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17.060 · Oggetto del Consiglio federale · 2017-09-15

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Zusammenfassung

Messagio del 15 settembre 2017 concernente l’iniziativa popolare "Per imprese responsabili - a tutela dell’essere umano e dell’ambiente".

Ausgangslage

17.060 Per imprese responsabili - a tutela dell'essere umano e dell'ambiente. Iniziativa popolare / 16.077 CO. Diritto della società anonima (disegno 2): controprogetto indiretto all'iniziativa popolare "Per imprese responsabili - a tutela dell'essere umano e dell'ambiente"

L'iniziativa popolare "Per imprese responsabili - a tutela dell'essere umano e dell'ambiente" è stata depositata il 10 ottobre 2016 da un comitato d'iniziativa costituito di diverse ONG. L'iniziativa chiede che la Confederazione adotti misure legali che obblighino le imprese a rispettare i diritti umani e l'ambiente anche all'estero. Il Parlamento raccomanda al Popolo e ai Cantoni di respingere l'iniziativa. Ha tuttavia adottato un controprogetto indiretto all'iniziativa che entrerà in vigore se quest'ultima venisse respinta e un eventuale referendum non dovesse riuscire.

Iniziativa popolare e controprogetto indiretto: contenuti a confronto

L'iniziativa chiede che la Confederazione adotti disposizioni legali che obblighino le imprese a usare una dovuta diligenza completa fondata sui rischi allo scopo di tutelare i diritti umani riconosciuti a livello internazionale e le norme ambientali internazionali. Tale obbligo vale anche per le imprese controllate all'estero da imprese svizzere e per tutte le relazioni d'affari. L'iniziativa tiene conto delle esigenze delle piccole e medie imprese. Le imprese interessate devono inoltre rendere conto degli esiti della dovuta diligenza. Quelle che non sono in grado di fornire le prove necessarie devono rispondere anche dei danni causati dalle loro imprese controllate all'estero se quest'ultime violano i diritti umani riconosciuti a livello internazionale o le norme ambientali internazionali. Per quanto riguarda i diritti umani, uno degli obiettivi dell'iniziativa è quello di rendere giuridicamente vincolanti in Svizzera alcuni elementi dei Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani del 2011 (principi guida dell'ONU).

A differenza dell'iniziativa, il controprogetto indiretto adottato dalle Camere durante la sessione estiva 2020 non prevede nuove disposizioni in materia di responsabilità. Per le grandi imprese introduce un obbligo di rendiconto annuale in merito a temi quali i diritti umani, l'ambiente e la corruzione. Le imprese devono inoltre rispettare obblighi di diligenza nei settori dei minerali provenienti da zone di conflitto e del lavoro minorile e renderne conto in un rapporto. In caso di mancata presentazione del rapporto o se le indicazioni fornite si rivelano inesatte è comminata una multa fino a 100 000 franchi.

Situazione iniziale

Nel suo messaggio del 15 settembre 2017 il Consiglio federale proponeva all'Assemblea federale di sottoporre l'iniziativa al Popolo e ai Cantoni senza controprogetto, raccomandandone il rigetto. Pur sostenendo in sostanza le richieste dell'iniziativa, riteneva che in particolar modo le disposizioni sulla responsabilità si spingessero troppo in là. Entrambe le Commissioni degli affari giuridici chiedevano invece l'elaborazione di un controprogetto indiretto. Nel corso del dibattito parlamentare il Consiglio federale è però tornato sulla sua decisione e si è dichiarato favorevole a un controprogetto indiretto senza disposizioni sulla responsabilità.

(Fonte: Messagio del 15 settembre 2017 concernente l'iniziativa popolare "Per imprese responsabili - a tutela dell'essere umano e dell'ambiente", FF 2017 5405)

Verhandlungen

Nel corso della sessione estiva 2018 il Consiglio nazionale ha aderito alla proposta della sua Commissione e approvato, con 121 voti contro 73 e 2 astensioni, il controprogetto indiretto all'iniziativa popolare nell'ambito delle deliberazioni sulla revisione del diritto della società anonima (16.077). Alla stregua dell'iniziativa, anche il controprogetto del Consiglio nazionale prevedeva l'introduzione di nuove disposizioni sulla responsabilità delle imprese, ridimensionando tuttavia sensibilmente il regime proposto dai promotori dell'iniziativa. La Commissione incaricata dell'esame preliminare aveva integrato le nuove disposizioni nel dossier concernente la revisione del diritto della società anonima. La Camera bassa ha però deciso di trattarle separatamente.

