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16.3621 · Mozione · 2016-06-20

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre all'Assemblea federale un progetto di modifica di legge che permette ai cantoni che vogliono realizzare un'amnistia fiscale, di concedere delle riduzioni in materia di recupero d'imposta.

Una minoranza (Birrer-Heimo, Bertschy, Burkart, Jans, Leutenegger Oberholzer, Marra, Pardini, Schelbert, Schneeberger, Walti Beat) propone di respingere la mozione.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Secondo quanto indicato nella mozione, la legge federale sull'armonizzazione delle imposte dirette dei cantoni e dei comuni dovrebbe prevedere la possibilità, per i cantoni, di realizzare un'amnistia unica e, in tale contesto, di ridurre l'imposta da ricuperare. L'imposta federale diretta sarebbe esclusa da tale disposizione. Resta da definire la delimitazione all'autodenuncia esente da pena attualmente in vigore.

Il Consiglio federale non ritiene necessario intervenire. Per quanto riguarda le imposte dirette, già dal 2010 a livello federale e cantonale esiste la possibilità di ricorrere all'autodenuncia esente da pena, che consente ai contribuenti di dichiarare, una volta nel corso della vita, i loro redditi e la loro sostanza fino a quel momento non dichiarati, senza incorrere in sanzioni. Permangono in ogni caso dovute le imposte per gli ultimi dieci anni fiscali. È prevista inoltre la possibilità del ricupero semplificato dell'imposta ed esente da pena in caso di successione. In questo caso le imposte dovute dal defunto vengono riscosse posticipatamente solo per un periodo di tre anni.

In occasione del dibattimento parlamentare del 2015 in merito alla legge federale sullo scambio automatico internazionale di informazioni a fini fiscali, il Parlamento aveva bocciato un'amnistia fiscale che andava oltre la vigente regolamentazione dell'autodenuncia esente da pena.

La mozione deve altresì essere valutata criticamente sotto il profilo del diritto costituzionale. Recentemente il Tribunale federale si è confrontato con la questione della costituzionalità di un regolamento cantonale in materia di amnistia. La disposizione cantonale in questione prevedeva che nel caso di una prima autodenuncia le imposte cantonali dovute per gli ultimi dieci anni venissero ridotte del 70 per cento. Il Tribunale federale ha giudicato incostituzionale tale regolamento, in quanto viola il principio costituzionale dell'uguaglianza giuridica oltre che i principi costituzionali di tassazione che concretizzano tale uguaglianza (ad es. la tassazione in funzione della capacità economica) e in quanto non sussisteva alcun interesse pubblico predominante che giustificasse un'ingerenza così ampia nei principi costituzionali (DTF 141 I 78).

La concessione di un'amnistia fiscale può avere ripercussioni negative sulla morale fiscale delle persone che pagano regolarmente i tributi dovuti. Esiste infatti il rischio che anche queste persone comincino a sottrarre imposte e che, quindi, nel medio-lungo periodo, aumenti l'entità delle minori entrate.

Negli anni passati l'autodenuncia esente da pena è stata sollecitata da più parti. Secondo le indicazioni dei cantoni, dal 2010 fino all'inizio del 2016 si sono autodenunciate quasi 22 000 persone, che hanno dichiarato sostanza per circa 24,7 miliardi di franchi. Anche e soprattutto in vista dell'attuazione dello scambio automatico internazionale di informazioni a fini fiscali l'autodenuncia esente da pena rappresenta uno strumento idoneo per ripristinare l'onestà fiscale. Attualmente non sussiste quindi nessuna necessità di introdurre amnistie fiscali più incisive.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.