16.3148 · Interpellanza · 2016-03-17
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Si è già pronunciato o intende pronunciarsi prossimamente in merito alle raccomandazioni formulate già nel 2012 dalla Commissione nazionale d'etica in materia di medicina umana (CNE) a proposito degli interventi chirurgici non necessari e talvolta irreversibili eseguiti su persone intersessuali?
2. Quale seguito intende dare alle raccomandazioni formulate nel 2015 dal comitato per i diritti del fanciullo e dal comitato contro la tortura delle Nazioni Unite relative alle persone intersessuali?
Begründung
Nelle sue osservazioni finali concernenti il secondo, terzo e quarto rapporto periodico della Svizzera, adottate il 30 gennaio 2015, il comitato per i diritti del fanciullo si è detto "profondamente preoccupato ... per gli interventi chirurgici non necessari dal punto di vista medico e altri interventi su bambini intersessuali, che spesso comportano conseguenze irreversibili e possono causare gravi sofferenze fisiche e psicologiche, senza che i minori interessati abbiano dato il loro consenso informato, nonché la mancanza di ricorso e risarcimento in tali casi". Pertanto, il comitato ha esortato fermamente la Svizzera a provvedere affinché nessun minore sia sottoposto a trattamenti medici o chirurgici non necessari e a offrire consulenza e sostegno alle famiglie coinvolte. Queste raccomandazioni vanno ad aggiungersi a quelle formulate nel 2012 dalla CNE in seguito alle interpellanze 11.3265 e 11.3286.
Il comitato contro la tortura ha formulato raccomandazioni simili nelle sue osservazioni finali concernenti il settimo rapporto periodico della Svizzera, adottate il 13 agosto 2015. Ha inoltre raccomandato alla Svizzera di indagare su eventuali trattamenti praticati su persone intersessuali senza il loro effettivo consenso, nonché di emanare misure legislative per indennizzare tutte le vittime.
L'attuazione di queste diverse raccomandazioni assume un'importanza tanto maggiore se si considera che, nella sua seduta del 29 aprile 2015, il Consiglio federale ha deciso di approvare la Dichiarazione d'intenti della Valletta, che integra la raccomandazione del 31 marzo 2010 del comitato dei ministri del Consiglio d'Europa sulle misure dirette a combattere la discriminazione fondata sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere, al fine di estendere esplicitamente la protezione alle persone intersessuali.
Stellungnahme des Bundesrates
1. In alcune persone lo sviluppo del sesso cromosomico, gonadico o anatomico avviene in maniera atipica. Nonostante questo fenomeno naturale, una parte della nostra società continua a essere convinta che ad ogni essere umano debba essere attribuito in modo univoco il sesso femminile o maschile. Questa convinzione non rispetta le esigenze delle persone interessate.
Le persone con varianti sessuali hanno il diritto, come tutte le altre, al rispetto, alla protezione e alla comprensione delle loro esigenze da parte della società. Tra i loro diritti rientra anche quello al rispetto dell'integrità psicofisica e all'autodeterminazione.
Negli ultimi anni l'approccio passato e presente della società nei confronti delle varianti dello sviluppo sessuale (un tempo denominate "intersessualità" o, in medicina, "disturbi dello sviluppo sessuale", DSD) è divenuto oggetto di dibattito pubblico. Su mandato del Consiglio federale, la Commissione nazionale d'etica in materia di medicina umana (NEK-CNE) si è occupata degli aspetti etici dell'approccio alle varianti dello sviluppo sessuale e, nel suo parere n. 20/2012, ha pubblicato 14 raccomandazioni che comprendono un'ampia gamma di aspetti politico-sociali concernenti il riconoscimento delle esigenze delle persone interessate. Alcune di queste raccomandazioni sono formulate concretamente e si rivolgono espressamente ai singoli attori, tra cui anche la Confederazione. Dato che in parte richiedono un cambiamento di coscienza della nostra società, il Consiglio federale ha ritenuto opportuno seguire questi processi di sviluppo per un certo tempo prima di esprimersi in merito alle raccomandazioni della NEK-CNE.
Nel corso del primo semestre 2016, il Consiglio federale prenderà atto del grado di attuazione delle raccomandazioni della NEK-CNE concernenti la Confederazione e deciderà in merito al seguito dei lavori. Successivamente informerà il Parlamento secondo opportune modalità.
2. Il secondo, terzo e quarto rapporto sull'attuazione della Convenzione sui diritti del fanciullo, depositato dalla Svizzera nel giugno 2012 e presentato nel gennaio 2015, nonché il settimo rapporto periodico della Svizzera all'attenzione del comitato dell'ONU contro la tortura (CAT), presentato nell'agosto 2015, non facevano riferimento a questioni concernenti le varianti dello sviluppo sessuale. Va inoltre tenuto presente che il settimo rapporto al comitato CAT è stato redatto con procedura semplificata ("simplified reporting procedure"). Questo significa che la Svizzera lo ha preparato sulla base dell'elenco concreto di domande stilato dal comitato il 16 gennaio 2013 (CAT/C/CHE/Q/7). Il rapporto segue la struttura di questo elenco e, per quanto riguarda i contenuti, si concentra sulla risposta completa alle domande poste dal comitato. Nel suo elenco, il comitato non ha menzionato la problematica qui sollevata. Le organizzazioni non governative e i privati, tuttavia, hanno la possibilità di commentare i rapporti. Questi commenti sono sintetizzati nei cosiddetti rapporti ombra. L'ONG svizzera "Menschenrechtsgruppe Zwischengeschlecht.org", che si batte per i diritti delle persone con varianti sessuali, si è avvalsa di questa possibilità per entrambi i rapporti. Sulla base di questi commenti, nelle loro osservazioni finali il comitato ha formulato raccomandazioni alla Svizzera con riferimento ai diritti delle persone con varianti sessuali (consultabili in lingua tedesca o francese su: humanrights.ch/Fokus Schweiz/Menschenrechte im Landesinnern/Die neuesten Empfehlungen des UNO-Ausschusses gegen Folter an die Schweiz).
In questo contesto va inoltre menzionata la Dichiarazione d'intenti della Valletta del 14 maggio 2014, approvata dal Consiglio federale il 29 aprile 2015. Questo documento, elaborato da un gruppo di Stati membri del Consiglio d'Europa e adottato da 18 di essi, fa espressamente riferimento ai diritti delle persone con varianti sessuali e integra la raccomandazione del 31 marzo 2010 del comitato dei ministri del Consiglio d'Europa sulle misure dirette a combattere la discriminazione fondata sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere. La Dichiarazione d'intenti della Valletta sottolinea infatti che gli interventi medici sulle persone interessate non possono essere effettuati senza il loro consenso.
Nel quadro del prossimo rapporto sull'attuazione della Convenzione sui diritti del fanciullo, previsto per il 2020, la Svizzera riferirà in merito a queste raccomandazioni e alla loro attuazione. Inoltre, nel suo parere sulle raccomandazioni della NEK-CNE annunciato per il primo semestre del 2016 (vedi risposta alla domanda 1), il Consiglio federale riferirà anche sulle misure concernenti le raccomandazioni dei comitati delle Nazioni Unite che rientrano nella sfera di competenza della Confederazione e sul loro stato di attuazione.
Risposta del Consiglio federale.