16.3523 · Interpellanza · 2016-06-16
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Da qualche tempo il prezzo del latte si è attestato a una soglia minima da primato. Gli sviluppi nei Paesi limitrofi e in Svizzera non lasciano presagire nell'immediato un miglioramento della situazione. Se le condizioni attuali dovessero realmente ancora perdurare si ripercuoterebbero certamente sull'allevamento di bestiame in Svizzera, con indubbie conseguenze anche sull'estivazione.
Il Consiglio federale è quindi invitato a rispondere alle domande seguenti:
1. Il prezzo del latte basso avrà ripercussioni sull'effettivo di bovini in Svizzera? In caso affermativo, quali?
2. Sulla base di questi sviluppi, quali potrebbero essere le ripercussioni sulla regione di montagna e, in particolare, sull'estivazione?
3. Il Consiglio federale è disposto ad adottare provvedimenti al fine di evitare ripercussioni negative sull'estivazione?
Solo una densità adeguata di animali consente di preservare l'apertura del paesaggio nella regione di montagna. È quindi estremamente importante che anche in futuro sia disponibile un numero sufficiente di animali per caricare le superfici d'estivazione. La politica agricola 2014-2017 ha introdotto incentivi a tal fine che si sono rivelati efficaci. Tuttavia è lecito temere che i recenti sviluppi annullino gli effetti positivi di tali incentivi.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Dal 2000 l'effettivo di vacche lattifere è sceso da 670 000 a 587 000 capi. Tuttavia, grazie ai progressi compiuti in ambito zootecnico e a una maggiore efficienza nei settori della produzione di foraggio e del foraggiamento la produzione totale di latte è lievemente aumentata. Nello stesso periodo, l'effettivo di vacche madri per la produzione di carne è passato da 45 000 a 118 000 capi. La flessione del numero di vacche lattifere è stata in gran parte compensata dall'incremento di quello di vacche madri. Il Consiglio federale ritiene che nei prossimi anni il calo rallenterà e che l'effettivo di bovini si stabilizzerà su un livello leggermente più basso. La tendenza a detenere meno vacche lattifere e più vacche madri potrebbe continuare a causa dei prezzi del latte attualmente bassi.
2. La nuova composizione dell'effettivo di bovini ha ripercussioni dirette sull'estivazione. Il numero di vacche madri e bovini da allevamento alpeggiati non ha cessato di diminuire tra il 2000 e il 2013, quello delle vacche madri, invece, è aumentato. Negli anni 2014 (più 2 per cento) e 2015 (più 4 per cent) è cresciuto nuovamente il numero di bovini alpeggiati rispetto alla media del periodo 2011-2013. Questa inversione di tendenza potrebbe essere prevalentemente dovuta a una migliore promozione finanziaria dell'estivazione tramite pagamenti diretti nel quadro della politica agricola 2014-2017. Sebbene i prezzi del latte siano attualmente bassi, il carico degli alpi dovrebbe essere ancora soddisfacente poiché la trasformazione del latte sull'alpe consente tuttora di realizzare un buon valore aggiunto.
3. La preservazione dell'apertura dei pascoli alpestri è uno degli obiettivi principali della politica agricola 2014-2017 ed è possibile soltanto alpeggiando animali che consumano foraggio grezzo. Per garantire la gestione e la cura di queste superfici pregiate non è determinante se si produce latte o carne. Il Consiglio federale ritiene che al momento non siano necessarie misure supplementari. Quelle contemplate dalla politica agricola saranno valutate e, se necessario, adeguate.
Risposta del Consiglio federale.