16.3742 · Postulato · 2016-09-28
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di redigere un rapporto sulla fattibilità di un piano B per la gestione delle scorie altamente radioattive. Questo piano deve studiare la possibilità di uno stoccaggio non definitivo, sorvegliato ma sicuro, ad esempio all'interno di caverne scavate nella roccia.
Begründung
Attualmente i gestori delle centrali nucleari puntano tutto sull'interramento definitivo delle scorie altamente radioattive negli strati geologici profondi, senza mettere in conto problemi di natura geotecnica o politica. Eppure sono ancora in corso numerosi esperimenti per stabilire l'effettiva fattibilità di tale progetto e non è ancora stato individuato un sito idoneo. Anche l'approvazione popolare è tutt'altro che garantita. Pensare di poter stoccare in modo sicuro per oltre 100 000 anni scorie radioattive di una simile tossicità è pura illusione. Prima o poi bisognerà "disattivarle" (ad es. per trasmutazione), ma se fossero interrate, come vorrebbero la Nagra e le autorità, un'operazione di questo tipo sarebbe praticamente impossibile. In altri Paesi, come l'Olanda, si è scelto di stoccare le scorie in superficie, in edifici rinforzati, per poterle sorvegliare costantemente, considerato l'elevato livello di tossicità, e avervi accesso. È evidente che occorre trovare uno o più luoghi sicuri per stoccare queste scorie fino a quando non si sarà trovata una soluzione più duratura.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Allo stato attuale delle conoscenze la soluzione più sicura per lo smaltimento delle scorie radioattive è rappresentata dallo stoccaggio negli strati rocciosi sotterranei, come sostenuto dagli esperti di tutto il mondo. Per tale ragione la legge del 21 marzo 2003 sull'energia nucleare (LENu; RS 732.1) prevede il deposito delle scorie radioattive negli strati geologici profondi.
Gli autori del postulato chiedono di valutare la possibilità di realizzare depositi non definitivi e sorvegliati per le scorie radioattive, ad esempio in caverne ricavate nel sottosuolo geologico. In merito alle possibili opzioni per il deposito delle scorie radioattive negli strati geologici profondi, il Consiglio federale si è già espresso nel parere riguardo al postulato Fehr 13.3145, "Depositi in strati geologici profondi. Valutare diverse opzioni", che propose di respingere. Il Consiglio nazionale, dello stesso avviso, il 12 marzo 2015 ha rifiutato il postulato. Qui di seguito una sintesi dei principali punti del parere di allora del Consiglio federale.
In Svizzera, la questione del modello da adottare per uno smaltimento sicuro delle scorie radioattive è stata oggetto di lunghe e intense discussioni. Il gruppo di esperti EKRA ("Entsorgungskonzepte für radioaktive Abfälle"), costituito appositamente per studiare possibili modelli di smaltimento delle scorie radioattive, ha preso in considerazione complessivamente sette modelli di smaltimento, tre dei quali prevedevano lo stoccaggio nel sottosuolo. Il rapporto conclusivo dell'EKRA del 31 gennaio 2000 mostra i vantaggi e gli svantaggi di diversi modelli di stoccaggio. Il modello dello stoccaggio geologico controllato a lungo termine sviluppato dall'EKRA, che unisce stoccaggio finale e reversibilità, è stato inserito dal Parlamento nella legge sull'energia nucleare (LENu) come modello del "deposito in strati geologici profondi".
I progetti che prevedono una sorveglianza continua per un periodo di tempo molto lungo non sono in grado di garantire uno smaltimento sicuro a lungo termine delle scorie radioattive. Il suddetto modello svizzero prevede, inoltre, una sorveglianza con recupero facilitato delle scorie fino alla chiusura dell'impianto.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.