piano legislativo commissionato il 28 ottobre 2015 nonché i summenzionati rapporti tratteranno ampiamente i punti 1 a 4. Al momento non vi è pertanto la necessità di intraprendere ulteriori azioni.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.