16.1066 · Interrogazione · 2016-09-29
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Le risposte del Consiglio federale all'interpellanza 15.3391, "Utili derivanti dalla creazione di moneta presso la Banca nazionale svizzera (BNS) o nelle banche" danno adito a parecchi malintesi e sollevano ulteriori domande per chiarimenti.
1. Nella sua risposta la richiesta principale dell'interpellanza, ossia la peculiarità della creazione della moneta rispetto a quella delle banconote o della moneta scrit-turale, è stata ignorata. Per le monete, che non figurano nel bilancio della Banca nazionale, la BNS non acquista attivi. Le monete sono prodotte dalla Zecca federale (Swissmint), sono vendute alla BNS e l'utile della Zecca che ne risulta confluisce nelle casse della Confederazione (signoraggio originario). Le monete sono quindi prodotte senza debito, e il ricavato dalla vendita va a favore della Confederazione.
Inoltre le monete non sono contabilizzate come impegni (debito). Pertanto dalla creazione di moneta (a differenza della creazione degli altri tipi di denaro) risulta un utile della creazione originario (signoraggio: differenza tra i costi di produzione e il valore della moneta). Esiste quindi la possibilità, tramite una produzione delle banconote e della moneta scritturale analoga a quella delle monete, di "attivare" i signoraggi attualmente inattivi (che dati i bassi costi di produzione sarebbero nettamente superiori a quelli delle monete). Il Consiglio federale condivide queste argomentazioni?
2. Nella risposta all'interpellanza si adduce che distribuendo l'utile a Confederazione e Cantoni esiste il rischio che un più vasto finanziamento della spesa pubblica mediante gli utili della banca centrale subordini le esigenze della stabilità politico-monetaria alla politica finanziaria. Ma la subordinazione della politica monetaria alla politica finanziaria non è forse meno rischiosa se l'emissione di moneta avviene in modo più indipendente? Oggi è proprio questa indipendenza nella creazione di moneta delle banche che manca; infatti nei finanziamenti pubblici e privati le banche assumono sia la produzione sia la distribuzione di denaro e quindi sono loro a imporre le condizioni. Una netta separazione della creazione e dell'impiego di denaro non sarebbe forse il migliore presupposto per un'emissione di denaro indipendente?
3. Se le banconote e la moneta scritturale fossero create come le monete, sarebbe possibile ricavarne un signoraggio originario, ossia un utile. Perché questo è stato contestato nella risposta all'interpellanza?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Le argomentazioni esposte si possono condividere, ad eccezione di quanto segue: l'utile della Confederazione derivante dal conio delle monete si limita alla parte di monete che non viene mai restituita (per esperienza circa il 35 per cento), al netto dei costi di produzione di tutte le monete. Effettivamente è necessario costituire accantonamenti per poter adempiere l'obbligo del ritiro delle monete usate. Nel 2015 questo importo ammontava a circa 8 milioni di franchi. Per contro, le banconote e la moneta scritturale sono emesse mediante la vendita di valori patrimoniali e la concessione di crediti. Successivamente le banconote e la moneta scritturale vengono contabilizzate nel bilancio della BNS come impegni e coperte con investimenti in divisa estera e oro. Questi investimenti possono generare utili - sebbene ciò non sia un obiettivo della BNS - o perdite. Gli eventuali utili, che vengono ridotti soprattutto a causa dei costi di produzione delle banconote, contribuiscono al risultato annuale della BNS. Una parte di questi utili è utilizzata per costituire accantonamenti a fini di politica monetaria e un'altra è distribuita alla Confederazione e ai Cantoni.
2. L'emissione di denaro non gravato da debito da parte della Banca nazionale e la distribuzione diretta del denaro di nuova emissione alla Confederazione, ai Cantoni e alle economie domestiche private comprometterebbero l'indipendenza e la credibilità della BNS. Una distribuzione diretta del denaro di nuova emissione alla Confederazione e ai Cantoni significherebbe che la BNS finanzia gli enti pubblici. La BNS potrebbe essere oggetto di forti pressioni politiche e ciò potrebbe causare un'inflazione elevata. Attualmente la politica dei tassi d'interesse della BNS influenza la creazione di denaro delle banche. Le condizioni per la creazione di denaro non sono quindi dettate dalle banche, ma stabilite in un ambito predefinito (prescrizioni in materia di riserve minime, capitale e liquidità). Le banche possono concedere crediti ed emettere moneta scritturale solo nella misura in cui soddisfano la relativa domanda di credito. Una banca centrale indipendente e il divieto di finanziare gli enti pubblici con il denaro emesso dalla banca centrale sono le condizioni ideali per garantire la stabilità dei prezzi e un'efficiente esecuzione della politica monetaria.
3. Nella menzionata risposta all'interpellanza si relativizza, ma non si confuta l'eventuale conseguimento di utili risultanti dalla creazione di denaro. Inoltre si spiegano i possibili rischi qualora lo Stato dovesse assumersi tutta la creazione del credito, attualmente contestata dalle banche commerciali. Se venissero prodotte banconote e monete (vedi numero 1), questo ipotetico signoraggio si limiterebbe all'aumento annuale delle banconote in circolazione al netto dei loro costi. Se la BNS o la Confederazione producessero moneta scritturale, non conseguirebbero utili maggiori rispetto a quelli attualmente conseguiti dalle banche commerciali. Gli utili risultanti dalla creazione di denaro servono a coprire i costi e i rischi delle attività bancarie come quelli legati all'erogazione di mezzi di pagamento. Se le banche non potessero più realizzare utili dalla produzione di moneta scritturale, dovrebbero addebitare ai clienti i costi connessi ai pagamenti. Le riforme proposte nell'interrogazione comporterebbero un'ampia riorganizzazione del sistema monetario e valutario nonché del sistema finanziario svizzero. Tale riorganizzazione genererebbe pertanto notevoli incertezze per il settore finanziario e l'economia nazionale.
Risposta del Consiglio federale.