16.484 · Iniziativa parlamentare · 2016-12-01
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Nella Commissione del Consiglio degli Stati
Ausgangslage
Comunicato stampa della commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale del 20.08.2024
Con 18 voti contro 7, la Commissione ha accolto un progetto da porre in consultazione in adempimento dell’iniziativa parlamentare 16.484 Maggiore libertà organizzativa in caso di lavoro da casa. Alla luce della realtà del mondo del lavoro odierno, la Commissione ritiene indispensabile dare un’impostazione più flessibile al diritto del lavoro. Una minoranza della Commissione propone di non entrare in materia sul progetto, ritenendo che questo peggiori le condizioni di lavoro e di tutela della salute, con conseguenti elevati costi per l’economia.
Il progetto della Commissione non disciplina unicamente l’ambito del lavoro da casa, ma il telelavoro in generale. In presenza di un accordo in questo senso, prevede in particolare un’estensione della durata massima del lavoro giornaliero da 14 a 17 ore e una riduzione del riposo giornaliero minimo da 11 a 9 ore. Il progetto prevede inoltre che il lavoratore possa saltuariamente decidere di propria iniziativa di lavorare la domenica; un punto che è tuttavia respinto da una minoranza. La Commissione vede il progetto come una chiara opportunità per i lavoratori di personalizzare maggiormente l’orario di lavoro, con potenziali grandi vantaggi in termini di conciliabilità tra lavoro e famiglia e in termini di lavoro di assistenza e cura. In considerazione delle preoccupazioni sulla tutela della salute, la Commissione ha in particolare integrato nel suo progetto il diritto alla disconnessione. Una delle varianti da porre in consultazione prevede inoltre relativi adeguamenti del diritto delle obbligazioni. Ciò consentirebbe di attuare la prevista flessibilizzazione in modo coerente e di includere una cerchia più ampia di lavoratori.
Comunicato stampa del Consiglio federale del 21.05.2025
Il Consiglio federale favorevole alla regolamentazione del telelavoro
Il Consiglio federale sostiene la maggior parte di quanto proposto dalla Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio nazionale per organizzare le norme sulla durata del lavoro e del riposo in modo più flessibile per chi lavora da casa. Il progetto rispecchia le nuove possibilità della digitalizzazione nel mondo del lavoro e allo stesso tempo sancisce nella legge sul lavoro il diritto all’irreperibilità durante il periodo di riposo giornaliero e la domenica. Il 21 maggio 2025 il Consiglio federale ha approvato il suo parere in merito al progetto della Commissione e, oltre a un campo di applicazione più limitato, propone ulteriori modifiche nel Codice delle obbligazioni.
Il telelavoro e, in particolare, il lavoro da casa fanno oggi parte della vita lavorativa quotidiana. Con questo progetto di legge la Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio nazionale (CET-N) intende tenere conto delle esigenze di chi lavora da casa. In questo modo, la CET-N attua l’iniziativa parlamentare Burkart «Maggiore libertà organizzativa in caso di lavoro da casa», accolta nel 2019.
Progetto della Commissione
Secondo la bozza della Commissione, a partire dai 18 anni tutti i dipendenti dovrebbero poter svolgere il proprio lavoro al di fuori del contesto aziendale se lo hanno concordato per iscritto con il proprio datore di lavoro. Il diritto all’irreperibilità durante il periodo di riposo giornaliero e la domenica, che già oggi si applica implicitamente, deve essere esplicitamente definito nella legge sul lavoro.
Il progetto prevede inoltre che il lavoro diurno e serale si svolga entro un arco di 17 ore, anziché 14 come oggi. Il periodo di riposo giornaliero sarebbe di almeno nove ore, anziché undici. Per non più di sei domeniche all’anno, si dovrebbe poter lavorare al massimo cinque ore senza autorizzazione, e compensare il lavoro domenicale con un supplemento salariale del 50%.
Proposte di adeguamento del Consiglio federale
Il Consiglio federale appoggia il progetto di legge in quanto fa chiarezza e non pregiudica la tutela della salute dei lavoratori, ma formula alcune proposte di adeguamento. Propone che il campo di applicazione venga ristretto ai lavoratori che sono in grado di organizzare liberamente il proprio orario di lavoro. Solo chi ha questa flessibilità lavorativa può beneficiare dell’obiettivo del progetto, ossia ottimizzare l’equilibrio tra vita professionale, famiglia e vita privata.
