16.3116 · Mozione · 2016-03-16
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Centinaia di migliaia di posti di lavoro e la futura prosperità della Svizzera dipendono dalla nostra capacità di tenere il passo con la rivoluzione industriale in corso, destinata a cambiare radicalmente il nostro mondo. Il Consiglio federale è invitato a elaborare prima possibile un'agenda di politica industriale Industria 4.0 che presenti strumenti e misure concrete per cogliere le opportunità, ma anche far fronte ai rischi legati a questa nuova rivoluzione industriale (Industria 4.0, digitalizzazione, big data, robotica, nanotecnologie, cleantech, gestione energetica decentrata, biotech, life sciences, tecniche di rete, stampanti 3D, produzione 1:1, ecc.).
L'agenda dovrà indicare in particolare:
1. quali strumenti di politica della formazione il Consiglio federale creerà per consentire al maggior numero possibile di lavoratori di accedere all'economia digitale e come adeguerà la formazione professionale alle nuove realtà;
2. in che modo garantirà a tutti l'accesso a conoscenze innovative;
3. come intende procedere per creare in tempi brevi una banca dati dell'innovazione ampia e accessibile a tutti;
4. quali strumenti introdurrà per consentire alle PMI di beneficiare effettivamente delle innovazioni;
5. con quali strumenti garantirà alle imprese innovative e alle start up l'accesso a finanziamenti agevolati;
6. quali incentivi intende dare per aumentare il tasso di investimenti delle imprese e dello Stato;
7. quali misure adotterà per eliminare gli ostacoli capitalistico-finanziari all'innovazione (incentivi sbagliati dovuti a prescrizioni a favore degli azionisti, ammortamenti a breve termine, ecc.);
8. come promuoverà la digitalizzazione;
9. quale strumento creerà per valutare e discutere pubblicamente le opportunità e i rischi sociali ed economici, per esempio dal punto di vista etico, ecologico o di salute sul lavoro.
Begründung
La nuova industrializzazione investe le economie ricche, scardinando il vecchio paradigma che contrappone un terziario in espansione a un'industria in declino. I Paesi che non riusciranno a fare la svolta impoveriranno. Per questo motivo tutti i nostri vicini portano avanti una politica industriale. Una politica industriale moderna non significa proteggere, fare regali fiscali o dare sussidi, ma offrire possibilità, fornire informazioni e definire regole chiare ed eque. Lo Stato deve creare le condizioni che consentano all'Industria 4.0 di svilupparsi.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
La svolta strutturale legata alle nuove tecnologie accompagna l'economia svizzera da decenni. Il nostro Paese ha saputo affrontare già diverse volte con successo grandi sfide economiche, dando la precedenza all'iniziativa privata. Per un Paese povero di risorse come il nostro, il Consiglio federale ritiene che sia fondamentale saper sfruttare al meglio le opportunità offerte dalla digitalizzazione e riconoscere per tempo eventuali rischi. Una politica industriale non è tuttavia pertinente (nemmeno) nell'ambito della digitalizzazione. Proprio in un contesto in rapido mutamento, per la politica è pressoché impossibile prevedere quali settori o tecnologie saranno in grado di imporsi e quindi vadano sostenuti. È invece importante che l'economia svizzera disponga di condizioni quadro tali da incentivare e non ostacolare l'iniziativa privata.
Il Consiglio federale segue con attenzione gli sviluppi della digitalizzazione e le sue ripercussioni sulla società, sull'economia e sulle condizioni di lavoro e lavora per creare buone condizioni quadro. L'economia digitale è uno dei settori di intervento della nuova strategia del Consiglio federale denominata "Svizzera digitale", approvata il 20 aprile 2016, alla cui elaborazione hanno partecipato anche rappresentanti del mondo della scienza, delle associazioni economiche e della società civile. Questa strategia definisce le linee guida per l'attuazione degli interventi statali a fronte della digitalizzazione di tutti gli ambiti della vita e indica le modalità di collaborazione tra autorità, mondo economico e scientifico, società civile e politica affinché il processo di trasformazione possa andare a vantaggio della comunità.
Come altri trend sociali, la digitalizzazione è destinata a trasformare anche la formazione e il mondo del lavoro. In Svizzera la formazione professionale è orientata al mercato del lavoro e si adegua continuamente alle esigenze di quest'ultimo. Nel formulare le basi della formazione e della formazione continua, le organizzazioni del mondo del lavoro e gli organi responsabili della formazione professionale superiore, per esempio, tengono conto dei cambiamenti.
Per quanto riguarda gli strumenti di promozione, il Fondo nazionale svizzero e la Commissione per la tecnologia e l'innovazione (CTI, la futura Innosuisse) valutano e sostengono anche progetti di ricerca e innovazione in ambito digitale. Dal canto loro, i cantoni possono promuovere attraverso la nuova politica regionale offerte facilmente accessibili nel campo dell'innovazione e metterle in rete.
Nelle scuole universitarie svizzere si svolgono ricerche già da anni su diversi ambiti della digitalizzazione e certi aspetti del tema Industria 4.0 vengono studiati in varie sedi del Parco svizzero dell'innovazione.
Il mercato del credito svizzero è un mercato funzionante che garantisce alle imprese l'accesso ai finanziamenti. Grazie alle cooperative di fideiussione, le imprese possono inoltre accedere in maniera facilitata ai crediti bancari (fino a 500 000 franchi); la Confederazione si fa carico del 65 per cento del rischio di perdita di queste cooperative. Nel marzo del 2016 il Parlamento ha approvato la mozione Comte 15.3792, "Aumento del tetto massimo degli aiuti finanziari alle organizzazioni che concedono fideiussioni alle PMI", che chiedeva di portare il tetto d'intervento attuale a un milione di franchi.
Il Consiglio federale sta già lavorando a vari rapporti sul tema della digitalizzazione, tra cui un rapporto sulle condizioni quadro centrali relative all'economia digitale e un rapporto in risposta al postulato Reynard 15.3854, "Automazione. Rischi e opportunità".
Il Consiglio federale ritiene che gli sforzi compiuti attualmente, le attività di ricerca portate avanti ormai da anni, gli strumenti di promozione e i lavori in corso dell'amministrazione costituiscano un quadro globale sufficiente e adeguato per far fronte alle sfide legate alla digitalizzazione. I risultati di questi lavori trattano sufficientemente le questioni menzionate dall'autore della mozione. Sulla base dei lavori citati, il Consiglio federale esaminerà inoltre le possibili misure da adottare per migliorare le condizioni quadro dell'economia digitale. Per tutti questi motivi, non è né necessario né pertinente mettere a punto un'agenda relativa all'Industria 4.0.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.