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17.052 · Oggetto del Consiglio federale · 2017-08-23

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Zusammenfassung

Messaggio del 23 agosto 2017 concernente la modifica della legge federale sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici

Ausgangslage

Comunicato stampa del Consiglio federale del 23.08.2017

Licenziato il messaggio concernente la revisione parziale della legge sulla caccia

Il 23 agosto 2017 il Consiglio federale ha licenziato il messaggio concernente la revisione parziale della legge sulla caccia. Il Governo propone al Parlamento nuove norme per regolare determinate specie animali protette quando possono causare danni o costituire un pericolo per l'uomo nonostante le misure di prevenzione adottate.

La mozione "Convivenza tra lupi e comunità montane" (14.3151) del consigliere agli Stati Stefan Engler (PPD, GR), adottata dal Parlamento nel 2015, chiede una revisione parziale della legge federale sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici. Tale revisione crea le basi legali per regolare le popolazioni di lupi prima che nascano grossi conflitti. La regolazione deve inoltre avvenire nel quadro della Convenzione per la conservazione della vita selvatica e dei suoi biotopi in Europa (Convenzione di Berna).

Il 23 agosto 2017 il Consiglio federale ha licenziato il relativo messaggio di modifica della legge sulla caccia e l'ha trasmesso al Parlamento. Gli interventi di regolazione sono peraltro previsti non soltanto per le popolazioni di lupi ma sono estesi anche ad altre specie protette potenzialmente conflittuali, quando possono causare danni o costituire un pericolo per l'uomo nonostante le misure di prevenzione intraprese. In base alla decisione adottata, tra queste specie rientrano lo stambecco e il cigno reale, cui possono ancora aggiungersi, a seconda degli esiti del dibattito parlamentare, anche altre specie animali come il castoro o la lince.

La revisione della legge mira inoltre a chiarire il rapporto tra l'autorizzazione di caccia e l'esame di caccia. L'autorizzazione di caccia consente di esercitare la caccia in un determinato Cantone. Il suo rilascio è di competenza dei Cantoni. Per il rilascio di dell'autorizzazione di caccia la condizione indispensabile è il superamento dell'esame di caccia, per il quale la Confederazione dovrà prescrivere ai Cantoni le nuove materie d'esame "biologia della fauna selvatica", "gestione delle specie e degli spazi vitali", "protezione degli animali" e "manipolazione delle armi". In futuro, i Cantoni dovranno riconoscere reciprocamente gli esami cantonali di caccia, i cui contenuti saranno armonizzati.

Infine, il Governo intende adeguare e integrare le disposizioni sulle specie cacciabili e i loro periodi di protezione, modificate nel 2012 con la revisione dell'ordinanza sulla caccia: la legge prevede quindi la protezione della moretta tabaccata e della pernice grigia, include il corvo comune fra le specie cacciabili e accorcia il periodo di protezione per il cinghiale e il cormorano. Al contempo sancisce un periodo di protezione per tutte le specie indigene e adegua inoltre anche la gestione di quelle non indigene. In virtù della strategia per le specie esotiche invasive, licenziata dal Consiglio federale il 18 maggio 2016, il daino, il cervo sika e il muflone saranno pertanto cacciabili tutto l'anno.

Lupo: proposta alla Convenzione di Berna di declassare lo status di protezione

Nella discussione sull'iniziativa cantonale inoltrata dal Canton Vallese "Lupo. La festa è finita!" (14.320), la Commissione del Consiglio agli Stati incaricata dell'esame preliminare si era detta favorevole alla richiesta di rinegoziare con il comitato permanente della Convenzione di Berna il declassamento del lupo da "specie assolutamente protetta" a "specie protetta". Il Consiglio federale sostiene la proposta e ha incaricato il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) di inoltrarla al Consiglio d'Europa entro fine luglio 2018. Una proposta analoga della Svizzera era già stata respinta nel 2006 dal comitato permanente della Convenzione di Berna.

Verhandlungen

Nel Consiglio degli Stati la legge sulla caccia ha suscitato accesi dibattiti. Il relatore della Commissione, Roland Eberle (V, TG), ha definito la regolazione degli effettivi di lupi (art. 7a) il nocciolo della revisione, sottolineando però che il progetto non si prefigge lo sterminio di determinate specie ma vuole al contrario favorire la coesistenza con i grandi predatori protetti.

Una proposta di rinvio che chiedeva al Consiglio federale di presentare una revisione meno incisiva è stata respinta con 29 voti contro 14.