Il Consiglio federale propone di rinunciare al requisito della forma scritta per la convenzione tra datore di lavoro e lavoratore, in quanto non apporta un valore aggiunto e rappresenta un onere amministrativo per le aziende. Il diritto all’irreperibilità non dovrebbe valere solo per i telelavoratori, ma per tutti i dipendenti.
Il Consiglio federale propone anche di modificare il Codice delle obbligazioni (CO) puntando a una revisione complessiva e coerente. In linea con le modifiche nella legge sul lavoro, bisognerebbe definire il termine «telelavoro» anche nel CO. Oltre a ciò, occorre elencare i punti da concordare tra datore di lavoro e dipendente. Infine, anche il diritto all’irreperibilità dovrebbe essere sancito nel CO.
Wortlaut
Fondandomi sull'articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale e sull'articolo 107 della legge sul Parlamento, presento la seguente iniziativa parlamentare:
Sempre più datori di lavoro permettono ai loro dipendenti di lavorare parzialmente da casa, aiutandoli in tal modo nell'affrontare più facilmente lo stress sul posto di lavoro o nel conciliare meglio lavoro e vita famigliare. La legge sul lavoro (LL) considera troppo poco le esigenze dei lavoratori che lavorano da casa. Essa è pensata per il lavoro in un'azienda industriale. Chiedo pertanto al Parlamento di aggiornare la LL nei termini seguenti:
Art. 10 cpv. 3 secondo periodo (nuovo)
Per il lavoratore che può determinare autonomamente e in gran parte il proprio orario di lavoro, tale spazio si estende a 17 ore.
Art. 15a cpv. 1 secondo periodo (nuovo)
Prestazioni lavorative occasionali di breve durata non interrompono il riposo.
Art. 19 cpv. 1 secondo periodo (nuovo)
Essa non è necessaria per il lavoro domenicale svolto nella propria abitazione da un lavoratore che può determinare autonomamente e in gran parte il proprio orario di lavoro.
Begründung
I lavoratori che svolgono il loro lavoro da casa possono di regola stabilire il proprio orario di lavoro tenendo conto delle proprie esigenze e possibilità personali. Nella loro libertà di organizzarsi essi sono tuttavia condizionati dalla legge sul lavoro che limita i tempi di lavoro quotidiani, stabilisce il riposo giornaliero e sancisce il divieto del lavoro domenicale.
Nel corso di una giornata il lavoratore può svolgere il proprio lavoro soltanto nello spazio di 14 ore (art. 10 cpv. 3 LL). Se al mattino inizia alle 7, la sera non può più lavorare a partire dalle 21. Così un lavoratore che riprende il proprio figlio al nido d'infanzia alle 18 non potrà più occuparsi dei messaggi urgenti di posta elettronica dopo averlo messo a letto: ciò rende difficoltoso il coordinamento fra il lavoro e la vita famigliare. Per i lavoratori che possono determinare autonomamente e in gran parte il loro orario di lavoro quotidiano, lo spazio dovrebbe pertanto estendersi a 17 ore.
Il diritto vigente prevede che fra due giorni lavorativi il lavoratore deve poter riposare ininterrottamente per 11 ore (art. 15a cpv. 1). Un lavoratore che alle 22 scrive un breve messaggio di posta elettronica non potrà riprendere il lavoro prima delle 9 del giorno seguente. Una situazione che non tiene conto della realtà. In un'epoca in cui molti lavoratori hanno la possibilità di scrivere messaggi di posta elettronica professionali da casa propria, la necessità del riposo ininterrotto viene considerata un inutile puntiglio. Prestazioni lavorative occasionali di breve durata non dovrebbero interrompere il riposo.
È possibile lavorare la domenica unicamente con l'autorizzazione delle autorità (art. 19 cpv. 1 LL). Senza tale autorizzazione il lavoro domenicale è vietato anche quando il lavoratore vorrebbe sfruttare il riposo domenicale per poter finalmente lavorare indisturbato. Il lavoro domenicale svolto a casa dal singolo lavoratore non perturberebbe in nessun modo il riposo domenicale ufficiale. Non dovrebbe quindi essere necessaria un'autorizzazione per il lavoro domenicale svolto nella propria abitazione da un lavoratore che può determinare autonomamente e in gran parte il proprio orario di lavoro.
Verhandlungen
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 23.09.2025
Telelavoro va reso più flessibile
Le condizioni per il telelavoro vanno rese più flessibili, applicando regole meno rigide. Ne è convinto il Consiglio nazionale, che oggi ha approvato per 119 voti a 63 (cinque astenuti) un progetto di legge della sua Commissione dell'economia e dei tributi (CET-N), frutto di un'iniziativa parlamentare. Il dossier passa ora agli Stati.
