16.3290 · Interpellanza · 2016-04-26
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Numerosi oggetti utilizzati quotidianamente contengono terre rare. La Cina detiene oltre l'85 per cento della produzione mondiale, ciò che le conferisce una posizione dominante che peraltro non si fa problemi a usare.
Al contempo, il nostro Paese pullula di terre rare nei - nostri rifiuti elettronici. Questi rifiuti sono riciclati, ma che fine fanno i metalli una volta separati?
A livello europeo, il gruppo di esperti di metalli rari Erecon (European Rare Earth Competency Network) è stato in particolare incaricato dalla Commissione europea di definire una politica europea che garantisca l'approvvigionamento di terre e metalli rari.
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. i metalli rari provenienti dai nostri rifiuti elettronici sono inviati in Cina per essere riutilizzati?
2. Se sì, il Consiglio federale non è dell'avviso che ciò equivale a rafforzare una posizione già dominante e quindi potenzialmente problematica per le nostre imprese?
3. L'amministrazione federale ha già contattato il gruppo Erecon per definire una politica comune nell'interesse delle imprese che creano posti di lavoro sul continente europeo?
4. Il Consiglio federale ritiene che l'approvvigionamento di terre e metalli rari possa diventare problematico per le nostre imprese?
5. Non sarebbe opportuno elaborare un "piano Wahlen" per le terre e i metalli valido per il continente europeo?
Stellungnahme des Bundesrates
La Cina è attualmente il principale produttore dei cosiddetti elementi delle terre rare (ETR), un gruppo di metalli utilizzati in apparecchi elettronici e in altre applicazioni ad alta tecnologia. La predominanza della Cina è dovuta in primo luogo ai giacimenti minerari ricchi e facilmente accessibili della Mongolia interna. Tuttavia, contrariamente a quanto fa pensare il loro nome, le terre rare sono relativamente diffuse, dato che anche altri Paesi dispongono di giacimenti importanti. Lo sfruttamento di tali giacimenti non rende o rende poco a causa dei prezzi concorrenziali praticati dalla Cina. Un eventuale aumento dei prezzi degli ETR potrebbe comunque aumentare la reddittività dell'estrazione di detti elementi in altri Paesi.
Un aumento dei prezzi in seguito a restrizioni alle esportazioni decise da un produttore può essere praticamente escluso. Nel 2014 l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) ha dichiarato illecite le restrizioni alle esportazioni di terre rare (tungsteno e molibdeno) applicate dalla Cina. Tale decisione ha indotto la Cina ad eliminarle. Alla Cina non sarà infine più concesso di introdurre restrizioni alle esportazioni analoghe.
Il recupero degli ETR contenuti soprattutto nei rottami elettronici è indicato per motivi di tutela dell'ambiente. Ciò consente di ridurre l'impatto ambientale causato dalla produzione primaria. In collaborazione con istituti come l'EMPA o l'Umtec di Rapperswil, la Confederazione ha lanciato diversi progetti volti a esaminare, dal punto di vista dell'ecologia e della proporzionalità economica, la fattibilità del riciclaggio del ETR provenienti da rottami elettronici del settore informatico e dalle componenti elettroniche delle automobili. Attualmente l'industria del riciclaggio non è tuttavia in grado di recuperare l'intera gamma di ETR, sia per motivi di costo che per ragioni tecnologiche.
1./2. Il recupero di rottami elettronici in Svizzera comprende la raccolta, il trattamento e la selezione di diverse frazioni di rottami. Il trattamento avviene a un livello tecnico elevato e fornisce alla piazza produttiva svizzera conoscenze e posti di lavoro. Definendo standard elevati per la tecnica di riciclaggio in Svizzera si vuole evitare che i rottami elettronici vengano trattati all'estero, in impianti che non applicano gli stessi standard. La Svizzera non invia peraltro rottami elettronici in Cina.
Il recupero di ETR si limita oggi all'oro, al palladio e all'argento ed è indicato solo se si inviano grosse quantità di rottami elettronici trattati (ad es. circuiti stampati di elevato valore o grosse quantità di telefonini usati) a imprese europee specializzate nel riciclaggio (ad es. Umicore in Belgio o Boliden in Svezia).
3. La Confederazione non collabora con il gruppo Erecon. L'utilità di una collaborazione con Erecon deve essere stabilita dall'industria di trasformazione svizzera.
4. Per i motivi elencati sopra non bisogna temere, nel breve periodo, problemi di approvvigionamento per l'economia svizzera.
5. Si deve presumere che le quantità di ETR trattate direttamente in Svizzera siano relativamente modeste. La Svizzera potrebbe richiedere la restituzione su base contrattuale dei metalli recuperati dai rottami elettronici esportati. Ma considerando che non sono previsti problemi di approvvigionamento e che il fabbisogno di metalli rari sia piuttosto esiguo, non sussiste alcun motivo per adottate un simile provvedimento.
Risposta del Consiglio federale.