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16.3259 · Mozione · 2016-03-18

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

In considerazione delle circostanze particolari legate all'importante afflusso di migranti, il Consiglio federale è incaricato di interrompere provvisoriamente la vendita di edifici doganali e dei loro annessi. Tale moratoria deve essere applicata finché la situazione di crisi internazionale attuale si sarà calmata.

Begründung

Dall'entrata in vigore dell'accordo di Schengen, la Svizzera ha soppresso i controlli sistematici ai confini con l'Unione europea. Il Consiglio federale ha allora incaricato l'Ufficio federale delle costruzioni e della logistica di vendere, entro il 2021, 113 edifici doganali e i loro annessi. Vi sono ancora numerosi beni immobiliari in vendita o che lo saranno prossimamente. Negli ultimi mesi la situazione internazionale nel Vicino Oriente è profondamente cambiata e, come è noto, centinaia di migliaia di migranti hanno già raggiunto l'Europa. Di fronte a tale afflusso e ai potenziali milioni di altri migranti attratti dal nostro continente, numerosi Paesi hanno già chiuso, parzialmente o totalmente, le loro frontiere. Se la situazione dovesse degenerare e compromettere la sicurezza interna, non è escluso che in un prossimo futuro la Svizzera prenda la stessa decisione. Sarebbe pertanto opportuno, nel quadro di questa decisione delle autorità federali di ripristinare in maniera sistematica e/o drastica il controllo ai confini, poter impiegare tali edifici doganali. Si prenda l'esempio della Francia che ha venduto parecchi edifici doganali e oggi si vede costretta a installare urgentemente appositi container, tuttavia meno adatti per effettuare i controlli e il lavoro amministrativo.

Occorre pertanto ponderare tra i benefici derivanti dalla vendita degli edifici doganali e il pericolo che il nostro Paese non riesca più a gestire i movimenti migratori e debba ripristinare i controlli sistematici ai confini. Tale riflessione dovrebbe basarsi su una moratoria che permetterebbe di valutare in modo oggettivo e completo la situazione di crisi.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

La Segreteria di Stato della migrazione (SEM) prevede per il 2016 lo stesso numero di nuove richieste d'asilo come nel 2015 (circa 40 000). Fino a fine aprile 2016 in Svizzera ne sono state presentate circa 10 000. Le guardie di confine controllano le persone e le consegnano, a seconda del risultato, ai centri di registrazione e di procedura (asilo), alle autorità degli Stati limitrofi (rinvio) oppure, se del caso, alla polizia (delinquenti). Fino ad oggi l'attuale infrastruttura di controllo è stata sufficiente per questo smistamento e quando non lo era, si concordavano soluzioni regionali con le autorità coinvolte (uffici di riferimento, ecc.). Gli edifici menzionati dall'autore della mozione non hanno perlopiù legami con il processo di controllo.

L'Amministrazione federale delle dogane (AFD) gestisce il suo portafoglio immobiliare secondo i principi aziendali dell'efficacia, dell'economicità e dell'orientamento all'utente (servizio civile e corpo delle guardie di confine).

Inoltre, il portafoglio immobiliare viene esaminato periodicamente, tenendo sempre conto dell'evoluzione nei settori d'attività dell'AFD (migrazione, circolazione delle persone e delle merci), e un'eventuale decisione di vendita è presa sulla base di considerazioni rilevanti dal punto di vista dell'esercizio e della sicurezza. Prima della vendita dei beni immobiliari dell'AFD, l'Ufficio federale delle costruzioni e della logistica si assicura che questi ultimi non servano alle esigenze della SEM.

La verifica del portafoglio menzionata dall'autore della mozione e avviata con decisione del Consiglio federale del 4 novembre 2009 concerne principalmente gli alloggi di servizio non più utilizzati dal corpo delle guardie di confine per scopi di servizio. Non vengono venduti impianti doganali che comprometterebbero la sicurezza del nostro Paese o che dovrebbero essere riacquistati in un secondo tempo.

Il Consiglio federale è convinto che l'AFD gestisca con prudenza la sua strategia di disinvestimento e rinuncia quindi ad abbandonare l'attuale flessibilità mediante una moratoria di vendita generale. Intende invece dar seguito, in particolare nell'ambito degli edifici abitativi, alla già applicata strategia del disinvestimento, dalla quale sono tuttavia esclusi gli oggetti situati presso valichi di confine strategicamente importanti.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.