16.3892 · Interpellanza · 2016-09-30
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato a rispondere alle seguenti domande:
1. Si potrebbe promuovere la pluralità del panorama mediatico autorizzando le aziende mediatiche private a utilizzare gratuitamente le produzioni SSR disponibili nella sua mediateca, integrandole con approfondimenti personali e ridiffondendole?
2. Un approccio open content riuscirebbe ad ampliare il bacino di utenza delle produzioni mediatiche finanziate dal canone, permettendone l'accesso a nuovi gruppi target?
3. Per ampliare il bacino di utenza del servizio pubblico, sarebbe immaginabile attribuire alle produzioni mediatiche finanziate con il canone, nonché alle relative colonne sonore e immagini, un tipo di licenza che ne agevoli la rivalorizzazione da parte dei media privati in Svizzera?
Begründung
I contenuti finanziati dal canone dovrebbero poter raggiungere una fetta di popolazione quanto più vasta possibile. Il mandato costituzionale ne prescrive infatti un elevato grado di rilevanza e un'ampia portata. La possibilità di usufruire dei contenuti di elevata qualità prodotti dalla SSR dovrebbe quindi essere appannaggio di tutti. Allo stato attuale, non è possibile riutilizzare questi contenuti, salvo contro il versamento di tasse, il che è in aperto contrasto con l'idea originaria e l'obiettivo di promuoverne la massima diffusione.
Il sistema attuale provoca un innalzamento dei costi, in quanto obbliga la SSR a riproporre i contenuti ricorrendo a una moltitudine di canali diversi per poter raggiungere le diverse fasce della popolazione.
Adottare un approccio open content per i contenuti che sono stati realizzati sostanzialmente grazie ai proventi del canone potrebbe risolvere questo dilemma, permettendo la comparsa di offerte su misura per i consumatori oltre a un rafforzamento della pluralità nel panorama mediatico svizzero.
La SSR potrebbe realizzare e diffondere i propri programmi radiofonici e televisivi in modo indipendente e con le stesse modalità di oggi. Dopo essere stati trasmessi per la prima volta dalla SSR, i contenuti potrebbero essere riutilizzati dai media privati. Questa prassi consentirebbe di integrarvi un resoconto proprio o altri servizi supplementari, sviluppare una prospettiva regionale o tematica, come anche un inserimento nel contesto di trasmissioni specializzate. Un'opportunità del genere aprirebbe la strada a innovazioni significative.
A titolo di esempio, se la trasmissione "Kassensturz" realizza un servizio su un'azienda di Zurigo, dovrebbe essere consentito a una televisione regionale zurighese di ritrasmettere una parte o l'intero contributo, arricchendolo con approfondimenti e interviste proprie.
Stellungnahme des Bundesrates
1. La ripresa gratuita delle produzioni SSR metterebbe sì a disposizione delle aziende mediatiche private un ampio ventaglio di contenuti da integrare nell'elaborazione del proprio programma ma, in certi casi, non le stimolerebbe a investire in approfondimenti e produzioni proprie, il che potrebbe ripercuotersi negativamente sulla pluralità mediatica. Bisogna oltretutto considerare che la SSR reinveste nei propri programmi gli introiti pubblicitari realizzati grazie alle produzioni finanziate dal canone. In caso di ripresa dei contenuti da parte di terzi, trattandosi di emittenti prive di mandato pubblico, non vi sarebbe alcuna garanzia di un reinvestimento nel programma dei proventi pubblicitari realizzati mediante le produzioni finanziate dal canone. Inoltre, l'Agenzia telegrafica svizzera prevede di ampliare il proprio servizio di base con un'offerta video.
2. Allo stato attuale non si può affermare con sicurezza che un approccio open content sarebbe in grado di aumentare l'indice di ascolto, permettendo di raggiungere nuovi gruppi di destinatari, perché ciò presupporrebbe un'analisi dei contributi e dei programmi interessati.
3. L'utilizzazione a titolo gratuito delle produzioni SSR da parte di aziende mediatiche private sarebbe sottoposta a vincoli giuridici: l'articolo 1 della legge federale sul diritto d'autore e sui diritti di protezione affini (RS 231.1; LDA) sancisce la protezione dell'autore di opere letterarie o artistiche, dell'artista interprete, del produttore di supporti audio o audiovisivi nonché degli organismi di diffusione nel settore della radiotelevisione. Una riutilizzazione agevolata delle produzioni mediatiche finanziate dal canone, come auspicato dall'autore dell'interpellanza, sarebbe quindi possibile unicamente con l'assenso del titolare dei diritti oppure, eventualmente, previa modifica della LDA o delle tariffe vigenti per il settore. Data la moltitudine degli aventi diritto coinvolti e i diversi interessi da soppesare, il legislatore dovrebbe creare le necessarie basi legali, senza dimenticare che bisognerebbe tenere in debito conto gli accordi internazionali riguardanti gli aventi diritto esteri.
Sarebbe inoltre necessario verificare gli aspetti seguenti:
- le modalità di trattamento della rielaborazione giornalistica dei contenuti che esulano dalle vigenti disposizioni legali sulla citazione;
- quali soggetti sarebbero autorizzati a utilizzare liberamente i contenuti;
- come garantire l'assenza di distorsioni del mercato derivanti dalla disparità di trattamento dei diversi potenziali fruitori;
- in che misura il sovvenzionamento trasversale di altri media, che risulterebbe dalla ripresa gratuita delle produzioni SSR, si potrebbe conciliare con l'obbligo legale della SSR di operare secondo criteri economici (art. 35 cpv. 1 LRTV).
Il Consiglio federale è in linea di principio favorevole alla cooperazione tra aziende mediatiche, anche destinata allo scambio di contenuti. Alla luce di quanto illustrato, l'approccio open content si potrebbe realizzare piuttosto autorizzando le imprese mediatiche private a effettuare la seconda diffusione di certe produzioni proprie della SSR finanziate dal canone.
Risposta del Consiglio federale.