Partenariati pubblico-privati per realizzare progetti stradali appropriati come la seconda canna del San Gottardo senza ritardarne altri
16.3056 · Interpellanza · 2016-03-08
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Nella campagna per la votazione sulla seconda canna al San Gottardo è stato espresso il timore che questo progetto non lasci fondi sufficienti per finanziarne altri urgenti. Per dissiparlo basterebbe optare per un partenariato pubblico-privato (PPP).
L'apporto di capitale privato (ad es. delle casse pensioni) eviterebbe infatti alla Confederazione picchi d'investimento. I costi operativi e di ammortamento e i rischi assunti dai finanziatori sarebbero rimborsati tramite quote annue prelevate dal conto stradale. I costi complessivi della galleria risulterebbero così trasparenti.
Finora il Consiglio federale si è opposto alla soluzione PPP, giustificando la sua posizione con riferimenti o modelli teorici, senza che tuttavia venisse mai effettuato, sulla base di un progetto concreto, un confronto tra questo modello di finanziamento e uno convenzionale. La costruzione della seconda canna offre un'ottima occasione per valutare questa opzione.
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. È disposto a prevedere nella pianificazione del progetto la realizzazione tramite PPP?
2. È disposto a effettuare un confronto tra l'attuazione mediante un modello PPP e mediante finanziamento convenzionale per verificarne l'economicità?
3. Condivide l'idea che i partenariati pubblico-privati possano aumentare la liquidità della Confederazione nella realizzazione di altri grandi progetti, agevolandone e accelerandone l'attuazione?
4. È disposto a effettuare un'analisi comparativa delle varianti di attuazione per futuri grandi progetti, illustrandone l'economicità?
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale si è espresso più volte negli anni scorsi sul tema dei partenariati pubblico-privati (PPP) in relazione a progetti infrastrutturali (cfr. in particolare le interpellanze Kofmel 97.3604, Pfisterer Thomas 05.3603, Raymond 10.3568, Schneider-Schneiter 12.3121 e Abate 14.3925 e i postulati Bischof 12.3635 e Fluri 13.3483) e rimanda pertanto alle argomentazioni finora esposte.
Il fondo per l'infrastruttura ferroviaria e il fondo per le strade nazionali e il traffico d'agglomerato proposto dal Consiglio federale servono a finanziare grandi progetti nel settore delle infrastrutture di trasporto nazionali. Queste soluzioni puntano, unitamente ai relativi strumenti - in particolare i programmi di sviluppo strategico -, ad aumentare la sicurezza di pianificazione e realizzazione in modo da evitare ritardi importanti e garantire la disponibilità delle opere in tempo utile.
1./2. No. Nel suo rapporto del 17 dicembre 2010 sul risanamento della galleria autostradale del San Gottardo e nell'analisi del 27 giugno 2012 in tema di pedaggi, il Consiglio federale è giunto alla conclusione che una soluzione PPP non è idonea al settore delle infrastrutture stradali nazionali, e in particolare al traforo del San Gottardo, che riveste un ruolo chiave sul piano della politica dei trasporti; pertanto continua a non prenderla in considerazione come possibile variante.
3./4. Nell'articolo 52a dell'ordinanza del 5 aprile 2006 sulle finanze della Confederazione (RS 611.01) il Consiglio federale stabilisce che le unità amministrative devono verificare in casi appropriati la possibilità di una collaborazione con partner privati, a condizione tuttavia che detta soluzione si riveli più conveniente di una convenzionale lungo l'intero ciclo di vita del progetto. Questo presupposto si verifica in linea di massima unicamente nel caso in cui un privato riesca, grazie a una maggiore efficienza, a compensare i minori costi di finanziamento dello Stato e a ottenere contemporaneamente degli utili. Obiettivi, questi, difficili da conseguire, tanto più che oggi la Confederazione ha costi di finanziamento molto bassi e in numerosi settori collabora già con l'economia privata. Il PPP non deve inoltre indurre la Confederazione ad aggirare le disposizioni sul freno all'indebitamento e a effettuare, con capitale privato disponibile nel breve termine, investimenti di cui non può assumersi le successive spese sul lungo periodo. Secondo il Consiglio federale le ristrettezze finanziarie non costituiscono, da sole, un motivo sufficiente per optare per un PPP. In questo contesto, lo studio "Adeguatezza dell'approccio PPP per la realizzazione di progetti in ambito ferroviario e il (pre)finanziamento di progetti SIF e di Ferrovia 2030" del dicembre 2010 giunge alla conclusione che il PPP non dovrebbe essere impiegato per il prefinanziamento di progetti ferroviari in generale né, nello specifico, di progetti nell'ambito SIF o Ferrovia 2030 e che non è consigliabile neppure in vista del raggiungimento dell'obiettivo di efficienza dei costi.
Risposta del Consiglio federale.