Il progetto realizza una proposta del "senatore" Thierry Burkart (PLR/AG) inoltrata nel 2016, quando l'argoviese sedeva ancora alla Camera del popolo. Secondo la commissione, una maggiore flessibilità in materia è indispensabile, considerata la realtà attuale del mondo del lavoro post pandemia.
Il progetto regola il telelavoro in generale. In presenza di un accordo in tal senso tra le parti, prevede in particolare un'estensione della durata massima dell'attività giornaliera da 14 a 17 ore e una riduzione del riposo minimo da 11 a 9 ore. In quest'ultimo caso, è possibile un'interruzione per questioni urgenti.
Per quanto riguarda le domeniche, deve essere possibile lavorare di propria iniziativa per un massimo di cinque ore senza autorizzazione per nove volte all'anno. Su questo punto, la Camera del popolo si è spinta oltre la commissione, secondo cui le domeniche dovevano essere soltanto sei.
Per la maggioranza di centro-destra, le novità significano più libertà di manovra. Molto critica invece la sinistra, che ha spinto, invano, per la non entrata in materia, giudicando il disegno nocivo per le condizioni di lavoro e la tutela della salute. "Non avevo mai visto un attacco così violento e frontale ai diritti dei lavoratori nel nostro Paese", ha gridato allo scandalo Emmanuel Amoos (PS/VS).
Bisognerà essere disponibili per il proprio capo dalle 6.00 alle 23.00, tornare al lavoro il giorno successivo alle 8.00, accettando di essere disturbati durante la pausa in caso di emergenza, si è indignato il vallesano. Il fatto che gli impiegati debbano essere d'accordo è una sorta di illusione, ha aggiunto Samuel Bendahan (PS/VD): "Chi potrà opporsi alla flessibilità durante un colloquio?", si è retoricamente chiesto.
Sempre più datori di lavoro consentono ai propri dipendenti di praticare l'home office per conciliare meglio vita professionale e privata, ha invece detto Marcel Dobler (PLR/SG). È quindi importante che il Parlamento faccia chiarezza, ha puntualizzato il sangallese. Stando a Jürg Grossen (PVL/BE), il progetto è "adeguato, equilibrato e praticabile". "Il disegno di legge tiene conto delle nuove opportunità offerte dalla digitalizzazione", lo ha appoggiato il consigliere federale e ministro dell'economia Guy Parmelin.
Il governo, in linea di principio d'accordo con il progetto, ha comunque proposto delle modifiche. Ad esempio, la precisazione che il diritto all'irreperibilità non dovrebbe valere solo per i telelavoratori, ma per tutti i dipendenti, è stata accolta per 102 voti a 86.
Comunicato stampa della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati del 23.01.2026
Conformemente alla sua decisione dello scorso ottobre (v. comunicato stampa del 24 ottobre 2025) la Commissione ha sentito le delegazioni dell’Unione svizzera degli imprenditori, dell’Unione svizzera delle arti e mestieri, della società impiegati di commercio e dell’Unione sindacale svizzera prima di avviare la deliberazione di dettaglio del progetto riguardante l’iniziativa parlamentare 16.484 («Maggiore libertà organizzativa in caso di lavoro da casa»). Ha poi preso le prime decisioni. Tuttavia, poiché ci sono ancora questioni aperte concernenti l’applicazione concreta e l’interpretazione di diverse disposizioni giuridiche, la Commissione ha incaricato l’Amministrazione di chiarire questi punti prima di concludere la deliberazione nel secondo trimestre. Informerà poi in dettaglio sulle sue decisioni.
Comunicato stampa della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati del 24.03.2026
La Commissione è tornata ad occuparsi approfonditamente del telelavoro (16.484, «Maggiore libertà organizzativa in caso di lavoro da casa»), dibattendo a lungo soprattutto la questione del carattere facoltativo del lavoro domenicale. Se una parte della Commissione sottolinea che il telelavoro garantisce al lavoratore una maggiore flessibilità, un’altra teme che il datore di lavoro possa sfruttarlo per spingere i dipendenti a lavorare la domenica. Preso atto di tale divergenza d’opinioni, la Commissione ha incaricato l’Amministrazione di svolgere ulteriori accertamenti. Proseguirà pertanto l’esame dell’oggetto nel terzo trimestre.
Informazioni
Segreteria della Commissione dell'economia e dei tributi (CET)
wak.cer@parl.admin.ch