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16.4159 · Interpellanza · 2016-12-16

Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale ritiene sufficienti i rischi correlati all'avanzata dell'islam in Svizzera per giustificare una modifica della legge federale sui sistemi d'informazione militari (LSIM) volta ad autorizzare la raccolta e il trattamento dei dati riguardanti la religione ostentata dai militari di ogni grado incorporati nel nostro esercito?

Begründung

Ai sensi dell'articolo 10 lettera a della LSIM non possono essere trattati dati concernenti le opinioni o attività religiose dei militari, ad eccezione dell'appartenenza religiosa. Il nostro esercito è pertanto cieco di fronte a un fenomeno che suscita gravi inquietudini in alcuni Paesi vicini e che, in certi casi, ha addirittura provocato dubbi sulla lealtà di certe unità in impieghi particolari: l'avanzata dell'islam in tutta l'Europa e in Svizzera in particolare, avanzata che concerne tutti gli ambiti della nostra società e il nostro esercito in particolare, un esercito garante della nostra indipendenza. Nessuno, ufficialmente, sa quanti musulmani vi siano tra i 182 338 militari incorporati il 1° marzo 2016, tra i 16 944 ufficiali, i 29 001 sottufficiali e i 136 393 soldati del nostro esercito. Tutt'al più si constata un aumento delle rivendicazioni di tipo comunitarista riguardanti in particolar modo le abitudini alimentari della truppa.

Eppure si sa che in certi ambienti musulmani non si esita a incoraggiare apertamente i musulmani residenti al di fuori dei Paesi islamici ad assumere delle responsabilità in tutti i settori chiave della società occidentale. Ciò è previsto nel documento "Stratégie de l'action islamique culturelle à l'extérieur du monde islamique" adottato dalla 9a Conferenza islamica al vertice di Doha/Qatar del 2000 (http://www.iseco.org.ma/wp-content/uploads/sites/2/2015/05/StratégieExtVFLR1.pdf), documento in cui si menziona inoltre il passaggio dalla strategia del basso profilo a quella dell'iniziativa e dell'affermazione di sé (p. 87).

Per essere in grado di valutare da questo punto di vista i rischi correlati all'avanzata dell'islam in Svizzera, che interessa il nostro esercito come pure altri settori della nostra società, sembra indispensabile dotarsi di strumenti statistici elementari.

Stellungnahme des Bundesrates

L'esercito non opera distinzioni per quanto riguarda l'appartenenza religiosa dei suoi militari. Per l'esercito, uno Svizzero è uno Svizzero. Allo stesso tempo la libertà di credo e di coscienza è un diritto costituzionale di cui godono, ben inteso, anche i militari.

L'appartenenza religiosa dei militari non è registrata nel Sistema di gestione del personale dell'esercito e della protezione civile (PISA). Non sono quindi disponibili cifre.

Per quanto concerne l'estremismo, l'Esercito svizzero applica la strategia della tolleranza zero per ogni tipo di estremismo violento (estremismo di destra, di sinistra, estremismo di ispirazione jihadista ecc.). La mera appartenenza a una comunità religiosa di qualsiasi genere non è considerata dall'esercito un fattore di rischio.

Ogni persona soggetta all'obbligo di leva è già sottoposta a un controllo di sicurezza relativo alle persone adeguato al livello di responsabilità. Per le funzioni in cui fosse necessario, si effettua una verifica più approfondita. Inoltre i militari possono essere sottoposti a un controllo in qualsiasi momento, qualora sussistano segni o indizi di un uso abusivo dell'arma personale (cfr. art. 5 dell'ordinanza sui controlli di sicurezza relativi alle persone, OCSP; RS 120.4). In occasione di questi controlli, vengono esaminati e valutati i rischi che queste persone rappresentano.

Alla luce di quanto precede, il Consiglio federale non ritiene necessario adottare alcuna misura supplementare.

Risposta del Consiglio federale.