16.3358 · Mozione · 2016-05-31
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di adottare gli adeguamenti di legge necessari affinché le persone attive professionalmente oltre i 70 anni di età possano continuare a versare contributi sul conto del pilastro 3a nel quadro della previdenza professionale. L'obiettivo è quello di sopprimere il limite di età per i versamenti nel pilastro 3a, mantenendo tuttavia la condizione dell'esercizio di un'attività lucrativa retribuita.
Begründung
Considerata l'evoluzione della piramide delle età, l'economia svizzera dipenderà sempre di più dai lavoratori anziani. La speranza di vita media aumenta di circa un mese ogni anno, cioè di un anno ogni dodici anni - una lieta novella! Tuttavia, questo significa anche che oggi molte persone sono ben più arzille di un tempo e possono (e vogliono) prendere parte al processo lavorativo fino a tarda età. Dovrebbe quindi essere anche nell'interesse dello Stato che siano versati contributi per la previdenza professionale il più a lungo possibile. E dovrebbe essere anche nell'interesse dello Stato che queste persone possano continuare a mettere da parte i propri risparmi a condizioni fiscali agevolate nel quadro del pilastro 3a. Questo aspetto interessa in particolar modo i lavoratori indipendenti che non hanno accumulato un patrimonio ingente e che, a seconda delle circostanze, non sono assicurati nella previdenza professionale obbligatoria.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
In Svizzera la previdenza per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità si fonda sui tre pilastri dell'assicurazione federale per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (AVS/AI), della previdenza professionale e della previdenza vincolata (pilastro 3a), che sono interconnessi. In quanto parte integrante di questo sistema previdenziale, il pilastro 3a deve pertanto essere coordinato con il primo e il secondo.
Nell'AVS, come pure nella previdenza professionale, oggi si può già rinviare l'inizio della riscossione della rendita di cinque anni al massimo. Nel pilastro 3a la riscossione della prestazione di vecchiaia può essere rinviata fino al termine dell'attività lucrativa, ma non oltre cinque anni dopo il raggiungimento dell'età ordinaria di pensionamento. Anche i contributi al pilastro 3a possono essere versati fino a cinque anni oltre l'età ordinaria di pensionamento, purché si eserciti al contempo un'attività lucrativa. La limitazione di età attualmente prevista nel pilastro 3a è pertanto in linea con quella prevista nell'AVS e nella previdenza professionale.
Fissata oggi a 70 anni, questa limitazione è oggettivamente giustificata, dato che la promozione della previdenza per la vecchiaia è agevolata dal punto di vista fiscale. Sopprimere il limite di età nel pilastro 3a comporterebbe perdite di gettito fiscale, anche quando gli assicurati proseguono l'attività lucrativa in misura modesta. Inoltre, l'onere fiscale può essere ulteriormente ridotto mediante la riscossione scaglionata di averi versati su più conti del pilastro 3a. Infine, la soppressione del limite di età nel pilastro 3a non permetterebbe di promuovere in misura sensibile l'attività lucrativa.
Il Consiglio federale ribadisce pertanto la posizione già espressa nel suo parere in risposta alla mozione Reimann Maximilian 12.3229, "Prolungare la previdenza per la vecchiaia individuale vincolata (pilastro 3a) fino alla cessazione dell'attività lucrativa". Esso è del parere che il limite di età, al momento oggetto anche della riforma Previdenza per la vecchiaia 2020, debba rimanere coordinato e fissato a 70 anni in tutti e tre i pilastri della previdenza per la vecchiaia.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.