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16.3911 · Mozione · 2016-11-18

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è incaricato:

1. di definire, in collaborazione con i Cantoni, le competenze relative alla messa in atto e al finanziamento delle misure di formazione per gli adolescenti e i giovani adulti immigrati a un'età successiva rispetto al normale iter di formazione;

2. di aumentare sensibilmente il suo contributo alle prestazioni d'integrazione fornite dalle strutture ordinarie nel settore della formazione;

3. di garantire il finanziamento delle prestazioni d'integrazione supplementare per mezzo del budget della Segreteria di Stato della migrazione.

Una minoranza (Tuena, Bigler, Dettling, Glauser, Herzog, Keller Peter, Pieren, Rösti, Wasserfallen) propone di respingere la mozione.

Begründung

Negli ultimi anni, il numero dei giovani immigrati a un'età successiva rispetto al normale iter di formazione è fortemente cresciuto rispetto all'insieme della popolazione immigrata. Ciò crea sempre più problemi al sistema educativo. I Cantoni hanno più volte spiegato che è sostanzialmente possibile fare fronte all'alto numero di questi giovani mediante le offerte esistenti in materia di promozione dell'integrazione e del sistema di formazione postobbligatorio (offerte di formazione nella fase di transizione I quali formazioni transitorie, valutazioni periodiche, accompagnamento e coaching, ecc.). Nella situazione attuale, esse devono però essere potenziate e flessibilizzate se si vuole conseguire l'obiettivo che il 95 per cento di tutti i venticinquenni in Svizzera dispongano di un titolo di livello secondario II ai sensi del diritto svizzero in materia di formazione. Tale obiettivo deve valere anche per gli adolescenti e i giovani adulti che giungono nel nostro Paese per chiedere asilo e che hanno buone probabilità, sotto il profilo giuridico e personale, di rimanere in Svizzera a lungo termine. Con la sua flessibilità e la sua permeabilità, e anche grazie a forti partenariati con le associazioni economiche e le aziende nel settore della formazione professionale, il nostro sistema di formazione postobbligatorio vanta ottimi presupposti che vanno utilizzati appieno.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Anche il Consiglio federale è del parere che l'aumento del numero di immigrati rappresenti in ambito formativo una sfida per la Confederazione e i Cantoni. L'obiettivo strategico che il 95 per cento di tutti i venticinquenni in Svizzera dispongano di un titolo di livello secondario II deve in effetti valere anche per gli adolescenti e i giovani adulti arrivati tardi in Svizzera e che hanno, sul piano giuridico e personale, prospettive di rimanere in Svizzera nonché le potenzialità e la motivazione di seguire un percorso formativo. La Confederazione e i Cantoni hanno riconosciuto la necessità di un intervento e hanno già definito a grandi linee le competenze e formulato alcuni obiettivi.

Il Consiglio federale condivide inoltre l'opinione degli autori della mozione per quanto riguarda il maggior fabbisogno di fondi per garantire l'integrazione professionale dei rifugiati e delle persone ammesse a titolo provvisorio. Dapprima, tuttavia, bisogna definire i finanziamenti richiesti per i rispettivi ambiti di competenza e determinare in quali settori si vengono a creare effettivamente più costi per la Confederazione e i Cantoni. Dalle indagini svolte ai due livelli statali è emerso che, per quanto riguarda il gruppo di destinatari menzionato, nel campo della formazione non è sufficiente investire soltanto nelle strutture ordinarie. È fondamentale potenziare anche le misure preparatorie in modo che queste persone siano in grado di affrontare una formazione post-obbligatoria generale o professionale. In una prima fase è necessario verificare le potenzialità di ogni persona, che poi dovrà imparare una lingua nazionale, recuperare le materie mancanti del livello secondario I e acquisire le tecniche di apprendimento di base e le competenze culturali. Per queste persone gli elementi succitati e la consulenza individuale (coaching, gestione di casi) rappresentano la base necessaria per iniziare un tirocinio, seguire le lezioni sulle materie professionali, integrarsi in un'azienda e superare gli esami. Va anche verificato in che misura per questo gruppo di destinatari sia necessario utilizzare in maniera più flessibile le strutture previste dalla legge sulla formazione professionale.

Per determinare l'onere finanziario i Cantoni hanno commissionato degli studi i cui risultati dovrebbero essere disponibili nella primavera del 2017 e che dovranno essere esaminati in dettaglio. Andranno anche analizzate le esperienze e le conoscenze disponibili per quanto riguarda le misure per l'integrazione efficaci e l'inserimento di questi aspetti in una strategia orientata ai processi. E, infine, bisognerà tener conto dei provvedimenti e progetti già esistenti, come il programma pilota sul pretirocinio d'integrazione e sull'apprendimento precoce della lingua che mira, tra l'altro, a migliorare la cooperazione interistituzionale tra gli operatori cantonali nei settori dell'asilo, dell'integrazione, della formazione e del mercato del lavoro. A questo scopo il 15 dicembre 2016 il Parlamento ha approvato un credito d'impegno di 54 milioni di franchi destinato a cofinanziare i provvedimenti per quattro anni. Per le misure nel settore della formazione professionale il Parlamento ha approvato dei crediti nel quadro del messaggio ERI 2017-2020.

Sarà quindi necessario attendere ed esaminare i risultati delle rilevazioni commissionate per i vari ambiti. Insieme alle esperienze già acquisite e alle proposte già formulate in merito ad approcci efficaci per l'integrazione, questi risultati costituiranno la base per successivi colloqui tra Confederazione e Cantoni. Il Consiglio federale non intende anticipare le conclusioni di questi studi preliminari e pertanto respinge, al momento attuale, la mozione e i suoi mandati concreti.

Se la mozione dovesse essere adottata dalla prima Camera, il Consiglio federale si riserva la facoltà di proporre alla seconda Camera di trasformarla in un mandato di verifica.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.