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16.3073 · Interpellanza · 2016-03-10

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

In Svizzera continuano ad essere praticate anche sui minorenni terapie che promettono una guarigione dall'omosessualità. Esistono tuttora psicologi, terapeuti e assistenti spirituali che dichiarano l'omosessualità una malattia e sottopongono gli adolescenti, spesso per anni, a terapie che ovviamente non hanno alcuna possibilità di successo. È scientificamente provato infatti che l'omosessualità è congenita e non rappresenta una scelta autonoma di orientamento sessuale. È probabile invece che queste terapie possano provocare nei soggetti interessati una sofferenza infinita, che può arrivare a sfociare in intenzioni suicide o nel suicidio vero e proprio. Rispetto al passato le organizzazioni sono diventate più prudenti ma, pur avendo smesso di pubblicizzare le terapie direttamente sui loro siti Internet, continuano a praticarle su richiesta. Questo potrebbe essere un indizio che le organizzazioni e i "terapeuti" sono ben consapevoli di muoversi su un terreno incerto.

1. Il Consiglio federale è a conoscenza del fatto che esistono organizzazioni che sottopongono a tali terapie anche gli adolescenti?

2. Anche se non ne è a conoscenza, intende impegnarsi per proteggere da queste terapie soprattutto gli adolescenti?

3. Cosa intende intraprendere, in concreto, per proteggere la gioventù?

4. Ritiene che sussista la fattispecie di un reato, per esempio della coazione?

5. Se no, quali misure intende adottare per garantire, nel XXI° secolo, la punibilità degli psicologi, dei terapeuti e degli assistenti spirituali che effettuano tali terapie?

6. In questi casi può o dovrebbe intervenire un'autorità di protezione dei minori e degli adulti (APMA), anche se avrebbe poco senso adottare procedure diverse a livello cantonale?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale non è a conoscenza di organizzazioni o persone che offrono o praticano terapie contro l'omosessualità destinate ai minori.

2. Ritiene che la protezione dei bambini e degli adolescenti da ogni tipo di terapia fisica e psichica dannosa, tra cui anche quella per "guarire" dall'omosessualità, sia una delle priorità della nostra società. Oltre a non avere alcuna efficacia, queste "terapie" procurano ai bambini e agli adolescenti che vi si sottopongono notevoli sofferenze. La rete di strutture pubbliche e private impegnate nella protezione della gioventù, nonché di servizi di consulenza e sostegno per bambini e adolescenti a livello federale, cantonale e comunale è ben sviluppata. Perché sia efficace, però, i bambini e gli adolescenti, ma anche gli adulti che ne sono responsabili, devono effettivamente ricorrere a questi servizi.

3. Oltre all'aiuto prestato dai suddetti servizi, il Consiglio federale non vede alcuna necessità o possibilità di intervenire con misure specifiche per proteggere i minori da terapie contro l'omosessualità. Occorre rammentare che la Confederazione concede aiuti finanziari a LGBT Youth Svizzera (Lesbian, Gay, Bisexual and Transgender) per le sue regolari attività e i suoi diversi progetti, nonché a "Consulenza + aiuto 147" di Pro Juventute. LGBT Youth Svizzera è attiva nell'ambito della prevenzione, con l'obiettivo di incoraggiare i giovani LGBT ad assumere con piena consapevolezza il proprio orientamento sessuale e la propria identità di genere.

4. I minori che si sottopongono a terapie contro l'omosessualità lo fanno necessariamente con il consenso dei genitori o su loro iniziativa. Ma siccome questo tipo di trattamenti non è compatibile con l'etica professionale di psicoterapeuti o assistenti spirituali, si presume che facciano ricorso in particolare a offerte di sedicenti "guaritori". Solo nel singolo caso un tribunale può accertare se la pratica di queste terapie costituisce un atto penalmente perseguibile.

5. L'esercizio della psicoterapia nel settore privato sotto la propria responsabilità soggiace già oggi alle disposizioni della legge federale sulle professioni psicologiche (LPPsi), che sancisce gli obblighi professionali in questo campo: esercitare la professione in modo accurato e coscienzioso, rispettare i limiti delle competenze acquisite nell'ambito della formazione e del perfezionamento e tutelare i diritti dei propri clienti e pazienti. L'autorità cantonale di vigilanza che ha rilasciato l'autorizzazione all'esercizio della professione è incaricata di far osservare i suddetti obblighi professionali. La pratica su minori o adulti di terapie per "guarire" dall'omosessualità costituisce una violazione di questi obblighi che può essere denunciata alle autorità preposte e sanzionata con misure disciplinari; la più severa prevede la revoca dell'autorizzazione a esercitare la professione. Per quanto riguarda gli assistenti spirituali, infine, è compito delle chiese provvedere affinché rispettino l'etica professionale.

6. Chiunque può avvisare l'Autorità di protezione dei minori e degli adulti (APMA), se viene a conoscenza di una situazione di pericolo in cui si trova un bambino o un adolescente. L'APMA ha la competenza di ordinare misure di protezione dei minori. È quindi l'interlocutore appropriato in caso di maltrattamenti fisici e psichici di bambini e adolescenti, quando i genitori non sono in grado o non vogliono intervenire per porre fine a questa situazione.

Risposta del Consiglio federale.