16.3765 · Interpellanza · 2016-09-29
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Dopo l'industria del tabacco, un'altra industria minaccia la nostra salute: quella dello zucchero. Molte bevande e derrate alimentari contengono considerevoli quantità di zucchero. Secondo alcuni esperti, tra cui il dottor Aseem Malotra, cardiologo londinese, il problema non è lo zucchero naturale di frutta e verdura, ma lo zucchero che si aggiunge a tutto: al pane, allo yogurt, alle minestre, al vino, alle salsicce ... e persino ai cetrioli sottaceto. Ai differenti tipi di zucchero sono dati nomi diversi, per esempio "fruttosio", che fa pensare a una riduzione del consumo di zucchero, quando invece consumare fruttosio equivale a consumare zucchero bianco. Di fatto, il nostro corpo non ha bisogno dell'energia glucidica degli zuccheri aggiunti. Questo consumo non provoca soltanto obesità: studi scientifici hanno rilevato un legame tra lo zucchero, le malattie del fegato, il diabete di tipo 2, determinate malattie cardiache e la carie dei denti. Malgrado questo, l'industria propone campagne pubblicitarie per vendere i propri prodotti associando alcuni di questi alimenti ad atleti. Che dire per esempio della sponsorizzazione dei Giochi Olimpici da parte della Coca-Cola?
I promotori della salute hanno trovato due metodi efficaci contro il fumo che lo potrebbero essere anche contro il consumo eccessivo di zucchero: l'informazione e le tasse. Nel 2012, la Francia ha introdotto una tassa sulle bevande dolcificate che ha indotto una progressiva riduzione delle vendite. La Norvegia ottiene buoni risultati informando la popolazione e tassando le bibite e gli alimenti zuccherati.
In Svizzera non è ancora prevista alcuna tassa, ma l'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria sta cooperando con l'industria agroalimentare e i rappresentanti del commercio al dettaglio per ridurre il tenore di zucchero negli alimenti. Entro la fine del 2018, il tenore negli yogurt e nei cereali dovrebbe ridursi (fonte: "Sugar, the New Tobacco" di Wiliam Ecenbarger/Mary S. Aikins).
In considerazione di quanto precede, non bisognerebbe prendere misure quali:
1. avviare una campagna d'informazione sugli effetti nocivi dello zucchero aggiunto;
2. imporre all'industria alimentare l'apposizione dell'indicazione "zucchero aggiunto" sui prodotti interessati;
3. valutare l'efficacia del programma volontario Swiss Pledge;
4. rilanciare il dialogo con l'industria alimentare per ridurre il tenore di zucchero negli alimenti e, se questo fallisse, studiare la praticabilità di una tassa?
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è consapevole dei rischi legati a un'alimentazione poco equilibrata a elevato tenore di zucchero. Pertanto ha già adottato diverse misure per promuovere un'alimentazione sana.
1. Le raccomandazioni dell'OMS di assumere al massimo il 10 per cento dell'apporto energetico quotidiano sotto forma di zuccheri aggiunti sono state prese in considerazione nell'elaborazione della piramide alimentare svizzera e tradotte in raccomandazioni nutrizionali concrete basate sui prodotti alimentari. Con la piramide alimentare, queste raccomandazioni sono comunicate alla popolazione su vasta scala e in 11 lingue diverse. Dato che un'alimentazione basata sulla piramide alimentare svizzera porta a una ridotta assunzione di zucchero, dal punto di vista della Confederazione non è necessario condurre una campagna specifica sullo zucchero.
2. Con le disposizioni d'esecuzione della nuova legge sulle derrate alimentari (FF 2014 4409), in linea con il diritto UE, per le derrate alimentari preimballate sarà obbligatoria la dichiarazione dei valori nutritivi. Su ogni prodotto dovrà essere indicato il tenore di zucchero complessivo, comprensivo degli zuccheri naturali presenti negli alimenti (ad es. il lattosio nel latte) e degli zuccheri aggiunti. La percentuale di questi ultimi non sarà tuttavia direttamente visibile: se si dovessero dichiarare anche gli zuccheri aggiunti, infatti, si creerebbe un ostacolo tecnico al commercio rispetto all'UE.
3. Swiss Pledge è un'iniziativa volontaria di produttori di derrate alimentari e bevande e di aziende gastronomiche e del commercio al dettaglio che ha lo scopo di ridurre la pubblicità destinata ai bambini. Con le loro dichiarazioni d'intenti, dal 2011 al 2014 i partner di Swiss Pledge hanno collaborato con Actionsanté, l'iniziativa comune dell'Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV) e dell'Ufficio federale della sanità pubblica che contribuisce a promuovere uno stile di vita sano. Questi primi sforzi dell'economia costituiscono un passo nella giusta direzione. Le dichiarazioni d'intenti dei partner di Swiss Pledge non sono state rinnovate, perché nel frattempo l'USAV, nell'ambito di Actionsanté, ha definito criteri più severi. Entro la fine del 2016, quest'ultimo attende dai partner di Swiss Pledge una proposta di nuove dichiarazioni d'intenti, che verranno monitorate in base ai suoi nuovi criteri.
4. Nel 2015 sono state identificate tre categorie di alimenti che contribuiscono in maniera determinante a un elevato apporto di zucchero: yogurt zuccherati, cereali per la colazione e bevande zuccherate. Pertanto, l'USAV raccomanda di consumare bevande non zuccherate e approva la campagna "Fonte San Rubinetto" della Fondazione Promozione salute svizzera. Per quanto riguarda lo yogurt e i cereali per la colazione, si punta sul dialogo con i fabbricanti e i grandi distributori. Nell'agosto del 2015, 10 aziende hanno firmato con il capo del DFI la dichiarazione di Milano (www.usav.admin.ch > Alimenti e nutrizione > Nutrizione > Misure strategia nutrizionale > Riduzione dello zucchero), con la quale si sono impegnate per i prossimi quattro anni a ridurre gradualmente il tenore di zucchero nei loro prodotti e, laddove possibile e ragionevole, a presentare dichiarazioni d'intenti ad Actionsanté. L'USAV intrattiene contatti regolari con queste aziende e verifica l'efficacia della misura. Soltanto se si dovesse delineare che questa procedura non porta all'obiettivo auspicato si dovranno esaminare altre misure.
Risposta del Consiglio federale.