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Imprese svizzere all'estero che lottano contro la corruzione. Sostegno da parte delle rappresentanze diplomatiche svizzere

17.1025 · Interrogazione · 2017-05-02

Dipartimento degli affari esteri

Liquidato

Wortlaut

Durante il forum globale dell'OSCE su integrità e anticorruzione, tenutosi a Parigi il 30 e 31 marzo 2017, si è discusso tra le altre cose delle imprese attive all'estero che devono far fronte a casi di corruzione e sul loro sostegno da parte delle rappresentanze diplomatiche competenti.

In tale contesto chiedo al Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:

1. La Svizzera, tramite le sue rappresentanze diplomatiche, garantisce assistenza alle imprese svizzere che nei loro rapporti con le autorità straniere devono far fronte al problema della corruzione?

2. Con che frequenza le imprese svizzere ricorrono all'assistenza di una rappresentanza diplomatica della Svizzera per gestire simili situazioni?

3. Concretamente, in cosa consiste l'assistenza fornita?

4. Per lottare contro la corruzione uno degli strumenti più efficaci è la creazione di maggiore trasparenza. Qual è il contributo delle nostre rappresentanze in tal senso? Gli interessi diplomatici hanno eventualmente la precedenza?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Sì. Da oltre 15 anni il Memorandum sul ruolo della rete esterna nella lotta contro la corruzione (di seguito "il Memorandum") fa parte della documentazione standard che tutti i capiposto ricevono in occasione del colloquio che precede il loro trasferimento. Il Memorandum viene aggiornato periodicamente e dal 2012 viene distribuito anche ai direttori degli uffici di cooperazione della Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e della Segreteria di Stato dell'economia (SECO) nonché ai direttori degli Swiss Business Hub. Il documento illustra in modo esaustivo quali sono i compiti delle rappresentanze svizzere nell'ambito della lotta alla corruzione: oltre alle attività di informazione e sensibilizzazione figura, in particolare, la consulenza alle imprese svizzere che devono far fronte a richieste di tangenti da parte delle autorità locali o che sono confrontate con versamenti di somme illecite di denaro anticoncorrenziali da parte delle aziende concorrenti. Al momento un gruppo di lavoro interdipartimentale si sta occupando di aggiornare il Memorandum a seguito della revisione, avvenuta lo scorso anno, della legislazione svizzera anticorruzione.

La SECO ha inoltre pubblicato l'opuscolo "Prevenire la corruzione - Consigli alle imprese svizzere operanti all'estero" (www.seco.admin.ch, Politica esterna e cooperazione economica > Lotta contro la corruzione > Informazioni per le imprese). L'opuscolo, di cui a breve uscirà una terza ristampa riveduta, è messo a disposizione di tutte le rappresentanze svizzere all'estero. Il suo scopo è sensibilizzare al meglio le rappresentanze e le imprese svizzere attive all'estero (soprattutto le PMI) in merito ai rischi della corruzione e alla loro gestione. Le aziende stesse, infatti, sono le prime responsabili della prevenzione della corruzione.

2. Il DFAE e l'amministrazione federale non raccolgono dati relativi alle richieste d'aiuto di imprese svizzere alle rappresentanze diplomatiche su casi di corruzione. Per questo motivo non è possibile fornire dati statistici.

3. L'assistenza può consistere nel mostrare alle imprese diverse possibilità di azione, nel trasmettere informazioni ad avvocati del posto, nell'instaurare contatti informali o nell'intraprendere un'azione diplomatica presso le autorità competenti. La rappresentanza all'estero chiamata in causa deve precisare che non può né esprimersi su casi concreti né tantomeno influenzare o ridurre in qualche modo l'entità di un'eventuale colpa.

4. Nel quadro delle convenzioni internazionali anticorruzione dell'ONU, dell'OCSE e del Consiglio d'Europa, la Svizzera si batte attivamente su scala mondiale a favore di un aumento della trasparenza presso le autorità statali. Inoltre la DSC e la SECO portano avanti progetti sullo sviluppo di capacità nel settore del buongoverno che sostengono gli sforzi volti ad aumentare la trasparenza nei Paesi target (www.dfae.admin.ch, Politica estera > Piazza finanziaria ed economia > Corruzione > Gruppo di lavoro interdipartimentale per la lotta contro la corruzione > Attuazione della prima raccomandazione). Le rappresentanze all'estero, laddove opportuno e possibile, forniscono un contributo sul posto. In casi concreti di sospetta corruzione che interessano la Svizzera, le rappresentanze possono contribuire a fare chiarezza e a promuovere la trasparenza nell'apparato statale locale. Ciò rientra nel loro compito di fornire assistenza menzionato nella risposta alla domanda 3. Gli impiegati della Confederazione sono peraltro obbligati a denunciare casi di corruzione di cui vengono a conoscenza nell'esercizio della loro funzione (art. 22a della legge sul personale federale; RS 172.220.1), rivolgendosi alle autorità di perseguimento penale, ai loro superiori o al Controllo federale delle finanze .

Risposta del Consiglio federale.

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