Con il controprogetto la maggioranza del Consiglio nazionale sperava di indurre il comitato a ritirare l'iniziativa. Temendo per la certezza del diritto nonché un'ondata di denunce, la maggioranza del gruppo UDC e una parte del gruppo liberale radicale si sono vanamente opposte al disegno, adducendo che le nuove disposizioni avrebbero reso la Svizzera vulnerabile e soggetta a ricatti internazionali.

L'iniziativa popolare è stata discussa dal Consiglio degli Stati, in qualità di Camera prioritaria, nella sessione primaverile 2019. La Camera alta ha inizialmente condotto un dibattito congiunto sull'iniziativa e sul relativo controprogetto indiretto adottato dal Consiglio nazionale nell'ambito della revisione del diritto della società anonima.

Il controprogetto del Consiglio nazionale è quindi stato rielaborato dalla Commissione del Consiglio degli Stati. Anche la versione approvata dalla maggioranza dei commissari conteneva nuove disposizioni sulla responsabilità. Una minoranza della Commissione composta da rappresentanti del gruppo liberale radicale e del PPD proponeva di stralciare le disposizioni sulla responsabilità; dal canto suo il consigliere agli Stati Ruedi Noser (RL, ZH) proponeva di non entrare in materia sul controprogetto.

Per quanto riguarda l'iniziativa popolare, la maggioranza della Commissione proponeva di raccomandare al Popolo e ai Cantoni di respingerla. Una minoranza composta da membri dei gruppi di centro-sinistra chiedeva invece di raccomandare l'accettazione dell'iniziativa.

Con 22 voti contro 20 la Camera alta ha deciso di non entrare in materia sul controprogetto e con 25 voti contro 14 e 3 astensioni ha proposto di raccomandare a Popolo e Cantoni di respingere l'iniziativa. La maggioranza del Consiglio degli Stati riteneva la normativa inutile e dannosa. Le imprese svizzere avrebbero infatti corso il rischio di doversi ritirare dal mercato in una serie di Paesi in cui oggi operano con successo nell'interesse della popolazione. Inoltre gli strumenti necessari a fare in modo che le poche pecore nere rimaste rispondano del proprio operato sarebbero già disponibili. È stato sottolineato che il controprogetto indiretto non rappresenta un compromesso, ma piuttosto un'attuazione diretta dell'iniziativa a livello legislativo, in pratica una legge di attuazione. I fautori delle nuove disposizioni sulla responsabilità hanno invano insistito sugli scandali degli ultimi anni e sui rischi per la reputazione della Svizzera.

In Consiglio nazionale l'iniziativa popolare è stata discussa per la prima volta nel corso della sessione estiva 2019. La Camera bassa ha deciso, con 109 voti contro 69 e 7 astensioni, di mantenere il suo controprogetto indiretto e di sospendere la trattazione dell'iniziativa fintantoché le deliberazioni nella medesima sessione concernenti l'iniziativa e il controprogetto non fossero concluse.

Il PS, i Verdi, i Verdi liberali, il PBD e il PPD hanno sostenuto il controprogetto. È in particolare stato fatto valere che chi viola i diritti umani e le normative ambientali, tollera il lavoro infantile e distrugge porzioni di territorio all'estero deve rispondere delle proprie azioni. Il comitato d'iniziativa ha del resto fatto sapere di essere disposto a ritirare il testo qualora il controprogetto indiretto del Consiglio Nazionale fosse accolto dal Parlamento. I parlamentari centristi hanno inoltre rammentato la possibilità di perfezionare ulteriormente il controprogetto nel corso della procedura parlamentare.

La maggioranza dei deputati UDC e il PLR ha invece respinto l'idea di un controprogetto. Temono per la certezza del diritto, nonché un'ondata di denunce e l'indebolimento della competitività delle imprese svizzere. Non essendo però riusciti a mettersi d'accordo sul no, il controprogetto è stato approvato.