Nella deliberazione di dettaglio il Consiglio degli Stati ha seguito quasi tutte le proposte dei rappresentanti dei Cantoni di montagna, che prevedevano un allentamento delle norme sulla caccia. Tuttavia, in un articolo centrale concernente la regolazione delle specie protette la Camera non ha seguito la Commissione ma il Consiglio federale, decidendo con 25 voti contro 20 che a determinate condizioni, previste dalla legge, le autorità potranno autorizzare non soltanto l'abbattimento di singoli animali di specie protette ma anche la riduzione di effettivi interi.

Quanto al castoro, il Consiglio degli Stati ha stabilito che la Confederazione parteciperà al finanziamento delle misure di protezione delle infrastrutture di interesse pubblico e al risarcimento dei danni causati da questo animale, come chiesto da un'iniziativa del Canton Turgovia.

Con 28 voti contro 14 il Consiglio degli Stati ha inoltre appoggiato la proposta del Consiglio federale di autorizzare i Cantoni ad accorciare temporaneamente i periodi di protezione delle specie cacciabili senza chiedere l'accordo della Confederazione.

Nella votazione sul complesso il Consiglio degli Stati ha approvato il progetto con 28 voti contro 14 e 2 astensioni.

Anche nel Consiglio nazionale il dibattito è stato lungo e movimentato. Una minoranza commissionale composta di rappresentanti del PS, dei Verdi e dei Verdi liberali chiedeva di rinviare il progetto al Consiglio federale, proposta respinta dalla Camera con 126 voti contro 58. La maggioranza del Consiglio nazionale, come già il Consiglio degli Stati, ha voluto allentare le norme sulla caccia in misura maggiore di quanto previsto dal Consiglio federale. A differenza della Camera prioritaria, che prevedeva un periodo di abbattimento dei lupi più lungo ma vincolato a condizioni più severe, il Consiglio nazionale ha proposto per questi animali un periodo di abbattimento compreso tra il 1° settembre e il 31 gennaio. Il Consiglio non ha invece seguito la proposta della propria Commissione di annoverare l'airone cenerino e lo smergo maggiore tra le specie che possono essere regolate. Sebbene l'elenco delle specie cacciabili iscritto nella legge sia stato oggetto di accesi dibattiti, il Consiglio nazionale ha deciso di non modificarlo. Ha inoltre respinto proposte volte a stralciare da tale elenco il fagiano di monte maschio, la pernice bianca e la beccaccia.

Nella votazione sul complesso il Consiglio nazionale ha approvato la revisione della legge sulla caccia con 115 voti contro 67.

In seconda lettura, con 26 voti contro 16 il Consiglio degli Stati ha seguito il Consiglio nazionale in un punto centrale, permettendo la riduzione degli effettivi di lupi in caso di pericolo imminente, anche in assenza di misure di protezione del gregge. Anche per quanto riguarda il periodo di abbattimento dei lupi il Consiglio degli Stati ha seguito la decisione del Consiglio nazionale (dal 1° settembre al 31 gennaio).

Numerose questioni aperte sono state affrontate nella procedura di appianamento delle divergenze. Fino all'ultimo i due Consigli non erano d'accordo se permettere la caccia al lupo all'interno delle bandite di caccia (rinominate "aree di protezione della fauna selvatica"): il Consiglio degli Stati intendeva consentire alle autorità cantonali di esecuzione di autorizzare questi abbattimenti in caso di necessità, il Consiglio nazionale si è allineato alla Camera alta soltanto in terza lettura, con 92 voti contro 91 e 2 astensioni. La legge riveduta non disciplina la regolazione di castori e linci: dopo aver introdotto disposizioni in merito, i due Consigli le hanno infatti successivamente stralciate. Hanno però dato al Consiglio federale la competenza di autorizzare la regolazione degli effettivi di altre specie protette.

Nella votazione finale il Consiglio nazionale ha approvato la modifica della legge sulla caccia con 117 voti contro 71 e 9 astensioni; hanno votato a favore i gruppi UDC, PLR, PPD e PBD, contrari invece i gruppi PS, Verdi, Verdi liberali e alcuni membri del gruppo PLR. Il Consiglio degli Stati ha approvato la revisione con 28 voti contro 16 e 1 astensione.

Il 27 settembre 2020 il progetto è stato respinto in votazione popolare dal 51,9 % dei votanti.