Nella sessione autunnale 2019 il Consiglio degli Stati ha deciso di stralciare il controprogetto dal proprio ordine del giorno. Nel corso dell'estate il Consiglio federale aveva infatti chiesto al Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP) di difendere, nell'ambito dei dibattimenti parlamentari relativi al controprogetto indiretto, un progetto con l'obbligo di rendiconto in materia di rispetto dei diritti umani e delle norme ambientali, ma senza nuove disposizioni sulla responsabilità. Il DFGP era inoltre chiamato a esaminare l'opportunità e la necessità di introdurre un obbligo di diligenza supplementare nei settori del lavoro minorile e dei minerali provenienti da zone di conflitto. Decidendo di rinviare la trattazione del controprogetto, la Camera alta intendeva dare alla Commissione il tempo necessario per esaminare le proposte del Consiglio federale.

Durante la sessione invernale 2019 il Consiglio degli Stati ha deciso all'unanimità di entrare in materia sul controprogetto. Si è opposto alla proposta formulata dalla maggioranza della sua Commissione a favore di un controprogetto privo di disposizioni sulla responsabilità, avvallando le proposte di una minoranza della Commissione, composta da membri dei gruppi di centro-destra, basate sul progetto elaborato dal DFGP. Quest'ultimo prevedeva un obbligo di rendiconto in materia di diritti umani e ambiente analogamente alla direttiva dell'Unione europea (UE), come pure un obbligo di diligenza e di rendiconto nei settori dei minerali provenienti da zone di conflitto (in analogia al regolamento UE) e del lavoro minorile (in analogia allo Child Labor Due Diligence Act dei Paesi Bassi). La minoranza della Commissione riteneva che il progetto del Consiglio nazionale si spingesse troppo in là e fosse paragonabile a un'attuazione dell'iniziativa, mentre la nuova soluzione permetterebbe di opporre all'iniziativa un controprogetto ispirato al diritto europeo.

Dopo che nel corso della sessione invernale il Consiglio degli Stati si era espresso a favore di un controprogetto senza disposizioni sulla responsabilità, nella sessione primaverile 2020 il Consiglio nazionale ha ripreso l'esame dell'iniziativa popolare. Pur ribadendo il suo sostegno a un controprogetto che includa disposizioni sulla responsabilità, con 105 voti contro 83 e 9 astensioni ha comunque raccomandato al Popolo e ai Cantoni di respingere l'iniziativa. Una minoranza rosso-verde della Commissione aveva proposto di raccomandare l'accettazione dell'iniziativa.

Le due Camere hanno successivamente confermato per altre due volte la volontà di attenersi ciascuna alla propria versione del controprogetto. È quindi stato necessario indire una conferenza di conciliazione che ha proposto alle Camere di seguire la decisione del Consiglio degli Stati e quindi di adottare un controprogetto senza disposizioni sulla responsabilità. Durante la sessione estiva 2020 il Consiglio nazionale si è infine allineato con 99 voti contro 91 e 2 astensioni. I socialisti e il gruppo dei Verdi hanno respinto la proposta della conferenza di conciliazione, affermando che un controprogetto alibi si sarebbe rivelato poco utile contro le violazioni dei diritti umani o i danni all'ambiente. La proposta della conferenza di conciliazione ha tuttavia incontrato il favore della maggioranza dei membri dei gruppi di centro-destra nonché del gruppo UDC. Fino a quel momento quest'ultimo si era sempre detto contrario all'idea di un controprogetto. Secondo la sua portavoce, il gruppo ha sostenuto la proposta della conferenza di conciliazione a larga maggioranza per evitare che l'iniziativa popolare venisse accettata.

Nei voti finali Consiglio nazionale e Consiglio degli Stati hanno raccomandato al Popolo e ai Cantoni di respingere l'iniziativa popolare, rispettivamente con 108 voti contro 88 a 2 astensioni e con 30 voti contro 13 e 2 astensioni. Il controprogetto è invece stato approvato con 98 voti contro 88 e 12 astensioni dal Consiglio nazionale e con 29 voti contro 14 e 2 astensioni dal Consiglio degli Stati.

(Fonti: Bollettino ufficiale, ATS)

L'iniziative popolare mutinazionali responsabili è stata respinta nella votazione del 29 novembre 2020 dal 49,3 per cento dei votanti e 12 Cantoni che dispongono di un voto e 5 Cantoni che dispongono di un mezzo voto.